Il 28enne Taylor Pelton è stato arrestato in relazione al vandalismo avvenuto lo scorso 11 giugno alla casa di Anne Pasternak, direttrice del Brooklyn Museum. Il fatto è stato notiziato per la prima volta dal New York Daily News.
La residenza di Pasternak, situata a Brooklyn Heights, era stata presa di mira da atti vandalici che hanno visto la proprietà imbrattata con vernice rossa. Tale gesto sembra legato a un atto di protesta nei confronti dei presunti rapporti tra il museo e organizzazioni sioniste. Durante l’episodio, sono state coinvolte anche le abitazioni di diversi membri del consiglio di amministrazione del museo.
Taylor Pelton è stato accusato di reato di danno criminale con aggravante dell’odio. Le indagini proseguono per individuare altri cinque sospetti coinvolti.
Durante il raid vandalico, presso l’abitazione di Pasternak è stato esposto uno striscione con la scritta “Anne Pasternak / Brooklyn Museum / Sionista supremazista bianco” seguito da un’accusa più diretta: “Finanzia il genocidio”, visibile in caratteri rossi più piccoli.
L’evento è stato aspramente condannato dal sindaco di New York City, Eric Adams, che ha pubblicamente promesso di “portare alla giustizia i rei di questo atto criminoso”.
L’episodio è stato inoltre denunciato dalla Associazione dei Direttori di Musei d’Arte, un gruppo industriale che raggruppa circa 240 dirigenti istituzionali tra cui la stessa Pasternak. L’associazione ha condannato “in modo inequivocabile e decisamente” il gesto, descrivendolo come un atto di antisemitismo.
Il Brooklyn Museum è spesso finito nel mirino di artisti, attivisti e lavoratori del campo culturale per i suoi presunti legami finanziari con Israele. Di recente, alcuni tra questi soggetti hanno chiesto alla direzione del museo di dichiarare pubblicamente l’azione militare israeliana a Gaza come un genocidio.
Il 31 maggio, una grande manifestazione in favore della Palestina si è conclusa davanti al Brooklyn Museum. Durante l’evento, una trentina di attivisti ha occupato l’ingresso del museo, richiedendo la divulgazione di eventuali rapporti finanziari con Israele. Al di fuori del museo, circa mille manifestanti hanno raccolto tale appello. Il tentativo di alcuni di penetrare all’interno del museo ha comportato l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno proceduto a effettuare diversi arresti, provocando polemiche.
Tra le proteste recenti, a dicembre, il Brooklyn Museum è stato al centro dell’attenzione per il suo partenariato con la Bank of New York Mellon, un’istituzione finanziaria che detiene investimenti nel produttore di armi israeliano Elbit Systems e che ha finanziato il Fondo Donor Advised Friends dell’Israel Defense Force.
Dall’inizio dell’attacco di Hamas il 7 ottobre, le autorità sanitarie palestinesi riferiscono di oltre 39.000 vittime nella Striscia di Gaza a causa della campagna aerea e terrestre di Israele.
Il Brooklyn Museum continua ad essere un punto di riferimento per la comunità locale, malgrado le polemiche gli atti vandalici rilevati negli ultimi mesi. La situazione resta complessa e delicata, con la speranza che l’arte e la cultura possano giocare un ruolo unificante per la comunità, nonostante le tensioni politiche e sociali.



