Alla Caccia dell’Inestimabile: Opere d’Arte dal Valore di $200 Milioni Ancora Disperse dal Museo Del Paraguay

Luglio 2002. Il mondo dell’arte è scosso dalla notizia dell’audace furto al Museo Nazionale delle Belle Arti di Asunción, in Paraguay – un colpo che farà perdere alla collezione permanente capolavori inestimabili per un valore attribuito di circa 200 milioni di dollari. Ma ancora più clamorosa la scoperta del metodo utilizzato dai ladri per portare a termine il loro progetto: un’azione che sembra uscita da un romanzo di giallo ad alta tensione.

Le opere sottratte abbracciavano diversi secoli di storia artistica europea, includendo un autoritratto di Tintoretto, la Tête de Femme di Adolphe Piolt, un paesaggio di Gustave Courbet, una Madonna col Bambino di Bartolomé Estéban Murillo e un ritratto di San Gerolamo datato XVI secolo, di autore rimasto anonimo. Tutti capolavori la cui assenza ha lasciato un vuoto nel cuore e nelle sale del museo paraguaiano.

Fondato nel 1909, ben 67 anni dopo che il Paraguay aveva dichiarato formalmente la propria indipendenza dall’Impero Spagnolo, il Museo Nazionale delle Belle Arti occupa la stessa struttura degli Archivi Nazionali, conservando una ricca collezione che spazia da dipinti a ceramiche, antiche monete e molto altro ancora, collezionata dal primo direttore generale, Juan Silvano Godoi.

L’assenza di telecamere di sicurezza, in parte giustificabile dall’instabilità politica che ha segnato la storia del Paese, non fu in grado di documentare il fulmineo colpo. Nondimeno, le indagini rivelarono un’incredibile scoperta: un tunnel lungo 24 metri, scavato per collegare il museo a un negozio di alimentari situato dall’altro lato della strada. Ulteriori indagini rivelarono che gli uomini che avevano aperto il negozio l’avevano fatto sotto false identità. Avevano persino scavato un’altra galleria che conduceva al parcheggio di un hotel vicino, che i banditi avevano probabilmente utilizzato per fuggire.

Dall’audace furto, la leggenda del bottino perdura e le forze di polizia internazionali continuano a setacciare i mercati neri alla ricerca delle opere perdute. Solo un barlume di speranza si è accesso nel 2008, quando la protezione del patrimonio culturale del Dipartimento INTERPOL-Argentina ha ricevuto un’informazione secondo la quale il perduto “San Gerónimo” dell’artista anonimo, valutato 200.000 dollari, era in vendita illecita a Posadas, in Argentina.

Incredibilmente, le forze federali argentine riuscirono a recuperare il dipinto in perfette condizioni e, già a luglio dello stesso anno, l’opera fu restituita alla sua dimora originale. Tuttavia, i grandi capolavori sottratti rimangono ancora oggi un mistero non risolto, forse celati negli angoli più nascosti del mercato nero dell’arte.

Nel frattempo, il museo ha cercato di colmare il vuoto lasciato dalle opere perdute in un modo piuttosto originale. A febbraio, ha commissionato a cinque artisti contemporanei di ricreare le opere perdute. I risultati presentati durante una pubblica esibizione sono poi stati esposti in una mostra inaugurata il 22 marzo, destinata a restare aperta a lungo.

Nonostante ai più questa decisione sembri essere la prova che il museo ha perso le speranze di recuperare le opere perdute, almeno la loro storia continua a vivere, stimolando la fantasia di appassionati e curiosi. E così, in una sorta di amara ironia, Il furto che ha segnato la storia del Museo Nazionale delle Belle Arti di Asunción rimane indelebilmente impresso nella memoria collettiva come il “colpo del secolo” del Paraguay. Un segreto custodito dal tempo, un tesoro sommerso, atteso da tutti ma, purtroppo, ancora disperso. A testimonianza di come l’arte, al di là del suo valore monetario, rappresenti sempre un bagaglio culturale inestimabile, un patrimonio la cui perdita si fa sentire nell’anima di un intero Paese.

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