Recentemente il mondo della moda ha assistito ad un trasferimento significativo: Alessandro Michele, dopo venti anni, ha lasciato Gucci per assumere la direzione creativa della maison Valentino.
L’ambiente della moda ha accolto con entusiasmo questa svolta, data l’innegabile capacità dell’ex direttore creativo di Gucci di rilanciare il brand fiorentino con il suo stile audace e non convenzionale.
A delineare le intenzioni del designer per il suo nuovo incarico è il libro “La vita delle forme – Filosofia del reincanto”, scritto insieme al filosofo italiano Emanuele Coccia durante la pausa di un anno e mezzo lontano dalle passerelle.
Alessandro Michele non nasconde la sua fascinazione per gli oggetti del passato, di cui ammira l’anima che custodiscono, e del presente, inteso come l’unione degli elementi del tempo andato e delle creatività odierna.
Affascinato dal Rinascimento, considerato l’epoca galvanizzatrice del mondo moderno, lo stilista auspicerebbe uno spirito rinnovato di libertà nell’arte e nella moda, molto simile a quello che ha caratterizzato quella stagione storica.
Questa visione è manifesta nel suo libro, in cui Michele esplora le connessioni interdisciplinari tra moda e filosofia.
L’opera, dall’eloquente titolo “La vita delle forme – Filosofia del reincanto”, riflette il percorso creativo dello stilista, da Gucci a Valentino, e sottolinea la potenza della moda come strumento di esplorazione e trasformazione dell’identità.
Non si tratta solo di indossare un capo d’abbigliamento, ma di vivere un’esperienza mutante e metafisica offerta dal tessuto che si indossa.
Di fatto, nel mondo della moda, Michele si è distinto per il suo approccio innovativo, delineandosi come un “rivoluzionario designer”, secondo le parole di Teresa Ciabatti, scrittrice e sceneggiatrice, ma anche come un “libero straniero”, secondo la sua autodefinizione.
Questa libertà, elementare nella visione del designer, è per lui un dono ricevuto e al tempo stesso una conquista fatica, che lo ha consacrato come uno dei protagonisti più indiscussi della scena della moda internazionale.
Attraverso il suo libro “La vita delle forme – Filosofia del reincanto”, Michele ci invita ad apprezzare la moda non solo in termini di trend stagionali o combinazioni rischiose, ma come una potente arte capace di trasformare chi la vive in maniera profonda e totalizzante.
Questa prospettiva, sostenuta anche dal filosofo Coccia, propone la moda come espressione quotidiana di un’identità in continua trasformazione.
Come arte, la moda non è soltanto esibizione di forme e colori, ma anche strumento di conoscenza e di interpretazione del mondo che viviamo.
La curiosità è ora rivolta al futuro, soprattutto in relazione all’approccio che Alessandro Michele adotterà alla guida di Valentino e come la sua “libertà creativa totale” si concilierà con i dogmi della haute couture.
Sarà solo a settembre, con la presentazione della prima collezione firmata dal designer romano per la storica maison che ne vedremo le prime tracce concrete.
In fine, attraverso la permanenza di Michele in Valentino, si concretizzerà l’opportunità di osservare come la sua libertà creativa influenzerà un brand storico, proponendo una definizione di moda sempre più intrecciata con la filosofia, e nello specifico, con la vita delle forme, la trasformazione dell’identità e il reincanto del quotidiano.


