Nel cuore medievale di Viterbo, tra i vicoli del quartiere San Pellegrino, settembre 2026 si apre con un evento articolato e ambizioso. Il 5 settembre alle ore 18.00 vengono inaugurate simultaneamente tre mostre personali di arte contemporanea riunite sotto il titolo collettivo Opere, distribuite tra Palazzo Alessandri e Palazzo Scacciaricci. Promotori dell’iniziativa sono Tusciart Italia Eventi e la Galleria Chigi, con la collaborazione di Panta CZ e il patrocinio della Provincia di Viterbo, del dipartimento Dike dell’Università della Tuscia e della Società Europea della Cultura. I saggi critici sono firmati da Aldo Lo Presti, Giulia Sillato e Marcello Carriero, mentre la curatela delle esposizioni è affidata a Silvio Merlani e Carlo Alvise Crispolti, che saranno presenti in mostra per accompagnare i visitatori nella lettura delle opere.
I tre protagonisti — Jana Zanoskar, Aldo Pennello e Giuliano Baglioni — presentano ricerche visive profondamente distinte per linguaggio, materiali e riferimenti culturali, accomunate da un’appartenenza dichiarata alla contemporaneità. Non si tratta di una mostra collettiva nel senso tradizionale del termine, ma di tre personali che coabitano gli stessi spazi monumentali, lasciando a ciascun artista il proprio campo di forza e la propria autonomia espressiva.
Jana Zanoskar, di origine slovena e formatasi all’Accademia di Lubiana, porta a Viterbo una pittura che il comunicato definisce «surreastrattismo»: un territorio di confine tra simbolismo orientale e iconismo occidentale, dove le immagini subiscono una progressiva trasfigurazione verso l’astrazione. Le sue forme geometriche e astratte richiamano una sensibilità mitteleuropea, con radici nelle tendenze moderniste del Novecento europeo. La sintesi tra queste due tradizioni visive produce opere che, secondo i testi critici, introducono lo spettatore in una dimensione cosmogonica e materica, accessibile solo attraverso una lettura stratificata. Zanoskar ha esposto in numerose gallerie europee e italiane, e la sua presenza a Viterbo rappresenta un debutto significativo per il territorio.
La seconda personale è dedicata alla memoria di Aldo Pennello (1929–2020), figura tutt’altro che convenzionale nella vita culturale viterbese. Commerciante per decenni su Corso Italia, Pennello scelse di dedicarsi interamente all’arte solo dopo aver chiuso la sua attività, esprimendo attraverso pittura, scultura e oggetti d’arte una personalità eccentrica e visionaria. Fu anche collaboratore e interprete per il festival internazionale di teatro Quartieri dell’Arte, che ne fece una presenza scenica ricorrente. La sua arte — vivace, radicata nel territorio ma aperta al dialogo con la modernità — viene qui presentata nella cornice di una Pop-Art filtrata dall’esperienza locale. Scomparso a 91 anni, Pennello era già stato celebrato nel 2023 con una grande retrospettiva all’ex chiesa degli Almadiani. Questa mostra ne consolida ulteriormente il lascito.
Giuliano Baglioni, orvietano di formazione, chiude il trittico con CartaeTerra, un percorso tra terracotta e cartapesta che rinnova il suo legame elettivo con Viterbo. Formatosi all’Istituto d’Arte di Perugia e attivo anche nel teatro e nella fotografia, Baglioni lavora con una gestualità artigianale rigorosa ma non nostalgica: i suoi oggetti nascono per assecondare la pura materialità delle forme, costruiti secondo strutture arcaiche ma resi contemporanei da un’essenzialità formale disinvolta. Ogni pezzo è realizzato a mano, mai identico al precedente, in un processo creativo che tiene insieme design, fantasia e mestiere.
Le mostre resteranno aperte fino al 20 settembre 2026, con il seguente calendario di visita: martedì e venerdì dalle 15.30 alle 19.30; sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30; lunedì chiuso. Per informazioni è possibile contattare la Galleria Chigi, in Via Chigi 11, 01100 Viterbo, all’indirizzo [email protected]. L’ufficio stampa è a cura di Mariella Zadro.



