Addio Stefano Benni: il narratore che ci ha insegnato a ridere della realtà

Stefano Benni si è spento oggi 9 settembre 2025 a 78 anni, nella sua Bologna, dopo una lunga malattia che lo aveva allontanato dalla scena pubblica. Autore tra i più amati della narrativa italiana contemporanea, capace di parlare a lettori diversissimi tra loro, ha venduto più di 2,5 milioni di copie solo in Italia ed è stato tradotto in una ventina di lingue. Tra i suoi romanzi più noti: Bar Sport, La compagnia dei Celestini, Saltatempo, Margherita Dolcevita e Il bar sotto il mare.

L’estetica di Benni è stata un unicum nel panorama letterario: una prosa ibrida che univa satira sociale, realismo magico, postmodernismo e giochi linguistici. Nei suoi libri compaiono mondi eccentrici popolati da divinità ironiche, bambini veggenti, animali parlanti e personaggi marginali, ma sempre in dialogo con la realtà. Il fantastico non era evasione, ma strumento critico: un modo per smascherare ipocrisie e storture del presente con l’arma del paradosso.

In Saltatempo, un ragazzino incontra un dio della natura che gli mostra le possibilità della vita; in Margherita Dolcevita, la protagonista resiste al degrado morale con la fantasia; in Di tutte le ricchezze, animali e figure simboliche assumono ruoli filosofici. Ne Il bar sotto il mare, invece, Benni costruisce una cornice narrativa che mescola alto e basso, cultura popolare e letteratura, creando un “Boccaccio pop” che celebra la pluralità del linguaggio.

La critica letteraria ha individuato nella sua scrittura una tensione costante tra due poli: da un lato un impegno civile, erede della tradizione gramsciana, con attenzione al sociale e al politico; dall’altro un approccio ludico e postmoderno, capace di smontare i meccanismi della narrazione con ironia e parodia. Stefano Magni lo ha descritto come un autore che tiene insieme “la disillusione di fronte alle istituzioni” e “la vitalità ribelle di matrice sessantottina”. Proprio questa tensione tra nichilismo e speranza, tra critica e immaginazione, ha reso la sua opera originale e riconoscibile.

Benni era maestro nell’uso del linguaggio: inventava neologismi, deformava parole comuni, parodiava stili letterari, passando con naturalezza dal registro alto a quello basso. La sua scrittura era capace di parlare a chiunque, rendendo universali i suoi messaggi attraverso l’umorismo. L’iperbole e la caricatura erano le sue armi preferite, non per deridere ma per illuminare contraddizioni.

Oltre ai romanzi, Benni è stato un protagonista della cultura italiana a tutto tondo. Ha scritto per giornali come L’Espresso, Panorama, il manifesto, e per riviste satiriche come Linus, Tango e Cuore. Ha collaborato con la televisione, firmando testi per un giovane Beppe Grillo, e con il cinema, scrivendo sceneggiature come Topo Galileo e Musica per vecchi animali. La sua attività teatrale lo ha visto spesso accanto ad attori e musicisti, in spettacoli che fondevano letteratura, cabaret e musica.

Non sempre accolto nei circuiti più accademici, Benni ha però trovato difensori in critici come Goffredo Fofi, che ne hanno sottolineato la coerenza autonoma, lontana dalle mode letterarie e fedele a un solo editore, Feltrinelli, che lo ha accompagnato per tutta la carriera.

La sua eredità non è solo nei libri, ma in un’idea di letteratura come strumento civile e popolare, capace di far ridere e pensare, di intrattenere e criticare. Benni ha dimostrato che la narrativa può essere al tempo stesso gioco e impegno, leggerezza e riflessione.

Con la sua morte, l’Italia perde uno scrittore che ha saputo costruire mondi immaginari come specchi deformanti della realtà. Ma resta la sua estetica, fatta di fantasia e satira, ironia e malinconia, che continua a parlarci della nostra società e delle sue contraddizioni. Un’opera che rimane viva proprio perché capace di trasformare la realtà in racconto, e il racconto in occasione di coscienza.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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