A cura di Mattia Casanova, Alessia Cuccu e di tutta la redazione di Artuu
È difficile trovare le parole quando la notizia della scomparsa di Marcella arriva così, improvvisa, a interrompere una conversazione che non era conclusa. Con Marcella Russo ci eravamo sentiti appena due settimane fa, qualche messaggio breve per fare il punto, tirare le fila di alcuni bei progetti e organizzare i mesi successivi. Ci eravamo salutati con la promessa di risentirci a settembre, ma oggi, quel settembre, sembra lontanissimo.
Ogni telefonata con Marcella diventava inevitabilmente una lunga chiacchierata. Si partiva da una scadenza, da una mostra, da un comunicato o da un’idea ancora da mettere a fuoco; poi il discorso si allargava. C’erano le sfide, i progetti, le persone, le difficoltà del lavoro culturale, ma soprattutto c’erano grandi risate. Marcella aveva il dono raro di affrontare anche le questioni più complesse con lucidità, concretezza e un’ironia capace di rimettere ogni cosa nella giusta prospettiva.
La sua storia professionale racconta oltre trent’anni di arte contemporanea italiana. Nel 1990 fu tra i fondatori di Fuori Uso a Pescara, esperienza decisiva che trasformò edifici abbandonati in spazi espositivi e fece incontrare la città con artisti e curatori italiani e internazionali. Nel 1993 partecipò all’organizzazione della XXXVIII Mostra Internazionale d’Arte Contemporanea del Premio Termoli, curata da Achille Bonito Oliva. Negli anni Duemila aprì una galleria a Pescara, continuando a sostenere la sperimentazione e le nuove generazioni.
Dal 2005 guidò l’Associazione Culturale Grand Hotel, facendone un laboratorio di produzione e progettazione capace di mettere in relazione linguaggi, territori e comunità. Dal 2017 diresse RP Press, lo studio di comunicazione dedicato all’arte e alla cultura attraverso il quale seguì mostre, istituzioni, musei e artisti in Italia e all’estero. Per Marcella comunicare un evento significava comprenderne l’identità, costruire relazioni, trovare il modo giusto per rendere accessibile un progetto senza semplificarne la complessità.
Da anni collaborava con Artuu e il suo contributo è stato fondamentale per la nostra crescita. Ci ha accompagnati con una professionalità rigorosa e generosa, mettendo a disposizione esperienza, visione e una conoscenza profonda del sistema dell’arte. Ma ciò che resterà con noi non può essere racchiuso in un elenco di incarichi o progetti. Resteranno la gentilezza, la disponibilità, la forza, l’ironia e tanto altro ancora. Marcella sapeva che il lavoro culturale è fatto certamente di opere, mostre, strategie e comunicati, ma prima ancora di rapporti umani. La sua grande capacità era creare connessioni autentiche tra artisti, istituzioni, curatori, giornalisti e pubblico. Faceva crescere i progetti perché sapeva far crescere la fiducia intorno a essi. Era una presenza discreta e insieme determinante, capace di lasciare un segno senza cercare il centro della scena. Ci mancherà anche quella sua energia contagiosa, la capacità di trasformare un ostacolo in una possibilità e una telefonata di lavoro in uno spazio prezioso di confronto e complicità, leggerezza e amicizia.
Ci eravamo promessi di incontrarci, un giorno, magari nella soleggiata Sardegna, o in durante qualche bel progetto: purtroppo non è stato possibile.
Oggi la redazione di Artuu si stringe con affetto alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutte le persone che hanno condiviso con lei un tratto di strada. Noi continuiamo a pensare a quelle telefonate, ai progetti di cui stavamo parlando e a quel “ci sentiamo a settembre” pronunciato come la cosa più naturale del mondo.
Grazie, Marcella, per averci aiutato a crescere. Per la tua professionalità, per la tua gentilezza e per tutte quelle risate. Ci mancherai profondamente.
“Ho conosciuto Marcella solo due anni fa, eppure sembravano molti di più. Mi ha sempre colpito la sua professionalità nel lavoro che amava profondamente, si vedeva, ma soprattutto la sua sincerità, di quelle che si conservano per gli amici più cari. Ci siamo incontrate poche volte, abbastanza per reputarla una persona il cui giudizio era prezioso e una confidente sempre disponibile. Averla potuta conoscere sul lavoro è stata una grande fortuna che ricorderò sempre con piacere, certa che il suo sorriso non smetterà più di splendere. Ciao Marcella.”
Anna Maddalena, Contributor Artuu




