5 artisti nativi americani da scoprire

Voci forti che stanno trovando sempre più lo spazio per raccontare la loro storia e la loro visione del mondo.

L’arte è un prolungamento della società: a ogni cambio di generazione e a ogni nuovo passo muta anche l’approccio creativo e il messaggio veicolato degli artisti.

La nostra epoca contemporanea, più attenta all’ambiente e ai diritti delle minoranze, ha dato la possibilità a voci fino a ora nascoste di raccontare la loro storia e la loro visione del mondo.

Tra questi, i nativi americani stanno sempre più acquistando visibilità all’interno del panorama culturale mondiale grazie a importanti mostre istituzionali, stand in celebri fiere e iniziative artistiche come Forge Project e Ma’s House.

Le figure influenti, oltre ai veterani che con il loro lavoro hanno difeso i diritti dei nativi per anni, si possono trovare nelle giovani promesse della nuova generazione, che sfrutta le tecniche tradizionali per affrontare questioni contemporanee.

Ecco di seguito 5 artisti nativi americani più influenti:

Marie Watt

L’artista è membro del Turtle Clan della Seneca Nation, nonché spirito in continua connessione con ciò che la circonda. Infatti, la sua è un’arte condivisa: gran parte della sua pratica si basa sulle esperienze dei circoli del cucito. Tramite invito, le comunità locali si uniscono a lei portando tessuti e modelli, e iniziano a cucire attorno a dei grandi tavoli. Una volta completata questa prima fase, le sezioni vengono assemblate e poi decorate con vernice e coni di tintinnio di latta, per creare così grandi opere d’arte.

Marie Watt, CRADLE: COBBLE (GOWANUS), 2012, Courtesy Greg Kucera Gallery

Jaune Smith 

Considerata colonna portante dell’arte indigena americana, Salish Jaune Quick-to-See Smith è attiva dagli anni ‘70. Il suo nome nativo “Quick-to-See” le è stato conferito dalla nonna Shoshone, che in lei ha riconosciuto la capacità di identificare il mondo circostante. Un talento che trapela dalle sue opere pop intrise di un simbolismo personale e politico.

Jaune Quick-to-See Smith, I See Red: Petroglyph Park, 1996, Mixed media on canvas, 72 × 48 in 182.9 × 121.9 cm, Courtesy Garth Greenan Gallery

Wendy Red Star

Cresciuta nella riserva di Apsáalooke nel Montana, l’artista ha sempre avuto un animo ribelle. La sua arte, umoristica e surreale, ribalta i luoghi comuni sui nativi americani tramite fotografie, sculture, video, fibre art e spettacoli. Molte delle sue opere mettono in scena paesaggi tableau con bambole gonfiabili e souvenir “indiani” da dieci centesimi, e in molti scatti lei stessa posa con il costume tradizionale tra alci gonfiabili e capi indiani scheletrici, per sottolineare alcune tematiche importanti della sua cultura.

Wendy Red Star, Apsáalooke (Crow), b. 1981, Peelatchiwaaxpáash/Medicine Crow (Raven), 1880, Portland Art Museum

Jeffrey Gibson

Devoto alla pittura e alla scultura, l’artista Choctaw/Cherokee fa uso di tecniche tradizionali artigianali indigene per realizzare oggetti “brillanti” come sacchi da boxe con perline e alte tende frangiate che raccontano storie grazie al colore.

Jeffrey Gibson, Sentinel, 2020, Roberts Projects

Cara Romero

I suoi scatti vibranti e sorprendenti mettono in luce i molteplici ruoli dei nativi, in particolare tra la sua tribù Chemehuevi. Bambini in perizoma e piume corrono tra i campi della Coachella Valley, donne in abiti tradizionali galleggiano sott’acqua – omaggio al concetto di memoria dell’acqua – e altre posano come bambole di carta con abiti e accessori. 

Cara Romero, Ty, 2017, Gerald Peters Contemporary

Cover Photo Credits: Wendy Red StarApsáalooke (Crow), Indian Summer, from the series Four Seasons, 2006 – printed 2017, Courtesy San Francisco Museum of Modern Art

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Valentina Longo
Valentina Longo
Appassionata d’arte, cultura orientale, cinema e letteratura, ha conseguito una laurea in “Comunicazione e Didattica dell’Arte” e successivamente ha frequentato un master in “Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali”.

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