A Terlizzi Giorgio Skoff porta Francesco d’Assisi nella notte di Napoli: una fotografia laica sul consumo e la povertà

Una fotografia scattata a Napoli nel 2023, di notte, davanti a una vetrina illuminata: dentro, persone sedute ai tavoli di un locale del consumo; fuori, altre avvolte nelle coperte sul marciapiede. Al centro, verticale, un albero che divide e allo stesso tempo tiene insieme le contraddizioni. È questo il contributo di Giorgio Skoff — architetto, paesaggista e fotografo di Bari — alla mostra collettiva San Francesco: la povertà, la grazia, il Cantico della vita, inaugurata il 12 settembre 2026 nella Sala degli Affreschi della chiesa di Santa Maria La Nova a Terlizzi, dove resterà visitabile fino all’11 ottobre 2026.

L’esposizione, curata da don Michele Amorosini e Vito De Leo, si inserisce nel calendario di iniziative promosse per gli 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi, avvenuta alla Porziuncola il 3 ottobre 1226. La mostra mette in dialogo interpretazioni diverse della figura francescana — iconografia, naturalismo, frammento, espressione concettuale — all’interno di un luogo simbolicamente significativo: la chiesa di Santa Maria La Nova è un antico complesso legato alla presenza francescana nel territorio pugliese, e la sua sala affrescata offre una cornice storica che non è sfondo neutro ma interlocutore attivo delle opere esposte.

Il lavoro di Skoff si colloca esplicitamente fuori dall’iconografia religiosa. Non c’è Francesco nell’immagine, non ci sono elementi devozionali né rimandi visivi alla tradizione agiografica. Lo sguardo è quello di un fotografo che da anni si misura con le trasformazioni urbane, il paesaggio e le disuguaglianze sociali, e che definisce se stesso come profondamente laico, appartenente alla cultura della sinistra. L’incontro con la figura di Francesco d’Assisi non nasce quindi da un’adesione religiosa, ma dalla verifica — tutt’altro che scontata — di quanto certe domande formulate otto secoli fa continuino a interrogare il presente: che cosa significa possedere? Quale rapporto lega ricchezza e povertà? Quanto vale una persona in una società che tende a misurare il valore attraverso ciò che si può acquistare e consumare?

Alla fotografia è associata una riflessione sulla rinuncia francescana al possesso — «il valore della persona non coincide con ciò che possiede» — posta in dialogo con un passaggio della Laudato si’ di Papa Francesco: «…le persone finiscono con l’essere travolte dal vortice degli acquisti e delle spese superflue» (§ 203). Il risultato è un cortocircuito tra Francesco d’Assisi, la critica contemporanea alla società dei consumi e lo sguardo di un autore laico: la fotografia non illustra una citazione, non traduce in immagine un messaggio dato, ma apre una domanda. Dentro e fuori, luce e ombra, esclusione e abbondanza convivono nello stesso fotogramma, a pochi centimetri gli uni dagli altri, com’è nella città reale.

La partecipazione alla mostra di Terlizzi è parte di una ricerca più ampia che Skoff sta conducendo sul proprio archivio fotografico, rileggendo attraverso di esso alcuni nuclei del pensiero francescano e della Laudato si’: natura, lavoro, marginalità, disuguaglianza, cura, limite, rapporto tra uomo e ambiente. Ne emerge un Francesco sottratto alla sola dimensione iconografica e ricondotto alla forza, ancora attuale, delle sue domande — non un’immagine del santo, ma uno strumento per guardare il mondo contemporaneo.

La mostra San Francesco: la povertà, la grazia, il Cantico della vita è ospitata presso la chiesa Santa Maria La Nova, Sala degli Affreschi, Via Michele Sarcone 2, Terlizzi. Orari di apertura: 9.30–12.00 e 17.30–20.30. Chiusura il 11 ottobre 2026. Per approfondire il lavoro di Giorgio Skoff: www.skoff.it e uniroma1.academia.edu/GiorgioSkoff.

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