A Lecce nasce HEART: tecnologia e accessibilità per un’arte senza barriere

«Vivere l’arte oltre ogni limite» è la prima frase che si legge sulla pagina di HEART: un progetto nato per rendere l’arte e la cultura accessibili a chiunque, senza limiti di età, e in particolare a visitatori e visitatrici con disabilità visiva o motoria. L’obiettivo? Rendere il patrimonio culturale fruibile in totale autonomia.

Dietro al progetto, ideato dalla società Spe3D SRL, ci sono tre giovani salentini, Arialdo, Mattia e Paola, che lavorano affinché l’arte, a partire dai musei, possa davvero considerarsi accessibile a chiunque, oltre i limiti fisici e le barriere architettoniche. Accanto alla loro tenacia, il continuo confronto con persone con disabilità e la collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Lecce. A supporto dell’idea, non solo passione e competenze tecniche, ma la voglia di coniugare l’arte con la tecnologia, creando esperienze uniche e rafforzando il legame tra territorio e comunità.

Cosa significa HEART?

È l’unione di tre parole, a cui sono legati concetti differenti. La lettera «H» sta per Hand e fa riferimento all’esplorazione tattile. La «E», invece, sta per Ear e si lega alla connessione uditiva, perché ogni opera realizzata è accompagnata dall’ascolto di tracce audio specifiche che la descrivono nel dettaglio e ne arricchiscono l’esperienza. Infine, c’è «ART» cioè l’integrazione artistica, con l’uso di tecnologie come la stampa 3D e i tag NFC, che possono trasformare la visita museale in un’esperienza memorabile. HEART si pone come obiettivo quello di rendere l’arte più accessibile e coinvolgente. La volontà è quella di coniugare l’arte con la tecnologia per creare esperienze uniche e stimolanti, permettendo a chiunque, indipendentemente dalla propria abilità, età o competenza, di interagire con il patrimonio culturale.

Come nasce il progetto?

Tutto è iniziato durante una visita in un museo, quando ci siamo trovati vicino a una coppia che era ferma davanti a un dipinto. Entrambi ammiravano il quadro, ma uno dei due era non vedente e si lasciava guidare dalla descrizione della ragazza che lo accompagnava. Lì, inconsapevolmente, ha preso vita l’idea di HEART. Poi, dopo qualche mese, un nostro cliente, un restauratore, ci ha chiesto di scansionare un’opera in pietra leccese, che era ridotta in frantumi. Utilizzando le nostre conoscenze di base e le tecnologie che abbiamo a disposizione ci siamo addentrati nell’affascinante mondo della salvaguardia e della valorizzazione dei beni culturali.

A chi pensate mentre lavorate?

Durante la fase iniziale del progetto, incontrare i ragazzi dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti della sezione di Lecce ci ha fornito un supporto fondamentale per la realizzazione dell’idea. È stato importante confrontarci con le varie associazioni locali di ragazzi e ragazze con disabilità e il rapporto con ognuno di loro è stato necessario per indagarne in concreto le esigenze. La nostra attenzione si rivolge anche alle generazioni future. Da loro abbiamo ricevuto un riscontro positivo: la curiosità nel riscoprire la bellezza.

Il rapporto con l’altro è ciò che tenete più a mente?

Abbiamo capito che l’arte è condivisione. Ecco, noi vogliamo dare nuova vita al patrimonio culturale, creando connessioni tra la persona e l’opera d’arte, che può essere un quadro, un monumento o una facciata da scoprire. Tutto questo, per noi, è possibile solo unendo curiosità, passione e tecnologia. Quando diamo la possibilità di percepire con la propria mano un’opera tattile, siamo sicuri che quel ricordo rimarrà impresso per sempre nella memoria. Per noi è questo il concetto di arte: un mondo aperto a chiunque.

A che punto siete adesso?

Siamo in prossimità della linea di partenza! Al momento, in particolare, dopo un lungo processo creativo, siamo riusciti a generare un “restauro digitale”, non conservativo ma riproduttivo, di un dettaglio presente sulla facciata della Basilica di Santa Croce, simbolo di Lecce, la nostra città. Siamo soddisfatti, perché in HEART siamo riusciti a unire le nostre competenze e i nostri interessi. La bellezza di questo progetto è che è un processo in continuo movimento: vogliamo raggiungere il miglior risultato possibile, dalla scelta del materiale più adatto per l’esplorazione tattile, ai riferimenti giusti da usare all’interno della traccia audio descrittiva, fino al modo più efficace per coinvolgere giovani ragazzi e ragazze.

Quanto manca alla presentazione ufficiale?

Il progetto, con le informazioni in continuo aggiornamento, è già descritto sulle nostre pagine social. A maggio, però, ci sarà la nostra prima mostra immersiva e ormai manca poco! Nello specifico, il lancio ufficiale del progetto avverrà a Lecce in occasione dei Cortili Aperti 2025, un evento prestigioso che celebra l’arte e la cultura. Durante le giornate del 24 e 25 maggio, il pubblico potrà prendere parte a un’esperienza diretta e interattiva. Noi saremo a Palazzo Scarciglia, nel centro storico, dove sarà presente la riproduzione tattile di un dipinto. Poi, il percorso esperienziale continuerà nelle due settimane successive, dal 27 maggio all’8 giugno, con l’installazione di una stanza immersiva al cui centro sarà posta la ricostruzione del dettaglio della Basilica di Santa Croce. L’ingresso è gratuito su prenotazione e i biglietti sono già disponibili. Non anticipiamo altro, ma l’obiettivo è far vivere davvero l’arte oltre ogni limite sensoriale!

Cosa vi aspettate per il futuro?

L’ambizione è quella di creare un modello replicabile in altre realtà, capace di trasformare l’esperienza del patrimonio culturale in un viaggio coinvolgente e accessibile. Con il sostegno giusto, il progetto potrà diventare un punto di riferimento per il futuro, dimostrando che la tecnologia può essere un alleato nella valorizzazione dell’arte e della storia.

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