Fino al 14 aprile il Monastero di Palazzo Maffei ospita l’installazione site-specific Resonance di Sara Ricciardi realizzata su ispirazione del nuovo progetto vitivinicolo che Pasqua Vini presenterà in occasione di Vinitaly 2026. Una nuova collaborazione tra impresa e mondo dell’arte che, attraverso un’open call, riporta al centro il tema del mecenatismo culturale.
Sara Ricciardi, artista multidisciplinare specializzata in installazioni immersive con un approccio scenografico, realizza Resonance: “Una scocca compatta che nella sua frattura, la quale si può attraversare, mostra una rivelazione del tutto”. L’installazione è un monumentale geode, composto da due metà di circa quattro metri d’altezza separate da un varco di luci e suoni.
L’opera, vincitrice dell’open call promossa da PasquaVini viene destinata alla città di Verona e sarà visibile gratuitamente fino al 14 aprile all’interno del monastero, uno spazio un tempo sacro che ne accresce il valore scenografico. Resonance propone una riflessione sul valore dell’incontro qui rappresentato da due metà di un’unica roccia, necessarie l’una all’altra. Il varco tra le due parti apre a uno spazio fatto di specchi che, attraverso proiezioni e risonanze, valorizza lo scambio e simboleggia la collaborazione. Concettualmente l’opera richiama la collaborazione tra Pasqua Vini e il mondo artistico e la possibilità di aprire i confini dell’enologia a una nuova modalità di racconto attraverso l’arte contemporanea. Questo racconto di avvicinamento al contemporaneo si compie nella cornice della casa-museo Palazzo Maffei che ospita l’installazione.

“Palazzo Maffei – come racconta la direttrice di Palazzo Maffei, Vanessa Carlon – ha una collezione che attraversa quattromila anni della storia dell’arte internazionale ma anche nazionale e che ultimamente sta lavorando con gli artisti contemporanei”.
La collezione, fondata dall’imprenditore Luigi Carlon e allestita da Gabriella Belli, vede un primo nucleo collezionistico nell’arte informale – Burri e altri esponenti del Secondo Dopoguerra come Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi ed Emilio Vedova – passando poi per i più grandi esponenti futuristi quali Balla e Boccioni fino a grandi nomi come Kanagawa. In un impianto allestitivo fatto di rimandi visivi e concettuali, la casa-museo accoglie molteplici forme d’arte, fra queste anche a opere (più) contemporanee come l’installazione site-specific Borderland di Manuel Gardina, a cura di Serena Tabacchi.

Il mecenatismo
Resonance apre, ancora una volta, il discorso sul mecenatismo. Pasqua Vini, che vanta un’esperienza decennale nel supporto di progetti d’arte e che già nel 2024 aveva firmato una collaborazione con la Saatchi Gallery di Londra, oggi, in un contesto come quello di Palazzo Maffei – arricchito da una vasta collezione – riafferma l’importanza del mecenatismo culturale attraverso l’espediente dell’open call. In questo modo, la collaborazione tra imprese e arte si propone come un incontro tra due parti complementari e necessarie l’una all’altra, reso visibile nell’installazione di Sara Ricciardi.
Da un lato allora una visibilità e una differente modalità comunicativa, dall’altro un sostegno economico che consenta di accrescere progetti culturali. In particolar modo, legati al territorio e, in questo caso, alla città di Verona. Non a caso, l’installazione viene presentata in occasione di Vinitaly, una grande vetrina sulla città che consentirà una maggior visibilità del progetto di Sara Ricciardi. La stessa artista sostiene la necessità del mecenatismo artistico: “Molte cose non esisterebbero se non ci fosse questa fiducia, questo investimento di natura intellettuale ma anche finanziaria”.
Quello del mecenatismo si costituisce come un terreno fertile per la negoziazione, un dare-avere nel quale ciascuna parte vince senza perdere necessariamente in autenticità. Trovo più che mai positivo incentivare la modalità dell’open call in realtà che finanziariamente sono in grado di sostenere gli artisti, affinché figure emergenti e nuove idee possano affermarsi ed essere anche acquisite in collezioni per crescere ulteriormente. Per quanto il nuovo mecenatismo culturale risulti un tema delicato e spesso criticato in modalità e approcci, penso si possa trattare di un circolo – se funzionale – virtuoso, nonché un grande supporto alla cultura se perseguito da diverse realtà imprenditoriali. Di fronte a un mondo della cultura che molto spesso non valorizza economicamente gli sforzi di artisti e altri protagonisti della scena culturale, il sostegno da parte di altre realtà diventa quantomai fondamentale.



