La candidatura di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028 si presenta come un progetto ampio e strutturato che individua nella cultura il principale motore di trasformazione urbana e sociale. Il dossier, intitolato “Ancona. Questo Adesso”, è stato presentato al Ministero della Cultura e prende ispirazione dalle parole del poeta anconetano Francesco Scarabicchi, suggerendo una visione che mette in relazione memoria storica e progettazione del futuro. In questa prospettiva la città adriatica si propone come un laboratorio culturale capace di connettere patrimonio, innovazione e dimensione europea, con il mare come elemento identitario e matrice comune di numerosi progetti.
Il dossier si fonda su quattro macroaree progettuali che riflettono la morfologia e la storia della città: Questo Mare, Via Maestra, Adesso Parco e Mare Culturale. Queste coordinate strategiche costituiscono l’ossatura di un programma che prevede oltre ottanta progetti originali e site-specific, sviluppati con il contributo di figure di primo piano della cultura italiana e internazionale. Tra i protagonisti figurano il premio Oscar Dante Ferretti, il regista Abel Ferrara, studiosi e curatori come Francesco De Melis, Enrico Maria Dal Pozzolo, Marco Ansaldo, Gabriele Simongini, Rachele Dubbini e Giuliana Giusti, insieme ad artisti e musicisti come Dardust e il collettivo Quiet Ensemble.
La prima macroarea, Questo Mare, si concentra sulla valorizzazione del porto e del rapporto storico tra la città e l’Adriatico. L’obiettivo è riconnettere Ancona al suo elemento più distintivo, non solo come paesaggio ma come spazio culturale attivo. Tra i progetti previsti vi è una narrazione cinematografica dell’Arco di Traiano affidata ad Abel Ferrara e il rafforzamento del ruolo della Mole Vanvitelliana, destinata a diventare uno dei principali poli culturali della città con il Museo della Civiltà del Mare Adriatico diretto da Dante Ferretti. A questo si affiancano iniziative dedicate alla memoria visiva e sonora del mare e programmi di cooperazione con città dell’Adriatico come Dubrovnik, Spalato, Zara e Venezia, rafforzando la dimensione internazionale della candidatura.
La seconda area progettuale, Via Maestra, attraversa il centro storico fino all’antica acropoli della città. Qui il progetto culturale si concentra sulla valorizzazione dei musei e dei luoghi storici, mettendo in rete istituzioni come il Museo Archeologico Nazionale delle Marche e la Pinacoteca Civica. Il percorso prende il nome dall’umanista del Quattrocento Ciriaco d’Ancona, figura simbolica del dialogo tra culture mediterranee. Tra le iniziative previste figurano mostre di ricerca dedicate al Rinascimento adriatico e a Lorenzo Lotto, studi sul rapporto tra Ancona e il Grand Tour, oltre a progetti che esplorano il ruolo dell’arte e della cultura al femminile nel segno simbolico di Venere, antica divinità legata al tempio greco-romano dell’acropoli.
La terza macroarea, Adesso Parco, unisce dimensione naturale e progetto culturale attraverso il Parco del Cardeto, uno dei luoghi più suggestivi della città affacciato sul mare. Qui il dossier prevede la realizzazione di giardini poetici immersivi dedicati ai poeti marchigiani Franco Scataglini e Francesco Scarabicchi, oltre a itinerari culturali che collegano Ancona ai principali cammini europei certificati dal Consiglio d’Europa. Il progetto si estende idealmente fino al Parco del Conero, che aspira al riconoscimento come Geoparco UNESCO, rafforzando il dialogo tra paesaggio naturale, storia e turismo culturale.

La quarta area, Mare Culturale, interpreta invece il mare come hub di produzione creativa contemporanea. Il programma include arti performative, musica, poesia e progetti digitali sviluppati in collaborazione con istituzioni riconosciute dal Ministero della Cultura, come Marche Teatro e la Fondazione Muse, che cura la stagione lirica cittadina. Festival consolidati come Adriatico Mediterraneo, Popsophia e Pensiero Plurale saranno affiancati da nuovi progetti dedicati ai linguaggi digitali, al videomapping e alle tecnologie immersive applicate ai monumenti simbolo della città, come l’Arco di Traiano e il Passetto. In questa prospettiva Ancona ambisce a diventare un polo creativo per l’audiovisivo, il gaming e la produzione culturale contemporanea.
Un elemento centrale della candidatura riguarda il tema dell’accessibilità culturale, sviluppato con il contributo del Museo Tattile Statale Omero, eccellenza internazionale nella fruizione dell’arte per persone con disabilità visiva. Il progetto valorizza inoltre le tecnologie digitali attraverso la collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche, integrando ricerca scientifica, innovazione e patrimonio culturale.
Dal punto di vista economico, il dossier prevede un importante piano di investimenti: oltre 50 milioni di euro destinati alla rigenerazione urbana e circa 70 milioni di euro provenienti dai fondi per la ricostruzione post-sisma del 2016 per interventi strategici in città. L’intero progetto è sostenuto da una rete ampia di istituzioni pubbliche, università, enti culturali e realtà economiche locali, a dimostrazione di un forte coinvolgimento territoriale.
La candidatura di Ancona 2028 si configura dunque come una visione complessiva che intreccia patrimonio storico, paesaggio marittimo, innovazione tecnologica e produzione artistica contemporanea, proponendo un modello di città in cui la cultura diventa infrastruttura strategica per lo sviluppo sociale ed economico del territorio.


