Alessandra Carloni porta la sua immaginazione visionaria nelle sale di Palazzo Merulana con la mostra personale “IBRIDO URBANO, dall’immaginario alla visione aumentata”, in programma dal 13 dicembre 2024 al 19 gennaio 2025. Curata da Valeria Rufini Ferranti e organizzata con il supporto di Medina Art Gallery, l’esposizione rappresenta un nuovo importante capitolo nel percorso espositivo dell’artista romana. Dopo il recente omaggio a Calvino con la mostra Visionaria presso Palazzo della Cancelleria, Carloni si confronta questa volta con il prestigioso contesto museale e la Collezione Cerasi, dando vita a un dialogo tra le sue opere e i capolavori di pittura e scultura italiana del Novecento.
La mostra presenta venti opere realizzate con tecnica mista, insieme a bozzetti e sketch preparatori, offrendo una panoramica sull’approccio compositivo e narrativo dell’artista. Alessandra Carloni, nota per i suoi murales che animano gli spazi urbani, porta su tela il suo immaginario distopico, intrecciando scenari di un futuro prossimo con una Roma reinventata, sospesa tra l’onirico e il post-apocalittico. Nelle sue visioni, il virtuale, il multiverso e la realtà aumentata si fondono, rivelando una città deserta dove la natura riprende il sopravvento: tra i piloni della Tangenziale sbocciano papaveri, mentre il Colosseo Quadrato esplode in una fioritura onirica.
Il testo critico della curatrice Valeria Rufini Ferranti sottolinea la forza narrativa della Carloni: “La distopia di un futuro prossimo come background, un character non identificato come protagonista, poi la scoperta forse salvifica. Attraverso quale scenario ci guiderà questa volta la pittrice? Virtuale, multiverso, realtà aumentata e una Roma deserta, quasi post-apocalittica, possono convivere in un’unica, emozionante solo exhibit.” Questi mondi sospesi tra realtà e immaginazione propongono una favola urbana, concretamente attuale, che invita il pubblico a riflettere sul nostro rapporto con lo spazio metropolitano.
“IBRIDO URBANO” s’inserisce nel percorso avviato da Palazzo Merulana con il progetto espositivo Tecnologie Urbane, curato da Serenella Di Marco e Luca Ceresoli, continuando l’indagine sulle relazioni tra lo sviluppo metropolitano e le tecnologie nel tempo. Alessandra Carloni, con il suo stile unico che fonde tecnica pittorica, narrazione visiva e un profondo legame con il contesto urbano, amplifica questa riflessione, proponendo una Roma che è insieme familiare e aliena, in cui il passato e il futuro si intrecciano.
L’opera della Carloni si distingue per la sua capacità di trasformare il paesaggio urbano in un teatro di simboli e metafore. Le sue tele e bozzetti mantengono l’energia dei murales, trasportando



