Addio a Gian Paolo Barbieri, l’uomo che dipingeva con l’obiettivo fotografico

È scomparso all’età di 89 anni Gian Paolo Barbieri, una vera e propria istituzione nella fotografia di moda, noto per i suoi ritratti iconici di dive di ieri e di oggi coi quali ha raccontato più mezzo secolo di moda e spettacolo, pensiamo a Audrey Hapburn e Monica Bellucci, ma non solo. Il suo stile, unico e riconoscibile, un mix di spontaneità e glamour, lo ha portato a realizzare numerosissimi editoriali, i più celebri per Vogue Italia per cui ha dato vita anche a numerose campagne.

Barbieri nasce a Milano nel 1935, da una famiglia di commercianti di tessuti, ed è attraverso il teatro e la sua grande passione per il cinema che conosce la moda. Inizia con una piccola parte non parlata nella Medea di Luchino Visconti e in quegli anni frequenta la Roma della Dolce Vita degli anni Sessanta, che poi abbandona per diventare assistente di Tom Kublin per “Harper’s Bazaar” a Parigi, ma già nel 1964 torna in Italia, a Milano, per aprire il suo primo studio fotografico cominciando a lavorare nella moda e pubblicando lavori per Vogue Italia. Da molti considerato anticonvenzionale per il suo approccio estetico e culturale, assieme spontaneo ed elegante, si è spesso ispirato all’arte per realizzare i suoi scatti, aveva infatti dichiarato di adorare la pittura e di aver cercato di simulare l’effetto di un dipinto ad olio nelle proprie creazioni. In un’occasione aveva affermato che “l’arte è il motore della mia fotografia, senza questa avrei una visione ridotta del mondo”.

Tra le sue principali collaborazioni quelle con Valentino, Bulgari, Gianni Versace, Chanel, Gianfranco Ferré, Giorgio Armani, Yves Saint Laurent, Dolce&Gabbana, Vivienne Westwood. I suoi lavori, tra ritratti e campagne pubblicitarie, sono apparsi su magazine come Vogue Italia, Vogue Paris, Vogue America, Vanity Fair.

La Fondazione Gian Paolo Barbieri

La Fondazione Gian Paolo Barbieri, costituita nel 2016 dallo stesso artista, è un’istituzione culturale che opera nel settore delle arti visive e che persegue finalità di promozione della figura artistica del Fondatore, delle sue opere fotografiche e di tutti i beni materiali e immateriali che ne testimonino l’attività artistico-creativa nonché, più in generale, di promozione della fotografia storica e contemporanea e di ogni altra forma di espressione culturale nelle sue diverse realizzazioni. Con la costituzione della propria Fondazione, Gian Paolo Barbieri ha compiuto  un’azione mirabile, rivelando un altruismo ammirevole e sottolineando il senso del dovere verso gli altri. L’attività della Fondazione pone le sue basi sull’archivio che conserva preziosamente tutto il patrimonio artistico di Gian Paolo Barbieri, ponendosi, come scopo principale, la conservazione, tutela, gestione, protezione, acquisizione, archiviazione, catalogazione, autenticazione e promozione dell’archivio e delle opere del Fondatore alla collettività per la diffusione della cultura fotografica, in Italia e nel mondo.

Sull’account Instagram ufficiale si legge: “La Fondazione Gian Paolo Barbieri annuncia con profondo dolore la scomparsa del grande maestro della fotografia. Barbieri, classe 1935, lascia un’eredità artistica senza pari, che ha segnato la storia della moda e della fotografia internazionale. Con la sua scomparsa, perdiamo non solo un maestro, ma anche un uomo che ha dedicato la vita alla bellezza, alla creatività e alla ricerca della perfezione artistica. La fondazione continuerà a portare avanti la sua missione, onorando la memoria e il lavoro di un artista che ha saputo rendere eterno ciò che fotografava. Addio Gian Paolo. La tua arte continuerà a ispirare il mondo”.

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Rebecca Delmenico
Rebecca Delmenico
Critica d’arte e curatrice, ha sviluppato i suoi interessi negli ambiti della pittura e della scultura contemporanee, con un occhio di riguardo alle esperienze della nuova fotografia internazionale. Ha curato mostre e monografie di artisti contemporanei. Tra le ultime uscite, la monografia dedicata al lavoro di Sandy Skoglund edito da Silvana Editoriale. Collabora con gallerie e musei pubblici e privati, e, come giornalista specializzata sulle nuove correnti della fotografia contemporeanea, con diverse testate.

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