“Alla Ford Foundation Gallery, una mostra immagina le possibilità di una conoscenza centrata sulla femminilità”

Intrappolata in una solitaria prigione per 605 giorni, l’attivista e storica nicaraguense Dora María Téllez Argüello si trovava di fronte all’opposizione politica a un regime divenuto dittatoriale. Nel novembre 2021 fino al suo rilascio e l’inevitabile esilio nel febbraio 2023, Téllez Argüello divenne famosa per la sua voce melodiosa, un unico rimedio all’accanimento e alla disumanizzazione della sua situazione carceraria, intonando pianamente canzoni per conservare la propria umanità.

Queste echi melodiosi di Téllez Argüello sono ora divenuti simbolo e ritmo alla mostra annuale dal titolo “Cantando Bajito” presso la Ford Foundation Gallery situata a New York. Celata al piano terra del sontuoso edificio di dodici piani della fondazione, in East 43rd Street, la galleria propone mostre di impegno sociale che riflettono le priorità programmatiche della Ford Foundation, leader progressista nella filantropia globale. Di particolare rilievo è il momento storico che emerge dalla mostra, caratterizzato da una profonda precarietà politica, accentuata da una serie di decisioni retrograde e violente della Corte Suprema statunitense che impattano drammaticamente i diritti delle donne, delle persone di colore, degli immigrati e delle persone queer.

La seconda parte della mostra, intitolata “Incantesimi”, è stata curata da Roxana Fabius, Kobe Ko e Beya Othmani e presenta otto artisti: Amina Agueznay, Seba Calfuqueo, IV Chan, Tamar Ettun, Serene Hui, siren eun young jung, Mônica Ventura e Osías Yanov. L’esposizione rimembra diverse vicende politiche, ma conserva una natura trascendente, una celebrazione dell’azione politica, culturale e spirituale che ha permesso tali vicende e movimenti storici e il cui retaggio è tangibile nelle recenti opere qui esposte.

Animata da saggezza ancestrale, intimità, resistenza, parentela, occultamento e linguaggio, la mostra offre un approccio concettuale alla valorizzazione del femminismo transnazionale come antidoto alla repressione patriarcale. Nel suo insieme, “Incantesimi” presenta un mondo a sé stante, dalla rivisitazione del linguaggio solo per donne, Nushu, da parte di Serene Hui, all’installazione di Osías Yanov che offre una nuova angolatura sui luoghi queer di intimità, come i bagni dei locali notturni, durante la dittatura militare in Argentina. Tutte queste opere rispecchiano una prospettiva internazionalista sul processo di creazione del mondo, o “re-esistenza”, come mettono in luce i curatori, dove “gli spazi di violenza si trasformano in luoghi di costruzione di nuove solidarietà, andando oltre la resistenza per immaginare altre possibili forme di esistenza”.

Newsletter

Follow us

Scelti per te

Quitting come pratica di ribellione silenziosa. Il nuovo progetto Niccolò De Napoli con PROGETTO LUDOVICO da STUDIO LOMBARD DCA

Camilla Previ, direttrice di Progetto Ludovico, descrive il quitting come: “Non una fuga eroica, ma una sottrazione calibrata; non un rifiuto plateale, ma una frattura intima e persistente.” Le opere di Niccolò De Napoli (Cosenza, 1986) si inseriscono in questo solco, in questo spazio latente di ribellione

Una casa queer dentro la galleria: Jonathan Lyndon Chase da Gió Marconi

Fino al 18 marzo la galleria Gió Marconi presenta la mostra “Keep thinking nobody does it like you here comes the sunset” di Jonathan Lyndon Chase, prima personale dell’artista negli spazi della galleria e uno dei suoi primi progetti espositivi in Italia.

K-NOW! al MASI: otto artisti raccontano la Corea contemporanea attraverso la videoarte

Guardare al presente attraverso una cultura diversa dalla propria aiuta a comprendere meglio anche la nostra. Questo è il mantra su cui si basa la mostra K-NOW\! Korean Video Art Today, che vede l’esposizione di opere video coreane in un museo della Svizzera italiana quale il MASI di Lugano.

SAC Robecchetto: lo spazio d’arte contemporanea che trasforma un’ex fabbrica vicino Milano

Il SAC – Spazio Arte Contemporanea di Robecchetto con Induno, in provincia di Milano, è una realtà indipendente che negli ultimi anni ha costruito una programmazione dedicata alla ricerca contemporanea e alla promozione di artisti emergenti. Il centro nasce con l’obiettivo di creare un punto di incontro tra produzione artistica e territorio, sviluppando mostre, premi e attività culturali aperte alla comunità locale.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui