La grafica, quando rinuncia alla decorazione e sceglie la precisione, può diventare uno degli strumenti più incisivi per leggere il presente. È su questa capacità di condensare tensioni politiche, ferite collettive e questioni sociali in immagini immediate che si fonda la ricerca di Fares Cachoux, artista franco-siriano protagonista della sua prima mostra personale in Italia. Dal 13 agosto al 3 novembre, lo Spazio Multimediale San Francesco di Civitanova Marche ospita …Oltre, progetto curato da Cristina Falco ed Enrico Lattanzi e organizzato dal Museo MAGMA insieme a Cartacanta APS.
L’esposizione riunisce le serie più significative dell’artista e ricostruisce un percorso nel quale esperienza biografica, linguaggio grafico e responsabilità civile procedono nella stessa direzione. Nato a Homs, in Siria, e trasferitosi successivamente a Parigi per proseguire gli studi, Cachoux ha sviluppato uno stile riconoscibile, fondato su forme essenziali, campiture cromatiche compatte e linee nette. Ogni elemento viene ridotto alla propria funzione comunicativa, fino a trasformare l’immagine in una dichiarazione visiva capace di raggiungere lo spettatore prima ancora che intervenga la parola.

Quella di Cachoux è una pratica che appartiene alla tradizione del manifesto politico e sociale, riletta attraverso una sensibilità contemporanea. Le sue opere trattengono la forza della sintesi pubblicitaria, la chiarezza della comunicazione visiva e la capacità dell’arte di aprire domande. Temi come guerra, migrazione, razzismo, autoritarismo, identità femminile e crisi ambientale vengono tradotti in composizioni apparentemente semplici, costruite però su associazioni simboliche precise.
Il colore svolge un ruolo decisivo. Tonalità luminose, brillanti e talvolta giocose accompagnano immagini legate alla violenza, alla perdita e all’oppressione. La vivacità cromatica diventa così una soglia, il primo livello di accesso a contenuti che rivelano progressivamente la propria complessità. Lo sguardo viene attratto dalla pulizia formale, poi trattenuto da un dettaglio capace di rovesciare il significato dell’intera composizione.
Cachoux costruisce immagini che circolano con immediatezza, ma continuano ad agire nel tempo. Il suo linguaggio evita la retorica e affida alla forma il compito di rendere visibili le contraddizioni. L’opera diventa un punto di contatto tra esperienza individuale e memoria collettiva, tra la storia siriana e le questioni che attraversano ogni società contemporanea.
Il titolo …Oltre racchiude il nucleo concettuale della mostra. Andare oltre significa attraversare le apparenze, riconoscere la presenza dei pregiudizi e interrogare i modelli culturali che determinano il nostro modo di guardare. È un movimento che riguarda l’individuo e la comunità, l’identità e la trasformazione, la capacità di accogliere la complessità senza ridurla a formule rassicuranti. L’arte diventa così un ponte tra contesti differenti, uno spazio nel quale il confronto può sostituire la distanza.
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso nuclei tematici che restituiscono l’ampiezza della ricerca di Cachoux. Tra i più noti figura EYE to EYE, serie nata dall’osservazione dell’unica parte del volto visibile nelle donne che indossano il niqab: gli occhi. L’artista trasforma questo dettaglio in un emblema di individualità, presenza e resistenza dello sguardo. Le figure emergono attraverso variazioni ironiche, cromatiche e simboliche, sottraendosi a una rappresentazione uniforme e rivendicando una personalità complessa.

La serie affronta il rapporto tra tradizione e modernità nelle società mediorientali e porta in primo piano il tema dello stereotipo. Le donne rappresentate da Cachoux abitano l’immagine con consapevolezza, energia e autonomia. Il velo diventa un elemento grafico attraverso il quale l’artista costruisce identità differenti, mentre gli occhi aprono uno spazio di relazione diretta con il pubblico. Un’altra sezione fondamentale è dedicata a La Rivoluzione siriana, corpus di manifesti che ripercorre gli eventi del Paese dalle prime richieste di libertà alla progressiva trasformazione del conflitto. Le opere funzionano come cronache visive di una memoria ancora aperta, restituendo protagonisti, simboli e passaggi decisivi di quasi un decennio di storia. L’esperienza personale dell’artista incontra qui una dimensione documentaria, nella quale la grafica conserva ciò che la violenza tende a cancellare.
In Polka Dots, Cachoux interviene invece sull’immaginario della guerra attraverso un processo di dissimulazione. Bombe, teschi e armi vengono ricoperti da motivi a pois e colori accesi, assumendo un aspetto seducente che altera la loro riconoscibilità immediata. L’immagine attrae e contemporaneamente mette in allerta, sollevando interrogativi sul modo in cui la cultura visiva normalizza la violenza e rende familiari i suoi simboli. La figura femminile ritorna in Queens, omaggio alle donne e alla natura concepite come energie generative e resilienti. Femminilità, paesaggio e forza vitale si intrecciano in immagini capaci di attraversare confini culturali e geografici. Le protagoniste incarnano una capacità di resistenza che riguarda il corpo, la memoria e la possibilità di rinascita.

Il percorso comprende inoltre la sala War & Peace, dedicata alle tensioni tra conflitto e riconciliazione, e una sezione rivolta a temi universali come tolleranza, maschilismo e tutela dell’ambiente. L’insieme conferma la capacità di Cachoux di partire da una vicenda personale e geopolitica precisa per raggiungere una dimensione condivisa della coscienza contemporanea.
Con …Oltre, il MAGMA – Museo Archivio della Grafica e del Manifesto di Civitanova Marche prosegue la propria attività di studio e diffusione delle arti grafiche, presentando per la prima volta una retrospettiva dedicata a un artista arabo. La mostra apre così uno spazio di conoscenza verso una storia, una cultura e una realtà politica che il linguaggio di Fares Cachoux rende immediatamente accessibili, trasformando la grafica in un esercizio di attenzione verso il mondo.




