Aiglise: tra fede e tecnologia, il culto dell’AI nell’arte contemporanea

1 ora e 48 minuti è il tempo che si trascorre mediamente sui social media al giorno, 42.2 sono i milioni di utenti attivi sulle piattaforme, 30 le ore mensili su TikTok: queste cifre mostrano come il digitale e le sue declinazioni siano diventate pane quotidiano per tutti, superando limiti di accessibilità e inclusione. 

La tecnologia cerca costantemente modalità e strumenti trasversali e versatili per trovare applicazioni nelle discipline più varie e consenso da parte della maggior parte delle generazioni; se molti temono un risvolto divisivo, c’è chi crede nel potere coesivo delle nuove intelligenze per ambire a un futuro migliore. La lotta tra uomo e macchina, automazione e manualità, produzione industriale e artigianalità è uno scontro che tende a risolversi con l’integrazione, dando vita a sistemi ibridi come l’intelligenza artificiale. 

Chat GPT è sulla bocca di tutti ogni giorno, dagli uffici alle case private, per qualcuno una compagnia per conversare, per altri un supporto fondamentale per potenziare il lavoro e ambire a una maggiore efficienza e un minor spreco di risorse. 

E allora cosa differenzia una religione dalla tecnologia?

Aiglise è l’ultimo progetto del gruppo Recycle Art, che con un efficace gioco di parole (église chiesa in francese e AI) punta i riflettori su una tendenza in rapida espansione che mette in crisi il credo religioso rendendone i confini labili. Il collettivo nasce con l’intento di trovare la religione nell’arte e l’arte nella religione, entrambi cambi sacri ma con idoli differenti; la sperimentazione con nuovi media e materiali ricerca una nuova spiritualità nelle opere d’arte e spesso i materiali piú tradizionali si incontrano a metà strada con le tecnologie piú avanzate. 

Oltre alla pratica artistica, Recycle Art approfondisce anche le relazioni tra culture e discipline differenti, invitate a sedere a un’unica tavola rotonda usando come linguaggio le piú disparate forme artistiche, dalla scultura all’installazione, dalla realtà aumentata all’intelligenza artificiale. 

L’installazione Aiglise occupa una parete perimetrale della struttura The Cube Garges, situata a Garges-lès-Gonesse una piccola cittadina dell’Île-de-France: il polo di 10.000 mq è un progetto lanciato nel 2018 dal musicista e appassionato di tecnologia Nils Aziosmanoff, pensato come incubatore culturale e artistico e punto di incontro e scambio delle comuni limitrofi. L’indirizzo dell’iniziativa vira sull’arte digitale con l’obiettivo di diffondere i nuovi media in tutta la società, diventando un riferimento per le nuove generazioni: musica, teatro, danza si fondono con risorse all’avanguardia in performances da vivo, produzioni cinematografiche e programmi per le scuole, in un “laboratorio del futuro”.  

Se si pensa alle vetrate istoriate che spesso si ammirano nelle absidi delle cattedrali, si percepisce la verticalità e la gerarchia ascendente delle forme e delle narrazioni all’interno; il percorso verso il Regno dei Cieli viene rappresentato in un crescendo di miracoli, penitenze e martiri che nel credo cristiano conducono alla gioia eterna. Aiglise mostra l’antipodo del culto, che da divino diventa antropocentrico, ponendo l’uomo al centro e all’apice di una nuova fede: una candida intelaiatura di materia riciclata disegna sette sagome poste in nicchie bidimensionali a formare in una piramide capovolta. 

La struttura può essere letta secondo due flussi opposti, da un lato una caduta verso il basso dall’altro una spinta uguale inversa verso la redenzione, entrambi caratterizzate dalla presenza di esseri umani e non santi immolati per il bene comune. Ció che orienta la chiave di lettura è la prospettiva da cui si osserva l’opera: la scelta piú convenzionale impone di seguire la direzione ascendente, ma se l’occhio si sintonizza con l’essenza dell’opera sarà naturale seguire le linee delle braccia e degli sguardi delle figure rappresentate, invertendo cosí il punto di vista. 

Aiglise è un monito ma allo stesso tempo uno specchio del reale: l’influenza che la tecnologia esercita sulla società è direttamente proporzionale al valore che assume rispetto a ció che prima era unica fonte di risposte e di devozione. La spiritualità che Recycle Art carpisce e interpreta con l’arte amplia il concetto stesso di religione, non solo un insieme di dogmi da rispettare, ma cieca fiducia in un ente superiore a noi. 

Oggi la tecnologia ha il potenziale per superare l’uomo e la religione, sta a noi scegliere

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Chiara Pasquino
Chiara Pasquino
Apprezza l’arte in tutte le sue forme, dalla danza all’arte figurativa. Si sofferma maggiormente sul ruolo delle artiste donne dedicando ad esse una pagina social per farle conoscere meglio. Laureata in Scienze dei Beni Culturali e successivamente in Arte, Valorizzazione e Mercato insegue il sogno di allestire e curare mostre.

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