Un consiglio: concedetevi una giornata nella quiete dell’Oltrepò Pavese, a circa 45 km da Milano e 20 km da Pavia, esiste un luogo lontano dai grandi flussi turistici, dove l’arte ha scelto di vivere all’aria aperta, fondendo l’allestimento museale con il paesaggio fluviale e il tessuto del borgo. È Arena Po: un piccolo paese sulla riva destra del grande fiume Po che scorre come una memoria liquida della pianura, si sta trasformando in un museo diffuso grazie al MAAAPO – Museo Arte Ambiente Arena Po, progetto visionario dell’artista Gaetano Grillo.
Sabato 2 maggio 2026 torna ArenaripArte, giunto alla sua quinta edizione. L’evento è ormai uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: il borgo si anima con nuove installazioni artistiche, incontri e mostre, offrendo ogni volta nuove occasioni di scoperta e partecipazione. La giornata offrirà un’esperienza completa, con la presentazione di una grande opera di Alik Cavaliere, nel centenario della sua nascita: la monumentale installazione in bronzo L’albero del Giamaica, opera di forte impatto destinata definitivamente al Museo di Brera. Il valore dell’artista e della sua ricerca sarà approfondita dagli interventi della figlia Fania Cavaliere, di Domenico Piraina, direttore Cultura del Comune di Milano, e di Franco Marrocco, direttore dell’Accademia di Brera.

Saranno inaugurate anche sei nuove installazioni firmate da artisti di rilievo internazionale come Marco Lodola, Hidetoshi Nagasawa, Luigi Mainolfi, Che Jianquan, Alberto Ghinzani e Paolo Iacchetti. In programma anche una mostra storica inedita dedicata a Mario Sironi, curata da Davide Cammi ed Elenja Sarchi. Nel pomeriggio si terrà un incontro sul tema “Arte – Energia – Ambiente”, occasione di riflessione sul ruolo dell’arte nella società contemporanea, tra sostenibilità, paesaggio e nuove visioni. Interverranno lo storico dell’arte Flavio Caroli insieme a Gianfranco Maraniello, direttore dei Musei d’Arte Moderna di Milano, e Don Alberto Lolli, direttore dello storico Collegio Borromeo e ideatore di Horti, parco naturalistico di 35.000 mq a due passi dal centro storico di Pavia (un tempo destinato a orti e frutteti, oggi è un giardino d’arte dove, tra natura e architetture storiche, si inseriscono opere contemporanee come la Triade di Arnaldo Pomodoro e la Fab4 luminosa di Marco Lodola. L’ex chiesa ospita inoltre uno spazio polivalente con un wall drawing site-specific di David Tremlett). All’incontro parteciperanno anche gli artisti Omar Galliani, Massimo Kaufmann, Remo Salvadori e Renzogallo.

La giornata sarà accompagnata da momenti musicali dal vivo, con arpa e violoncello, a cura di Simona Marchesi e Bartolomeo Dandolo Marchesi. Debutta una proposta gastronomica d’eccezione: gli “Gnocchi di Po alla Marchesi”, reinterpretazione della tradizione locale firmata dalla Fondazione Gualtiero Marchesi, accompagnata da degustazioni dedicate al Pinot Nero, eccellenza del territorio, curate dall’50 Sfumature di Pinot Noir APS.
ArenaripArte rappresenta il punto di arrivo di un progetto nato nel 2017 da un’intuizione dell’artista Gaetano Grillo (nato a Molfetta nel 1952 e trasferitosi giovanissimo a Milano per studiare all’Accademia di Brera con Alik Cavaliere) quando acquista una casa nel borgo allora in progressivo spopolamento. “Ero docente a Brera e direttore della scuola di pittura – ha raccontato Gaetano Grillo – L’anno successivo, grazie a una convenzione con l’Accademia di Brera, coinvolgendo alcuni colleghi per portare le loro opere, nasce il progetto ‘Borgo d’Arte’” primo nucleo del futuro MAAAPO, un museo a cielo aperto che unisce arte e natura”. La prima Installazione: la scultura in bronzo IN-ES (Inspirare-Respirare) di Giuseppe Maraniello, sospesa tra leggerezza e monumentalità.

