A Milano i “luoghi della memoria” di Massimo Boffa. Con un occhio al realismo magico

La strada del bar dove si fa l’aperitivo estivo (Via Rutilia) prende posto tra una veduta di Cervia e gli amati scenari innevati di Massimo Boffa. Una volontà di disgelo per un vento di novità che soffia alla Galleria Vik in centro a Milano, nella personale Mémoires, per la cura di Alessandro Riva, fino al 16 novembre. Una sala con una decina di opere è il cuore della personale. Dipinti di dimensioni più ampie sanciscono l’impegno nella pittura che diventa sempre più saldo e concreto.

Massino Boffa, “Gare Tolstoj”, 2018, olio su tela, cm 40×40

Boffa è romano di origine e milanese di adozione. Da bambino ha vissuto a Mosca, poiché suo padre era corrispondente per L’Unità. L’infanzia moscovita e i ricordi personali sono i soggetti prediletti della sua ricerca pittorica a cui si dedica da quasi 15 anni per la propria necessità espressiva, da cui il titolo della nuova mostra. È stato per lungo tempo giornalista nella carta stampata, dividendosi tra il lavoro di inviato all’estero (in Iran, in Russia, nell’Europa orientale) e la direzione delle pagine culturali (nei settimanali Rinascita e Panorama).
Ha partecipato a mostre collettive ed è stato invitato più volte al Premio internazionale d’arte di Sulmona, dove è stato premiato nel 2021.

Massimo Boffa, “Panchina nel parco”, 2013, olio su tela, cm 40×50

Ho avuto la fortuna di curare la sua prima personale Sottozero nel 2023, presso lo Spazio Kryptos a Milano, mentre negli anni ho seguito la ricerca del suo maestro e amico, Aldo Damioli, la cui influenza è notevole: atmosfere sospese e scenari immobili e incantati. Tutto è essenziale, per un pittore che lavora per sottrazione, con figure dai contorni precisi e ben definiti che si stagliano su sfondi solidi e colorati.

Massimo Boffa, “Il treno del mattino”, 2025, olio su tela, cm 70×100


Damioli spiegava come Boffa abbassasse la temperatura espressiva della sua pittura, ovvero, a differenza di tanta arte contemporanea che alza i toni in maniera fortemente drammatica e dilata le dimensioni, il nostro artista preferiva generalmente le piccole cose e nelle misure delle tele e nella quotidianità dei temi trattati. Il titolo dell’esposizione alludeva non solo alle rigide temperature dell’inverno russo, con minuscoli paesaggi innevati e un piccolo Massimo con cappotto e colbacco, ma anche ad alcune caratteristiche dell’arte di Boffa.

Massimo Boffa, “Camion in sosta”, 2017, olio su tela, cm 32×50


Lui stesso parla di “realismo socialista magico” per descrivere i suoi lavori, una definizione personale, originale e bizzarra, che unisce contenuti e riferimenti storico-artistici differenti, ma che nasconde sensazioni e sensibilità per lui fondamentali, come rappresentare la verità quotidiana di determinati luoghi e memorie con fantasia e rigoroso candore. Una purezza sentita anche da Duccio Trombadori che nelle minute tele di Boffa trova “un velo di melanconia”, di cui parlava Benedetto Croce in termini di bellezza.

Poster for 'No Curves' solo show with a Mona Lisa portrait wearing neon yellow virtual-reality style goggles, set in a vivid geometric collage; includes dates and venue details (free admission).
CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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Vera Agosti
Vera Agosti
Vera Agosti (Magenta, MI, 1979), critico e storico dell’arte, curatore e giornalista, collabora con quotidiani e riviste specializzate. Dal 2008 al 2010 ha scritto per la pagina nazionale de Il Corriere della Sera, dal 2010 è diventata il critico d'arte del quotidiano Libero. Nel 2010 fonda il movimento delle Meduse, un gruppo di giovani artisti con una ricerca figurativa di matrice classica che riflette su tematiche sociali attuali. Ha curato oltre un centinaio di esposizioni in Italia e all'estero, in sedi pubbliche e private. In Italia, ricordiamo "Le Meduse" alla Fabbrica del Vapore nel 2010, "Acqua è" presso il Padiglione Aquae dell'Expo Venice Marghera nel 2015, "Nero su Nero" a Villa Bardini a Firenze nel 2017, le personali di Omar Galliani al Museo Marca di Catanzaro nel 2021 e a Palazzo Reale a Milano nel 2023. Ha insegnato curatela presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore e l'Istituto Europeo del Design di Milano. È stata docente di gestione, valorizzazione e tutela dei beni culturali presso l'Accademia di Belle Arti Europea e dei Media di Milano. Ha proposto e seguito le donazioni dei disegni di Valerio Adami ed Emilio Tadini e delle incisioni di Federica Galli al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi. È caporedattrice della Prearo Editore, storica casa editrice di libri d’arte, per cui dirige la collana Cataloghi. È una dei pochi studiosi in Italia di arte circense. I suoi interessi riguardano anche la letteratura, il cinema e il teatro. Nel 2019 è stata invitata a conferire a un evento speciale del CIHA, per il 35esimo Congresso mondiale di Storia dell'Arte. Dal 2020, in seguito agli eventi pandemici, collabora alla social tv della storica Libreria Bocca in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano.

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