“Shoptalk” è una serie di interviste che offre uno sguardo interessante sull’esperienza delle donne nel mondo dell’arte, raccontate attraverso le parole di Katya Kazakina, la stimata Art Detective del sito Artnet. Tra queste donne figura Allegra LaViola, che ha aperto la sua prima galleria d’arte in East Broadway, a Manhattan, nel settembre 2008, quando la crisi finanziaria mondiale stava iniziando a scuotere il mercato dell’arte.
A soli 27 anni, LaViola era pronta a intraprendere questa impresa. Ora, sedici anni dopo, la sua galleria sta entrando in una nuova fase, dopo aver superato varie crisi e reincarnazioni. LaViola si è fatta un nome scoprendo nuovi talenti e creando emozioni. È stata la prima a proporre mostre personali a New York per artisti come Jordan Casteel (nel 2014), Cy Gavin (nel 2015), e Wendy Red Star (nel 2019), molto prima che diventassero noti al grande pubblico.
Nel 2020, con la sua esibizione di gruppo “My Flannel Knickers”, ha portato alla luce l’artista surrealista Leonora Carrington (1917-2011), la cui opera sarebbe stata venduta per 28,5 milioni di dollari da Sotheby’s quattro anni dopo.
Sempre pronta a cogliere nuove opportunità, nel 2014 LaViola chiude la galleria che porta il suo nome per fondare Sargent’s Daughters, un tributo all’opera “The Daughters of Edward Darley Boit” di John Singer Sargent del 1882. Il suo obiettivo era esplorare l’eredità del celebre pittore attraverso il lavoro di 40 artiste. Nel 2018, inizia a condividere lo spazio con la Shrine gallery, concentrata sull’arte outsider, un modo astuto per ridurre i costi mentre continuava a pianificare il suo prossimo passo.
Nel 2020, Sargent’s Daughters si espande a Los Angeles, in sintonia con molte gallerie newyorchesi che decidono di puntare sulla crescente e dinamica scena artistica della metropoli californiana.
Quest’anno, LaViola ha seguito l’esempio di molti, trasferendosi a Tribeca, su Broadway, tra le strade Franklin e White, dove ha avuto la possibilità di triplicare lo spazio della sua galleria. Qui, dopo anni passati in periferia, si ritrova a lavorare vicino a mostri sacri del calibro di Pace e Almine Reche.
Tuttavia, questa mossa coincide con un’altra flessione del mercato artistico. Negli ultimi dodici mesi, più di una dozzina di gallerie, tra cui quelle di David Lewis e Simone Subal, hanno chiuso i battenti a New York, mentre importanti gallerie come David Zwirner e White Cube hanno dovuto licenziare il personale. Molte altre stanno ancora lottando per rimanere a galla poiché le vendite si sono prosciugate dopo il boom dell’era pandemica.
Trottole tra New York e Los Angeles per le aperture di nuove opere di artisti come Nadya Tolokonnikova, fondatrice delle Pussy Riot, e la pittrice di origine caraibica Naomi Lisiki, Allegra LaViola guarda con entusiasmo al futuro: un segno di quanto sia fondamentale perseverare, anche nei momenti di crisi, per restare sulla cresta dell’onda nel mondo dell’arte contemporanea.



