Rem Koolhaas espone al Guggenheim qualcosa che non è arte

Il Guggenheim di New York presenta Countryside, future of the world. Per la prima volta un’istituzione d’arte espone qualcosa che non è arte.

Countryside, future of the world è la prima mostra del museo Guggenheim di New York che non parla di arte o architettura, ma presenta un progetto ambizioso su un tema di cui si parla ancora pochissimo, la campagna. Il 20 Febbraio è stata inaugurata la mostra curata dall’architetto Rem Koolhaas, architetto, urbanista e saggista, tra i più noti sulla scena internazionale: l’esposizione sarà aperta fino al 14 Agosto.

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Rem Koolhaas non ha bisogno di presentazioni: oltre per le sue meravigliose architetture, Koolhaas è diventato famoso per aver scritto “Delirious New York” (1978), un’opera simbolo dell’ architettura contemporanea che descrive la città di New York e la sua frenesia verso la congestione urbana. Già architetto della Fondazione Prada a Milano, nel 2013 vince il premio per il “The Best Tall Building Of The Year” ovvero la sede della China Central Television a Pechino. Nel 2014 ha curato la Biennale di architettura di Venezia e oggi è professore alla Harvard University. La sua firma non manca in numerosissimi allestimenti per le sfilate di moda di brand come Prada e Miu Miu. A 76 anni, Rem Koolhaas torna sotto i riflettori come curatore della mostra Countryside, future of the world , parlando provocatoriamente di campagna a Manhattan, una delle metropoli più urbanizzate del mondo. Il museo Guggenheim, da sempre protagonista del panorama artistico moderno e contemporaneo, si riconferma essere all’avanguardia effettuando un cambio di rotta notevole: essere la prima istituzione a livello mondiale a proporre una mostra che non propone arte ma un progetto di ricerca sullo scenario futuro del paesaggio non industrializzato. Insieme a Koolhaas ha curato il progetto un gruppo di esperti dello studio di architettura Amo e alcuni studenti volontari della Harvard Graduate School of Design, la Central Academy of Fine Arts di Pechino, la Wageningen University e l’ università di Nairobi.

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“Uncommon for the Guggenheim, and for pretty much any art museum.” —@wsj This unique rotunda exhibition, conceived by architect Rem Koolhaas and @SamirBantal, Director of AMO, presents original research that addresses urgent environmental, political, and socioeconomic issues. Discover curious encounters and stories that intersect with topics such as climate change, migration, preservation, and evolution. On view tomorrow, February 20! __ Special thanks to all of our supporters for making this exhibition possible, including @LavazzaUSA, @AmericanExpress, @IKEA_Foundation, @SiesMarjan, @NorthernTrustCompany, @DesignTrust, NethWork, @InfiniteAcres, @Deutzfahr_brand_official, @80AcresFarms, @PrivaGroup, and @PlanetLabs. Select footage courtesy of VICE Media

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Countryside, future of the World rappresenta il culmine della ricerca di Rem Koolhaas, che da anni è impegnato nello studio delle aree agresti che circondano le città. Il che, se ci pensate, è quasi un paradosso, considerando il fatto che Koolhaas ha dedicato la sua carriera a studiare come le metropoli moderne si siano sviluppate su una fittissima congestione. Dalla città alla campagna, quindi: perché questo salto? Perché Koolhaas si è accorto che le zone rurali possono avere un grande impatto sull’esistenza dell’uomo, in termini economici, sociali e psicologici. “Ci siamo concentrati tanto sulle città da non renderci conto che la campagna sta subendo trasformazioni radicali”, afferma Koolhaas constatando come la campagna giochi un ruolo fondamentale nelle nostre vite, che sta inevitabilmente cambiando a causa dell’ intelligenza artificiale, le migrazioni, l’ecosistema, il riscaldamento globale e la politica. Countryside, future of the World è davvero una mostra fuori dal comune, basti pensare che all’ingesso del museo è stato posizionato un grande trattore e una serra! Al suo interno, invece, sono presenti installazioni immersive colorate e sonore, che fanno sentire il visitatore a contatto con la campagna pur avendo la trafficatissima Fifth Avenue a pochi metri di distanza. Insomma, non una mostra tradizionale, quanto piuttosto un laboratorio di idee e ricerche che suscitano riflessioni su noi e l’ambiente che ci circonda.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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