“Archeologi scoprono rare lingue d’oro in una camera funeraria egiziana”

Archeologi scoprono rare lingue d’oro in una camera funeraria egiziana: le straordinarie ritualità funebri nell’antico Egitto

In un affascinante viaggio attraverso il tempo, passione, arte e storia si incontrano all’interno della disciplina dell’archeologia. Raccontare le scoperte archeologiche significa esplorare storie silenziose depositate nel cuore della terra, che riaffiorano come misteriosi geroglifici pronti a rivelare i segreti delle civiltà passate.

Recentemente, un team di archeologi è riuscito a portare alla luce un’incredibile scoperta in una camera funeraria egiziana. Nel sito archeologico di Oxyrhynchus, noto in arabo come Al-Bahnasa, gli studiosi hanno rinvenuto tredici mummie con delle lingue d’oro all’interno della bocca. L’antica cultura egizia credeva che questo accessorio in oro puro permettesse all’anima del defunto di comunicare nell’oltretomba. Un rituale funebre affascinante, ricco di ritualità e che conferma una volta di più l’importanza dell’oro nella cultura dell’antico Egitto.

La scoperta è frutto di un’intensa collaborazione tra una missione spagnola e quella egiziana, riuscite a localizzare tre camere funerarie sotterranee dopo un’estenuante escavazione. Ma cosa hanno in comune l’archeologia, le scoperte archeologiche, l’antico Egitto e l’oro? L’oro ha sempre rivestito un ruolo di primo piano nei riti funebri degli antichi Egizi: lo consideravano un materiale divino, una sorta di inviolabile rivestimento per l’anima. Le lingue d’oro, quindi, non sono altro che espressione di questa profonda credenza.

Risalenti al periodo tolemaico, vale a dire dal 330 a.C. al 30 a.C., le mummie rappresentano un equilibrio perfetto tra l’arte e la storia che l’Artnet tenta costantemente di promuovere. Ma le lingue d’oro non sono l’unico incredibile ritrovamento compiuto dagli archeologi. All’interno delle camere funerarie sono stati infatti scoperti anche dettagliati dipinti murali e amuleti scolpiti a forma di vari dèi, tra cui Iside, Horus e Jehuti.

Oltre alle mummie, sono stati ritrovati anche incredibili amuleti e scarabei, risalenti ai tempi di Grecia e Roma. Il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano ha dichiarato che le missioni continueranno a lavorare sul sito per svelare altri misteri di questa straordinaria area archeologica.

La scoperta delle lingue d’oro non è purtroppo un’evento unico. Negli ultimi anni, sono state rinvenute numerose lingue d’oro in altre tombe egiziane. Nel 2021, ad esempio, archeologi al lavoro nei sobborghi della città di Alessandria hanno scoperto due individui sepolti con delle lingue realizzate con questo prezioso materiale. Più tardi nello stesso anno, lo stesso team dell’Università di Barcellona ha ritrovato tre ulteriori lingue d’oro a Oxyrhynchus, in una tomba completamente sigillata.

Studiare l’Archeologia significa imparare a leggere la storia dell’umanità attraverso i suoi reperti. Ogni scoperta archeologica è un prezioso tassello che contribuisce a ricostruire un affascinante mosaico fatto di cultura, arte e sapienza. Le lingue d’oro dell’antico Egitto rappresentano un’intrigante testimonianza dei complessi riti funebri praticati in quel periodo. Come ogni ritrovamento, suscitano domande e stimolano la curiosità, alimentando quella passione per la scoperta che continua a spingere gli archeologi verso nuove frontiere della conoscenza.

I dettagli di questa straordinaria scoperta saranno resi noti nelle prossime pubblicazioni scientifiche, alimentando ulteriormente l’interesse del pubblico e degli studiosi. Come sempre, l’Artnet sarà pronta a raccontare tali sviluppi, riportando le più recenti novità dal mondo dell’archeologia e delle arti.

CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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