Da allora il progetto è cresciuto in modo organico, anche con il contributo della Fondazione LGH del Gruppo A2A, impegnata nella valorizzazione del patrimonio artistico pavese e oggi il MAAAPO, Presidente Emerito il magistrato Livia Pomodoro, conta 32 opere permanenti, distribuite tra il borgo e l’ambiente fluviale: sculture, installazioni, arte muraria e interventi site-specific, firmate da alcuni dei più importanti artisti italiani e internazionali, creando un ponte tra diverse generazioni e linguaggi artistici.
Tra questi figurano Costas Varotsos, Gianni Cella, Riccardo Cordero, Nicola Salvatore, Antonio Ievolella, Gianfranco Notargiacomo, Aldo Spoldi, Igino Legnaghi, Antonio Paradiso e Alberto Ghinzani. Il percorso si estende fino alla dimensione più concettuale di Hidetoshi Nagasawa e Renzogallo, attraversa la Transavanguardia con Luigi Mainolfi e Giuseppe Maraniello. Allora, fra le tante opere, ci si può ritrovare a rallentare il passo e lo sguardo nel centro storico davanti a un frammento di cielo di Tommaso Cascella, dalle campiture azzurre e bianche che sembrano vibrare, come se il colore fosse in continuo movimento. alla granitica “Donna con bambino”, scultura di Alik Cavaliere del 1949 in pietra di Verona, collocata in una posizione enigmatica, con lo sguardo attonito rivolto verso l’argine. Allo stesso modo, attirano l’attenzione i maestosi bronzi di Omar Galliani, rara incursione dell’artista nel campo della scultura.

Il nome è nel Vello è il titolo che suggerisce un legame con la mitologia. E ancora: il grande murale del maestro Gianni Asdrubali (misura circa due metri per sedici) realizzata in bianco e nero, dalle pennellate veloci, cariche di energia. Affaccia-menti dello scultore e pittore umbro Bruno Ceccobelli: due teste modellata in terracotta ridotte a forme essenziali, come emerse da una memoria antica. Le due figure si fronteggiano: si guardano e guardano ,e diventano presenze simboliche e meditative, evocando una dimensione quasi rituale dello sguardo e della relazione umana. Come fossero in attesa di un incontro.
I riferimenti all’acqua del fiume si intrecciano in diverse opere. In A filo di Po (2018) di Nicola Salvatore, realizzata in ferro e acciaio, l’immaginario si fonde con una crudezza quasi visionaria: un cetaceo disorientato dall’inquinamento, dall’Adriaco, risale controcorrente il grande fiume. Fra le fronde dei pioppi e il verde degli arbusti, lungo il paesaggio fluviale, affiora la gondola di Marco Nereo Rotelli. E arrivata dal mare, carica di detriti raccolti nei fondali della laguna veneziana. Dipinti di un intenso blu Klein, diventa parte dell’installazione dal chiaro titolo Blue Clean Water per un messaggio che unisce tensione poetica e consapevolezza etica, trasformando il gesto artistico in un invito alla cura e alla rigenerazione dell’acqua. Una delle opere più recenti della collezione, presentata in occasione di ArenaripArte 2025, è il dipinto Contaminazioni di Adele Prosdocimi: forme bianche che si muovono sui toni del blu, evocando onde, acquatiche o forse sonore. Un racconto visivo di culture che si intrecciano, di una civiltà fluida come quella in cui viviamo.
Info: Quando: sabato 2 maggio 2026, dalle ore 11:00 alle ore 19:00
Dove: Arena Po (PV) – Cantiere Museo Grillo, Sala Consiglio Comunale, Percorso e Museo MAAAPO
Sito Web: www.maaapo.it



