Irriverente, provocatoria ma soprattutto molto divertente. Stiamo parlando di Arianna Porcelli Safonov, scrittrice, autrice satirica e storyteller che, in una calda sera d’estate, si è esibita al pubblico milanese nella suggestiva location del Castello Sforzesco.
In occasione del Festival della Bellezza, che nel 2025 festeggia la sua XII edizione, l’artista ha presentato il suo monologo teatrale dal titolo “Sussidiario Mistico”. Un tuffo nel passato tra i banchi di scuola ma anche un omaggio ai laureati, agli studenti e ai loro insegnanti, categoria spesso trascurata ma a cui si deve l’educazione di intere generazioni. Insomma, un vero e proprio elogio a chi sceglie la cultura come mestiere e ne fa la sua arte, forma di battaglia contro l’ignoranza.
Erano solo lei e la sua voce su quel palco, eppure nessuno riusciva a staccarle gli occhi di dosso. Impossibile distrarsi, quello che racconta Arianna è così coinvolgente e alla portata di tutti che diventa semplice immedesimarsi. Ci parla della sua storia e della sua esperienza personale in merito al lavoro, alla scuola, ai suoi vicini di casa, alla sua vita insomma; eppure attraverso una chiave ironica, non si esime dall’inserire all’interno del suo monologo piccole e sottili critiche sociali, dei più svariati argomenti.
Si potrebbe dire che Arianna Porcelli Safonov affronta temi complessi trattati con leggerezza, nel senso più positivo del termine. Dalla maternità alla precarietà salariale, dalla difficoltà degli adolescenti di oggi nell’esprimersi allo smodato uso di internet e della tecnologia, fino al confronto tra la vita di un tempo e quella di oggi. Attraverso un modo di fare molto teatrale e una narrazione accattivante, l’attrice tra i bagliori della sera, ci fa tornare a casa con un sorriso un po’ amaro. Le risate, dovute alla sua spontaneità e alla sua grande bravura, sono sempre accompagnate da un retropensiero più serio sullo stato attuale del mondo. Un crocevia di emozioni che se ci pensiamo è proprio quello che dovrebbe farci provare l’arte.

Nata a Roma da papà russo e mamma milanese, si è laureata in Storia della Moda e del Costume. Dopo aver lavorato per dieci anni nell’organizzazione di eventi, decide di dedicarsi al teatro comico e alla conduzione televisiva. Arianna però non si limita solo al teatro. Dal 2008 infatti, apre il blog Madame Pipì, un contenitore di racconti e brevi invettive contro i drammi del costume sociale della nostra epoca. Da più di dieci anni invece, scrive libri per Fazi Editore. “Fottuta Campagna” del 2015, è una collana di racconti sulla sua esperienza di vita in cima agli Appennini, tra Liguria e Lombardia. “Storie di Matti”, pubblicato nel 2017, è invece un libro riflessivo sulla nostra epoca contemporanea.
Il festival all’interno del quale si è esibita l’artista, si conferma ancora una volta tra le più grandi e prestigiose manifestazioni nazionali ed è dedicato alla celebrazione dell’arte, della musica e della letteratura. Sotto l’ideazione e la direzione artistica di Alcide Marchioro e la direzione generale di Alessandra Zecchini, la manifestazione è promossa dalla Regione del Veneto, all’interno del programma regionale dei “Grandi Eventi”. Si tratta di un progetto che non coinvolge solo gli spazi veronesi ma anche molti altri in diverse regioni d’Italia.

Da Milano a Roma passando per la Sicilia, nell’affascinante tempio di Hera o nel più moderno cretto di Burri. I grandi nomi selezionati per l’edizione di quest’anno, che va dal mese di maggio fino a quello di ottobre, coinvolgono i professionisti più svariati, tra cui Dario Fabbri, giornalista e geopolitico, Umberto Galimberti, saggista, filosofo e grande critico italiano, Alessandro D’Avenia, scrittore di best-seller, ma anche la mitica Drusilla Foer, attrice, regista, conduttrice, personaggio di spicco dello spettacolo italiano, senza dimenticare i concerti di artisti italiani e internazionali, come Patti Smith, Noemi o Edoardo Bennato.
Ogni edizione del festival propone oltre ad un ricco programma variegato anche uno specifico tema. Quello di quest’anno è dedicato ala Meraviglia, “origine della conoscenza, dell’arte e della filosofia, è lo stupore che ci accompagna davanti al bello, al genio, alla profondità del pensiero e dell’armonia della natura. È anche ciò che spesso dimentichiamo di cercare, presi dalla frenesia del quotidiano ma che manifestazioni come questa hanno la forza di far riaffiorare”, scrive Luca Zaia, Presidente della Regione del Veneto.


