5 street artist italiani da conoscere

Da nord a sud, il Bel Paese offre diversi street artist imperdibili ed è possibile osservare le loro opere semplicemente passeggiando nelle città italiane

Quando si pensa alla street art ci saltano subito alla mente nomi di fama mondiale come Banksy o Blek le rat, ma anche il nostro Paese offre tantissimi street artist che vale la pena conoscere e sono oltrettutto molto apprezzati e seguiti su Instagram.

Ecco alcuni nomi.

5 street artist da conoscere: Ericailcane 

Ericailcane è uno degli street artist italiani maggiormente conosciuti a livello internazionale. I suoi personaggi fiabeschi sono molto spesso enigmatici e sono contraddistinti da un forte messaggio sociale.

Un esempio è l’ultimo murales Umanità Nova, fatto da Ericailcane a Cagliari nel quartiere di Sant’Elia in occasione del Cagliari Urbanfest.

Blu

Le opere dello street artist Blu sono imponenti e dal messaggio sociale ben riconoscibile e forte. 

Ne è un esempio il murales dedicato a Emilio Scalzo, attivista NO TAV e NO Border arrestato in seguito a un mandato di cattura internazionale con l’accusa di aver ferito un gendarme in Francia durante una manifestazione transfrontaliera.

Blu non accetta la strumentalizzazione e la monetizzazione dell’arte, tant’è che nel 2016 ha cancellato tutte le sue opere dai muri di Bologna per evitare che potessero essere inserite all’interno di una mostra.

Ravo

In bilico tra la pittura e la street art, Ravo ha cambiato le regole del gioco, recuperando il classicismo nell’arte scegliendo quadri imponenti come quelli di Caravaggio come protagonisti dei suoi murales.

Recentemente è stato chiamato al Mart da Vittorio Sgarbi per riprodurre, nel grande cavedio, uno dei capolavori di Antonello da Messina, il San Sebastiano (1478 c.a).

Ravo è intervenuto direttamente sulla superficie senza fare né prove né disegni preparatori, lavorando a museo aperto e instaurando una relazione performativa con i visitatori.

Lo street artist Millo

Le opere di Millo acquisiscono un messaggio molto forte che varia ogni volta in base al luogo in cui si trovano.

Lo street artist pugliese colora le periferie del Bel Paese – e non solo – con murales di bambini per portare del bello anche nelle zone degradate delle città.

Peeta

Peeta unisce il lettering e le figure geometriche al mondo del 3D, creando un effetto di “fuoriuscita” dal muro dei suoi murales e dando un senso di confusione nelle percezioni dello spettatore.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

“Hair” torna in scena: libertà, identità e pacifismo per una nuova generazione. Intervista al regista e al cast del musical cult

Oggi, come allora, esistono ancora tanti Vietnam… e tanti giovani con la voglia di liberarsi dalla schiavitù commerciale della Società. Hair, spettacolo cult fine anni ’60, è più che mai l’ideale manifesto delle nuove generazioni che cantano l’alba dell’era dell’Acquario. HAIR, the Tribal Love-Rock Musical

Artuu Newsletter

Scelti per te

Tra ribellione urbana e spiritualità antica, la pittura avvolgente di Gonzalo Borondo alla 21 Gallery

Dopo Audaci. Dalle avanguardie storiche agli artisti mascherati, l’arte del libero pensiero, mostra inaugurale della sede padovana, la galleria ospita fino al 16 gennaio la personale dell’artista spagnolo Gonzalo Borondo, Porta l’acqua un fuoco fermo, curata da Cesare Biasini Selvaggi

White Entropy: Jacopo Di Cera porta a Malpensa l’immensità silenziosa delle montagne e il loro fragile equilibrio

Ed è proprio grazie al lavoro di Jacopo Di Cera che si spiega ai nostri occhi l’immensità di infinite distese di bianco. White Entropy è il titolo della mostra personale dell’artista, visitabile fino al 31 marzo 2026 presso il PhotoSquare dell’Aeroporto di Milano Malpensa.

Michelangelo e Bologna: il dialogo silenzioso che ha forgiato un nuovo linguaggio scultoreo, a Palazzo Fava

Due momenti di confronto e formazione che hanno avuto un enorme impatto sul divin artista raccontati attraverso un meticoloso percorso espositivo, inaugurato lo scorso 14 novembre e visibile fino al 15 febbraio a Palazzo Fava, grazie al quale possiamo apprezzare il muto dialogo instaurato dal Buonarroti con i rilievi della Porta Magna di San Petronio di mano di Jacopo della Quercia.

Seguici su Instagram ogni giorno