Alla Scala nasce la prima palestra per il Corpo di Ballo: McFIT porta il fitness nel tempio della danza

Dietro l’eleganza di un grand jeté e la leggerezza apparente di una variazione classica si nasconde un lavoro fisico rigoroso, quotidiano, spesso invisibile agli occhi del pubblico. Il corpo viene allenato ogni giorno per trasformarsi in arte. Al Teatro alla Scala, tempio della musica e della danza, la disciplina incontra la grazia e il gesto tecnico diventa linguaggio universale. Quel luogo accoglie una novità che racconta molto del nostro tempo: la prima palestra interna nella storia del Corpo di Ballo scaligero.

Realizzata da McFIT, brand di RSG Group GmbH, catena leader del fitness in Europa, la nuova struttura nasce all’interno del teatro con un obiettivo preciso: sostenere il lavoro quotidiano dei ballerini attraverso uno spazio progettato per la preparazione atletica, il recupero fisico e il mantenimento della performance. Un ambiente di circa sessanta metri quadrati, dotato di attrezzature professionali per allenamento cardio, forza e corpo libero, che segna l’inizio di una partnership biennale tra il Teatro alla Scala e McFIT.

La notizia potrebbe sembrare soltanto un intervento infrastrutturale. In realtà racconta qualcosa di più profondo: il progressivo avvicinamento tra il mondo della danza e quello del fitness, due discipline che condividono il medesimo strumento espressivo, il corpo, ma che storicamente sono nate per finalità molto diverse. Ne abbiamo parlato con Samuele Frosio, amministratore unico di RSG Group Italia.

Open black gift box with a McFIT tag and a McFIT booklet beside it, labeled Teatro alla Scala, on a dark table.

La Scala ha scelto McFIT come partner tecnico per la sua prima palestra interna. Che significato ha per voi questo progetto?

Per noi rappresenta un riconoscimento straordinario. Il Corpo di Ballo della Scala è una delle eccellenze assolute a livello internazionale e poter contribuire concretamente al benessere e alla preparazione fisica dei suoi artisti è motivo di grande orgoglio. Questa collaborazione dimostra come una palestra possa essere progettata sia per il professionista di altissimo livello sia per chi desidera semplicemente mantenersi in forma. È un concetto che appartiene da sempre alla filosofia McFIT: creare spazi capaci di rispondere alle esigenze di tutti.”

Danza e fitness vengono spesso percepiti come mondi differenti. Dove si incontrano realmente?

Il punto d’incontro è il movimento. Entrambe le discipline utilizzano il corpo come strumento principale, ma nascono da esigenze diverse. La danza, fin dalle sue forme più antiche, aveva una funzione rituale, sociale ed espressiva. Pensiamo alle civiltà dell’antico Egitto, della Grecia o di Roma: danzare significava raccontare storie, celebrare eventi, condividere emozioni. Il fitness, invece, nasce da una necessità pratica, legata alla sopravvivenza, alla caccia, alla preparazione fisica e militare. Oggi però queste due dimensioni si influenzano reciprocamente. La danza offre al fitness ritmo, creatività e coinvolgimento emotivo; il fitness restituisce alla danza strumenti per migliorare la preparazione atletica, la resistenza e la qualità della performance.

Dumbbells on a green rack in a McFIT gym, organized by weight.

Quanto conta oggi la preparazione fisica nell’attività di un ballerino professionista?

È fondamentale. Un danzatore è un atleta a tutti gli effetti. La qualità artistica dipende anche dalla capacità del corpo di sostenere sforzi intensi, recuperare rapidamente e prevenire gli infortuni. Per questo la nuova palestra è stata progettata selezionando attrezzature specifiche e metodologie di allenamento adatte alle esigenze del Corpo di Ballo. L’obiettivo è fornire uno strumento che possa accompagnare il loro lavoro quotidiano senza interferire con la dimensione artistica, anzi rafforzandola.

Nelle palestre McFIT la dimensione creativa del movimento è già presente?

Assolutamente sì. Pensiamo ai corsi che proponiamo ogni giorno: dalla Zumba al Pilates fino alle attività coreografate. La musica e il ritmo trasformano l’esercizio fisico in un’esperienza più coinvolgente. La coordinazione, la consapevolezza del movimento e l’espressività sono elementi che appartengono sia al fitness sia alla danza. È un dialogo che esiste già da tempo e che oggi trova una sua espressione concreta anche all’interno della Scala.

Colorful McFIT gym interior with various weight machines, benches, and a wall collage featuring motivational graphics.

Quale aspetto di questa collaborazione vi rende più fieri?

Il fatto che i ballerini possano allenarsi sia nella palestra realizzata all’interno del teatro sia nei nostri club. Significa che gli strumenti e le metodologie che utilizziamo sono stati riconosciuti come adeguati anche da professionisti che lavorano ai massimi livelli internazionali. Per noi è un grande successo e una conferma della qualità del lavoro che svolgiamo.

La nuova palestra rappresenta dunque molto più di uno spazio dedicato all’allenamento. È il simbolo di una trasformazione culturale che attraversa il mondo delle arti performative contemporanee, dove il talento non basta più e la preparazione fisica diventa parte integrante del processo creativo.

In un’epoca in cui i confini tra discipline si fanno sempre più porosi, la collaborazione tra McFIT e il Teatro alla Scala suggerisce una prospettiva interessante: la tecnica atletica e l’espressione artistica non sono dimensioni antagoniste, ma elementi complementari di una stessa ricerca. Quella che porta il corpo a diventare, simultaneamente, strumento di forza e veicolo di bellezza.

Newsletter

Follow us

Scelti per te

Mare d’Arte Festival 2026 porta Milano Marittima oltre l’estate: arte pubblica, visioni urbane e il sogno della città-giardino

Una città-giardino immaginata, disegnata, costruita come relazione tra mare, pineta, architettura e vita moderna. È da questa origine che riparte Mare d’Arte Festival 2026, seconda edizione dell’hub culturale a cielo aperto in programma dal 3 al 12 luglio, con un’estensione che accompagnerà la città fino a settembre.

Hernan Bas a Venezia: a Ca’ Pesaro il turismo diventa pittura, tra selfie, dark tourism e città consumata

In un'estate afosissima, senza zone d'ombra o luoghi per ripararsi dal sole, Venezia si riempie di turisti. Complice una politica che mira al solo profitto - visti anche gli ultimi sviluppi sul tema del biglietto d'accesso - la turistificazione eccessiva di Venezia sfugge di mano tanto da divenire la normalità.

Picasso, Morandi e Parmiggiani a Venezia: la natura morta oltre il visibile alla Bevilacqua La Masa

La 61ª Biennale d’Arte di Venezia ha preso avvio nel consueto fermento delle prime settimane. Un fermento che, complice l’aggravarsi della condizione di Venezia malata di overtourism, non accenna a diminuire.
Paola Martino
Paola Martino
Giornalista, appassionata di lingua araba e di arte, vive a Milano. Per focusmediterranee.com e il giornale off scrive per la sezione Culture, soffermandosi su artisti, mostre, eventi e progetti culturali che non hanno confini. Per lei, infatti, la cultura è un mezzo per migliorare il dialogo e la conoscenza reciproca, anche tra le due sponde: Sud Europa e Nord Africa. Si è diplomata in lingua e cultura araba all’Ismeo di Milano e ha lavorato come giornalista radiofonica e per diverse testate.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui