Apex, breve storia dello Stegosauro venduto da Sotheby’s per 44 milioni

Quando il martello di Phyllis Kao ha schioccato, il wall luminoso di Sotheby’s segnava 44,6 milioni di dollari (commissioni incluse). In questa sonnacchiosa estate la guerra per accaparrarsi Apex ha fatto scendere un riverente senso di stupore nella sala al 1334 York Avenue. Tra gli applausi dei  presenti, dopo una battaglia a colpi di milioni durata oltre 15 minuti, Apex è stato aggiudicato ben 11 volte sopra la sua stima minima.  

“Sono solo numeri a questo punto”  

Questa è l’emblematica frase pronunciata da Kao quando la battaglia a suon di rilanci stava  volgendo al termine. La storia stava per essere scritta. Apex stava per essere venduto e sarebbe diventato il più prezioso “mucchio” di ossa del pianeta.  

Ma cos’è Apex? Beh, si tratta di uno scheletro di Stegosauro, il più noto tra i dinosauri  “corazzati”, caratterizzato dalla forma distintiva e dalla disposizione dell’armatura dermica sul  dorso, che si estende dal collo alla coda. Un esemplare rarissimo data l’incredibile completezza, 254 elementi ossei su un totale approssimativo di 319. 

Photo Credit Matthew Sherman

Apex è stato scoperto su un terreno di proprietà privata in Colorado, vicino alla città di Dinosaur,  così chiamata per la sua vicinanza al Dinosaur National Monument, la più ricca regione di fossili di dinosauro degli Stati Uniti grazie alla presenza della Formazione Morrison, una sequenza distinta di rocce sedimentarie risalenti al Giurassico sita negli Stati Uniti Occidentali, tra Colorado e Wyoming. 

Questo straordinario Stegosauro, che girovagò sulla Terra 150 milioni di anni fa, rappresenta  l’ultimo di una lunga serie di dinosauri passati in asta e venduti a cifre astronomiche. Uno  scheletro di Tyrannosaurus Rex, noto come Stan, è stato venduto da Christie’s per quasi 32  milioni di dollari nell’ottobre 2020, mentre nel 2022, i resti di un Deinonychus antirrhopus, la creatura che ha ispirato il Velociraptor in Jurassic Park, sono stati venduti per 12,4 milioni di dollari.  

Il primo fossile in assoluto venduto in asta, che ha aperto una lunga tradizione di dinosauri unici e  importanti offerti da Sotheby’s, si chiama Sue (un esemplare di T-Rex) e ha raggiunto 8,2 milioni di dollari nel 1997. 

La vendita di Apex segna un momento significativo, poiché è la prima volta che una casa d’aste  lavora per portare sul mercato un esemplare di dinosauro a partire dal giorno del suo  ritrovamento. Cassandra Hatton, specialista di Sotheby’s, ha collaborato a stretto contatto con il proprietario per documentare l’intero processo, dalla scoperta e scavo al restauro, preparazione e montaggio, garantendo che la documentazione e la vendita dell’esemplare fossero gestite con i più alti standard. 

. EPA/SARAH YENESEL

Non è tutto oro quel che luccica. Le vendite di fossili di dinosauro hanno sconvolto gran parte dei  paleontologi di tutto il mondo che mal sopportano la “commercializzazione della storia evolutiva”.  Gli scienziati temono anche che i prezzi dei fossili saranno fuori dalla portata delle istituzioni e che  nelle collezioni private non saranno disponibili per la ricerca futura. 

Ovviamente di diverso avviso è Cassandra Hatton che ha dichiarato di non conoscere nessuno  che voglia comprare un dinosauro e nasconderlo in un bunker. Il resto dell’asta non ha detto molto, è stata una lunga sfilza (54 lotti) di ossa, meteoriti e animaletti che hanno esalato l’ultimo respiro diversi milioni di anni fa.  

Considerando che l’intera asta ha raccolto 45,8 milioni di dollari (commissioni incluse), possiamo dire, senza troppa ironia, che gli altri 53 lotti hanno totalizzato quanto l’artrite di Apex. Beh si,  Apex soffriva di artrite (lo dicono i paleontologi). Sarà uno Stegosauro a salvare l’estate di Sotheby’s?

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Andrea Cacàci
Andrea Cacàci
Art dealer e gallery manager presso la Galleria 1/9unosunove di Roma. Laureato in Storia dell’Arte all’Università “La Sapienza” di Roma e con un master in Art Management presso la Luiss BS. Ha sempre dedicato un’attenzione particolare all’arte contemporanea e ultra contemporanea, alle sue dinamiche e al punto d’incontro tra arte ed economia.

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