A Mestre arriva una nuova “casa” della contemporaneità: il MUVEC tra grandi nomi e identità da costruire

Inaugura a Mestre MUVEC – Casa delle contemporaneità un nuovo museo dedicato all’arte contemporanea, parte del circuito MUVE (Fondazione Musei Civici di Venezia). All’interno della nuova struttura in Piazzale Candiani è stata presentata una collezione d’arte dal 1948 a oggi, una proposta educativa e il Premio Mestre di Pittura (ora alla sua decima edizione).

La nuova realtà museale a Mestre si propone come uno spazio ibrido per le diverse accezioni di contemporaneo, “una riflessione su cosa significhi, oggi, contemporaneità. Ma anche su cosa significhi casa, proposto come quesito costante e continuativo nel percorso espositivo. L’allestimento delle opere non segue un ordine cronologico, bensì tematico e articolato in tre punti: Ricostruzione, Costruzione e Decostruzione. Le tre sezioni della mostra, non ben delineate, associano e accorpano opere radicalmente differenti tra loro – sicuramente ne emerge la pluralità di voci – accomunate unicamente dal loro passaggio a Venezia o dintorni.

Il pezzo più antico in collezione è un’opera di Emilio Vedova, Il guado del 1948, poi opere (tra le altre) di Bill Viola, Joseph Kosuth, Thomas Ruff e tanti altri grandi nomi. Lavori accomunati dalla provenienza: i depositi della collezione di Ca’ Pesaro – o donazioni come quella di Gemma Testa de Angelis, cui prima destinazione era il museo affacciato sul Canal Grande. Le opere vengono esposte nel tentativo di rispondere a quesiti sulla contemporaneità, a provocazioni scritte sul muro che accompagnano il visitatore: da citazioni degli U2 a Vasco Rossi.

Low-angle view of a tall red-orange building with white horizontal pipes along its facade against a bright blue sky.

La struttura del museo, ben curata nei dettagli, offre ampi spazi anche per esposizioni temporanee, per il premio dedicato alla pittura al terzo e ultimo piano o per aule dedicate ai servizi educativi. Saranno infatti previsti workshop come I AM MUVEment, incontri destinati alla danza a pagamento – con sconto per studenti e residenti. I grandi spazi consentono anche al museo di ricavare una stanza dedicata a “Prenditi una pausa / Take a break” dove una parete dedicata a “Cos’è la tua casa?” permetterà al visitatore di rielaborare l’esperienza vissuta interrogandosi sui concetti di casa.

Alla luce di queste proposte “didattiche”, il museo si presenta come accessibile e attento all’impianto educativo, offrendo un nuovo spazio di riflessione nella città di Mestre. Attraverso le opere e la proposta didattica, l’interesse del museo è quello di articolare le tre tematiche dell’allestimento come interpretazioni del legame tra i lavori e la città, ma anche come possibili letture dei molteplici linguaggi contemporanei.

La scelta delle opere è sensazionalistica, costellata di grandi nomi e valide proposte dalla fotografia, all’arte concettuale, passando per installazioni, sculture e un paio di opere video. I linguaggi sono molteplici, e gli esempi esposti dei must dell’arte contemporanea che, grazie a quest’occasione, escono dai depositi. MUVEC, allora, si propone come una possibilità per l’arte di essere esposta in modo permanente.

Square frame with a sunburst pattern of white diagonal slats radiating from a central point.
Alberto Biasi, Visione dinamica, 1962, lamelle in PVC legno dipinto, 63 x 63 x 10 cm, inv. BA 0582

Alcune riflessioni

La storia degli spazi culturali di Mestre ha origine alla fine degli anni Settanta, concretizzandosi nel Centro Culturale Candiani inaugurato nel 2001 (già sede di esposizioni e progetti promossi dal circuito MUVE). Considerata come succursale artistica di Venezia, tutta la “Terraferma” e i dintorni rischiano di essere inglobati dalla Laguna e dai suoi eventi internazionali. Servono certamente nuovi servizi nella (e per la) città di Mestre, nuove proposte artistiche e culturali, nuove istituzioni e nuove ricerche per emancipare la comunità mestrina e renderla autonoma nella produzione di cultura. In questo scenario sono da citare gli esempi positivi, sempre interni al circuito MUVE, della Casermetta 9 a Forte Marghera – davanti alla quale verrà presentata la nuova luce d’artista di CANEMORTO a cura di Antonio Grulli tra il 7 e il 10 maggio; o ancora le proposte dell’Emeroteca dell’Arte a Mestre. Si rivela positiva, in questo quadro, la creazione di un nuovo museo nel centro cittadino, nonostante le modalità non siano le migliori auspicabili.

La proposta all’interno del MUVEC è sensazionalistica sotto ogni punto di vista: la selezione di opere, le citazioni lungo i muri, la nuova sede. In un sensazionalismo che, però, pecca di autenticità nella ricerca, nella contestualizzazione e nelle tematiche che sembrano semplici pretesti per opere già decise. È più utile, allora, esporre delle opere eccellenti – capolavori di grandi maestri – senza un autentico intento educativo o finalmente riconoscere l’importanza della didattica nella museologia nell’apertura di nuovi spazi?

Va comunque riconosciuta la validità delle opere (nonostante suonino come degli eccessi di Venezia donati a Mestre) e la funzionalità degli spazi. Altro doveroso apprezzamento è lo spazio riservato al Premio Mestre Pittura, valorizzato a dovere con un piano a sé.
Dato il potenziale, l’augurio per le future mostre – prevista per settembre, Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea – è quello di una maggior dimostrazione di interesse nei confronti di una città che merita più degli avanzi della laguna. Quindi, di iniziative più mirate e curate, come gli esempi precedentemente citati. Forse questa posizione critica è dettata da alte pretese, ma purtroppo o per fortuna, da grandi istituzioni derivano grandi responsabilità.

CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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Rebecca Canavesi
Rebecca Canavesi
Rebecca Canavesi consegue la laurea in Comunicazione e didattica dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Si trasferisce a Venezia, dove segue un programma curatoriale e frequenta il corso di Laurea Magistrale in Storia delle arti e conservazione dei beni artistici presso l’Università Ca’ Foscari. Prediligendo contenuti e ricerche sul contemporaneo, lavora come copywriter freelance e attualmente collabora come contributor per Art-Frame Magazine (Venezia) e Artuu.

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