L’artista Adam Himebauch, conosciuto anche come Hanksy, colpisce ancora una volta la scena artistica con la sua creatività ed originalità. Questa volta Himebauch ha scelto di causare commozione non solo con i suoi dipinti ma, in maniera straordinaria, con il modo in cui ha deciso di installare la sua mostra personale a Seul. Con un gesto che ha dell’anti-convenzionale, Himebauch ha trasformato l’allestimento del suo spazio espositivo in un’autentica performance artistica, sovvertendo tutte le aspettative e disorientando il pubblico.
Himebauch si è guadagnato la fama soprattutto come pittore, e nel tempo, alcuni dei suoi seguaci hanno riservato non poche critiche alle sue performance che spesso accompagnano il suo lavoro pittorico. “Solo dipingi, ragazzo”, è diventato un consiglio che l’artista ha ricevuto più volte. Loin dal farsi bloccare da queste critiche, Himebauch ha risposto con un atto provocatorio e significativo durante l’apertura della sua mostra personale “Here Comes the Twister” alla Gana Art Nineone gallery di Seul.
Nella defensive di un’essenza artistica che trascede i confini prestabiliti, Himebauch ha scelto di lasciare vuote le pareti della sua esposizione, riservandosi il compito di appendere personalmente sei delle sue opere durante l’inaugurazione dell’evento. Il modo in cui ha eseguito questo compito non è stato certo convenzionale: l’artista ha appeso i suoi dipinti a tela libera direttamente alle pareti della galleria, utilizzando una graffettatrice.
Ma prima di iniziare, Himebauch si è accorto di doversi preparare alla performance: nel video condiviso con Artnet News, l’artista si allena, si stiracchia e danza per ‘scaldarsi’ prima dell’installazione. Il momento clou della performance artistica è iniziata quando Himebauch, con la graffettatrice in mano, ha iniziato a fissare personalmente i suoi lavori alle pareti bianche della galleria.
La sua performance ha portato un valore estetico affascinante e rinfrescante alla mostra. Questo atto performativo ha aperto un dialogo tra l’artista, i suoi lavori e il pubblico, rompendo quell’invisibile ma tangibile barriera che esiste spesso tra queste entità nel mondo dell’arte.
In una dichiarazione rilasciata dopo la performance, Himebauch ha paragonato l’evento alla celebre mostra del 1974 di Michael Asher alla Claire S. Copley Gallery di Los Angeles. In quell’occasione, Asher ruppe il muro che separava l’ufficio della galleria dallo spazio espositivo, svelando al pubblico la “realità operativa” della galleria. Proprio come Asher, Himebauch ha voluto mettere in mostra non soltanto i suoi dipinti, ma anche il processo che li ha portati alle pareti della galleria.
Himebauch dimostra in tal modo che un artista può andare oltre il tradizionale atto pittorico, sperimentando nuove forme di espressione e provocando una riflessione sulle definizioni di “pittore” e di “artista” nell’immaginario collettivo. “È stata una serata spettacolare e tutti concordavano sul fatto che fosse incredibilmente differente e unica. Nessuno sapeva cosa aspettarsi ed è stato sconcertante trovare le pareti vuote e bianche all’entrata”, ha commentato Himebauch dopo la performance. Proprio questa capacità di sorprendere e sconcertare, rende l’arte di Himebauch affascinante e coinvolgente, e la sua mostra a Seul un evento memorabile nell’universo artistico contemporaneo.


