A New York apre House of Dior: design e natura per raccontare la storia della Maison

All’angolo tra la 57esima strada e Madison Avenue inaugura il nuovo flagship store House of Dior, progettato dall’architetto Peter Marino, storico collaboratore della maison, proprio a pochi passi dalla prima sede americana della boutique aperta nel 1947.

A pochi mesi dalla sua prima sfilata e dal ricevimento del prestigioso Neiman Marcus Award, Dior intraprese il viaggio che portò all’espansione del marchio oltreoceano. Come ricorda nella sua autobiografia, i primi due giorni passati a New York li trascorse immerso «in un continuo stato di meraviglia» e rapito da un’aria nuova diede vita a uno stile completamente rinnovato. Le linee parigine vengono positivamente influenzate da geometrie creative e decise che definiscono una donna da “sogno americano”, emancipata e sicura di sé, attenta all’estetica e alla ricerca di un’eleganza alternativa.

La nuova casa della maison racchiude due identità che incontrandosi riflettono il prestigio e la raffinatezza Dior: una facciata sobria, ampissime vetrine che offrono un assaggio ai passanti di un mondo incantato, fatto di una fitta e florida vegetazione popolata da creature fiabesche realizzate con materiali riciclati del brand. Seppur le vetrate sulla 57esima strada diano un’idea di stravaganza, gli interni perseguono lo stesso intento accompagnando i clienti alla scoperta, o riscoperta, dei tesori Dior. 

L’amore per la natura del fondatore si ritrova nei tocchi di verde lussureggiante, come il giardino pensile progettato dal paesaggista Peter Wirtz che convive armonicamente con elementi architettonici di grande impatto, come la grande scalinata e la coloratissima installazione Diorama, tra storia e pezzi cult delle collezioni Dior. 

Il design ha ruolo decisivo nei quattro piani della boutique, con pezzi realizzati ad hoc per questa sede: pannelli e murales animano le pareti dai toni neutri con coloratissime composizioni floreali o delicati elementi naturali, omaggio alla vibrante cultura newyorchese e alla tradizione pionieristica della casa di moda. Ogni spazio è caratterizzato da elementi di arredo firmati da artisti di rilevanza internazionale, dagli eclettici tavolini di Delos & Ubiedo e di Voukenas Petrides, alle linee vegetali della Coral Wave Chair di Michelle Doner e della Ginko Bench di Claude Lalanne. 

I percorsi si dividono tra collezioni femminili e maschili, comprendendo tutti i core business del brand: abiti, accessori, profumi esprimono il percorso di Dior nel tempo, in un’evoluzione stilistica ed estetica che non ha mai abbandonato le origini, riuscendo ad aprirsi costantemente alla novità, se non a crearla da zero. Tra le sorprese di questo atelier si possono trovare la prima SPA firmata Dior in America, dedicata al benessere e alla cura del corpo, oltre a modelli unici creati per l’occasione, come le sling-back proposte da Anna Weyant, o le sneakers B27 con la scritta personalizzata “House of Dior New York”.

Questo store unisce la tradizione di oltre settant’anni all’innovazione e alla qualità che da sempre contraddistinguono Dior; dai materiali alla precisione delle scelte stilistiche e dell’approccio con il cliente, ogni elemento mostra una sfaccettatura della maison ma soprattutto del suo fondatore.

Ad appena 10 anni dall’apertura della prima sede di avenue Montagne 30, Dior pensa al suo atelier come «un ragazzino di 9 anni» che ha «fatto giá abbastanza parlare di sé, spesso anche a sproposito» e si puó certamente affermare che ancora oggi attira l’interesse di tutto il mondo, grazie a quell’attento equilibrio di umiltà e ambizione che sin dall’inizio hanno convissuto nel suo fondatore.

CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

Newsletter

Follow us

Scelti per te

Dentro MIND, a Milano la mostra che trasforma le rovine industriali in sogni post-capitalisti

La mostra INTERFACE – Post-Industrial Dreams, ospitata da Valore Italia nel cuore del MIND Innovation District, mette in relazione alcune delle principali urgenze della contemporaneità come il rapporto tra uomo e macchina, la memoria industriale, l’estetica del post-capitalismo e la ridefinizione dell’identità nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

Wild Kong di Richard Orlinski arriva a Fidenza Village: il gorilla rosso entra nel percorso artistico di The Bicester Collection

Un gorilla rosso alto tre metri accoglie dall'8 maggio i visitatori di Fidenza Village: dopo il debutto durante la Milano Design Week 2026, Wild Kong di Richard Orlinski è arrivato stabilmente negli spazi del Village, diventando la trentesima opera del percorso artistico diffuso sviluppato negli ultimi anni dalla destinazione emiliana.
Chiara Pasquino
Chiara Pasquino
Apprezza l’arte in tutte le sue forme, dalla danza all’arte figurativa. Si sofferma maggiormente sul ruolo delle artiste donne dedicando ad esse una pagina social per farle conoscere meglio. Laureata in Scienze dei Beni Culturali e successivamente in Arte, Valorizzazione e Mercato insegue il sogno di allestire e curare mostre.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui