Alla Galleria BPER di Modena, il mito del centauro tra arte e psiche

Dal 18 aprile al 29 giugno 2025, La Galleria BPER Banca di Modena ospita Ferine Creature. Centauri, fauni, miti nell’opera di Jules Van Biesbroeck e nell’immaginario moderno, una mostra a cura di Luciano Rivi, con il patrocinio del Comune di Modena. Il percorso espositivo si concentra sulla figura mitologica del centauro, indagata attraverso lo sguardo simbolista di Van Biesbroeck e reinterpretata in chiave contemporanea da artisti italiani ed europei dal XVI al XXI secolo.

Cuore del progetto è il dipinto “Centauro che uccide il cervo” (1918 circa), ispirato a una lirica di Gabriele D’Annunzio, in cui emerge con forza il conflitto tra razionalità e istinto. In questa figura ibrida, a metà tra uomo e cavallo, si riflettono le tensioni fondamentali dell’identità umana, ancora oggi attuali. Van Biesbroeck, belga di nascita ma profondamente legato all’Italia, trova in questo soggetto mitologico un canale per esplorare il simbolismo più intimo e viscerale della natura umana. La Galleria BPER Banca propone qui un’estensione del lavoro avviato nel 2019 con la mostra L’anima delle cose, rileggendo oggi l’opera dell’artista alla luce delle nuove acquisizioni critiche e delle urgenze del presente.

La mostra si articola in tre sezioni principali. La prima, Van Biesbroeck simbolista: figure e paesaggi del mito, approfondisce la produzione mitologica dell’artista. Esposte oltre trenta opere, tra dipinti, disegni e sculture provenienti dalla corporate collection del Gruppo BPER e da collezioni pubbliche e private. Particolarmente rilevante è il nucleo di lavori lasciato da Van Biesbroeck all’amico Silvio Gabbrielli, confluito nella collezione BPER nel 2017 e oggi finalmente valorizzato con un progetto espositivo organico.

La seconda sezione, La visione panica della natura e il centauro nel Simbolismo tra Otto e Novecento, amplia il discorso al contesto europeo, evidenziando come il tema del centauro sia stato centrale per artisti come Max Klinger, Franz von Stuck, Mario de Maria, Ettore Tito, Giovan Battista Crema e Giuseppe Graziosi. In una fase storica segnata dalla crisi della razionalità positivista, il mito diventa lo strumento privilegiato per scandagliare l’inconscio, l’istinto, la memoria arcaica. La figura del centauro, in questa lettura, assume una dimensione esistenziale: non solo creatura mitologica, ma metafora dell’uomo moderno in perenne tensione tra dominio e abbandono, tra controllo e desiderio.

La terza sezione, Una figura archetipica dal repertorio mitologico: il centauro nei secoli, ricostruisce l’evoluzione iconografica del centauro dal Rinascimento all’arte contemporanea. Si passa dalle idealizzazioni neoclassiche alla visione dinamica del Futurismo, fino alle reinterpretazioni pubblicitarie e alle nuove sintesi contemporanee. Tra queste ultime spiccano tre opere emblematiche: una scultura di Luigi Ontani, il Chirone di Alberto Savinio, e “Sono Chirone… sono tornato” di Wainer Vaccari, nuova commissione che entra nella corporate collection della Galleria. In questa tela, Chirone – centauro sapiente e maestro di eroi – è ritratto come ponte simbolico tra animalità e saggezza, in un’immagine che attualizza la potenza archetipica della mitologia classica.

Il percorso espositivo si arricchisce di strumenti accessibili e partecipativi. Tra questi, due incisioni tattili in collaborazione con l’Istituto dei Ciechi Cavazza di Bologna, la produzione di audioguide tramite Radio FSC-Unimore, e numerose attività didattiche per le scuole. Il catalogo edito da Sagep, con testi critici di Luciano Rivi, Claudio Franzoni e Lucia Peruzzi, è acquistabile in mostra con un contributo destinato alla Fondazione Vita Indipendente Onlus di Modena.

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