La luce è una materia che sfugge e insieme costruisce tutto. Disegna i volumi, modifica la percezione, rivela le superfici, trasforma lo spazio in esperienza. Prima ancora di diventare immagine, è una condizione dello sguardo. Da questa consapevolezza prende forma Antonio Barrese: Morfologie di luce, la nuova mostra temporanea della Fondazione Marcello Morandini di Varese, visitabile dal 21 giugno al 20 dicembre 2026 e curata da Stefania Gaudiosi. Un percorso ampio, dedicato a uno dei protagonisti italiani della ricerca artistica tra arte, scienza, progetto e sperimentazione tecnologica.
Antonio Barrese, fondatore e anima del Gruppo MID – Mutamento Immagine Dimensione, appartiene a quella generazione di artisti che, dagli anni Sessanta, ha guardato all’opera come a un sistema aperto, dinamico, capace di coinvolgere percezione, movimento, spazio e spettatore. La sua ricerca nasce dentro un clima culturale in cui l’arte abbandona la centralità dell’oggetto statico per diventare processo, relazione, dispositivo visivo e mentale. In questo senso, Barrese lavora su un terreno ancora oggi estremamente attuale: quello in cui la forma non è soltanto risultato estetico, ma strumento di conoscenza.
La mostra riunisce una selezione di immagini e opere interattive realizzate tra il 1965 e il 2025, restituendo la continuità di una ricerca lunga sessant’anni. Al centro c’è la luce, indagata come materia formale e concettuale, energia capace di generare spazio e attivare nuovi modi di vedere. Non semplice effetto ottico, quindi, ma linguaggio. Non decorazione luminosa, ma struttura del pensiero. Nelle opere di Barrese, la luce assume una funzione progettuale: organizza, scompone, mette in tensione, invita il pubblico a una partecipazione attiva.
Il titolo, Morfologie di luce, suggerisce proprio questa idea di trasformazione. La luce non è un elemento immateriale e indistinto, ma una presenza che produce forme, variazioni, campi percettivi. Attraverso dispositivi visivi e lavori interattivi, l’artista costruisce ambienti in cui lo spettatore non resta davanti all’opera, ma entra in una relazione fisica e cognitiva con essa. Guardare significa misurarsi con instabilità, riflessi, variazioni, risposte percettive. L’opera accade nello spazio e nel tempo dello sguardo.
Alla base del lavoro di Barrese c’è una convinzione forte: arte, scienza e progettazione condividono una stessa missione, quella di immaginare e anticipare il mondo che desideriamo costruire. È una posizione che restituisce all’arte un ruolo non ornamentale, ma conoscitivo e trasformativo. La sperimentazione tecnologica, nella sua ricerca, non coincide con la fascinazione per il nuovo in sé. Diventa piuttosto un modo per esplorare le potenzialità nascoste della percezione, per allargare la nostra capacità di leggere lo spazio e comprendere la realtà.
La scelta della Fondazione Marcello Morandini appare particolarmente coerente. Il dialogo con l’eredità di Morandini, con la sua attenzione alla geometria, al ritmo, alla struttura e alla relazione tra arte e design, , rende la mostra un incontro naturale tra ricerche affini. Entrambi condividono l’interesse per la forma come costruzione razionale e sensibile, per l’immagine come organismo progettato, per l’esperienza visiva come campo di precisione e meraviglia. In questo contesto, Morfologie di luce non si limita a presentare opere, ma costruisce un ambiente immersivo in cui il pubblico può attraversare il pensiero dell’artista.
Il progetto espositivo, patrocinato da Regione Lombardia e dal Comune di Varese, sarà accompagnato da un ricco programma di attività culturali, educative e inclusive. Due conferenze pubbliche gratuite, in programma il 9 ottobre e il 18 dicembre alle 18.30, vedranno protagonisti Antonio Barrese e la curatrice Stefania Gaudiosi, offrendo al pubblico un’occasione di approfondimento sui contenuti della mostra, sui processi creativi e sulle linee di ricerca che attraversano il progetto. A queste si aggiungono due visite guidate serali, previste il 19 settembre e il 12 dicembre alle 17.30, condotte dall’artista e dalla curatrice e concluse da un aperitivo negli spazi della Fondazione.
Grande attenzione è riservata anche ai più giovani, con visite guidate per bambini, i Kids Lab della Fondazione Marcello Morandini e il campus estivo Tra Forme & Colori, ampliato nel 2026 a tre settimane di attività tra luglio e settembre. Laboratori, esperienze creative e momenti di scoperta permetteranno a bambine e bambini di avvicinarsi ai temi della mostra attraverso il gioco, la sperimentazione e il contatto diretto con il linguaggio visivo di Barrese.
La Fondazione conferma inoltre il proprio impegno nei campi dell’inclusione e dell’educazione con il progetto Memorie d’arte, dedicato alle persone con demenza senile e Alzheimer e ai loro accompagnatori, e con i percorsi didattici per le scuole realizzati in collaborazione con Ambarabart SRLS. Completano il programma la quarta edizione della residenza d’artista della Fondazione e la pubblicazione del catalogo, prevista per settembre, pensata come strumento di documentazione e approfondimento critico.
Con Antonio Barrese: Morfologie di luce, la Fondazione Marcello Morandini invita il pubblico a entrare in una dimensione in cui la luce diventa forma, pensiero, esperienza condivisa. Barrese ci ricorda che vedere non è mai un atto passivo: è un modo di conoscere, orientarsi, immaginare. E forse proprio qui, tra arte e scienza, tra tecnologia e percezione, la luce rivela la sua forza più profonda: non illumina soltanto il mondo, ma ci insegna a guardarlo di nuovo.




