Art Basel parla (anche) italiano: le nostre gallerie alla conquista della fiera

Come ogni anno il momento è arrivato: la più importante fiera dell’anno apre i battenti oggi martedì 17 giugno, con due giornate di preview su invito, poi dal giovedì apertura al pubblico.

Le migliori gallerie del mondo sono approdate a Basilea con il meglio delle loro collezioni. In tutto, oltre 280 espositoriquattro in più rispetto allo scorso anno — provenienti da 42 paesi, tra cui spiccano una ventina di gallerie italiane. Da Lia Rumma a Tornabuoni, passando per Raffaella Cortese e Galleria Continua, è ben rappresentato il panorama del mercato nostrano.

Come da tradizione, le gallerie approfittano di Art Basel per esibire i loro pezzi più ambiziosi. Pace presenterà quella che con ogni probabilità sarà l’opera più preziosa dell’intera fiera: Homme à la pipe assis et amour (1969) di Pablo Picasso, con una valutazione che si aggira attorno ai 30 milioni di dollari. La svizzera Hauser & Wirth risponderà con Migration (1978) di Philip Guston, proposto a 7,5 milioni di dollari. Non mancheranno le gallerie più attente al linguaggio ultra-contemporaneo, come Karma, che porterà in fiera un trittico di artisti blue-chip da collezione: Milton Avery (Dead Trees with Firs, 1,35 milioni), Jonas Wood (Wimbledon M2, 1,95 milioni) e Alice Neel, con un olio su tela dal valore stimato di circa 1 milione di dollari.

Cosa troveremo negli stand delle gallerie provenienti dalla penisola?

Tra le gallerie italiane presenti ad Art Basel 2025, spicca Fanta-Mln (Milano), new entry che debutta con un nuovo nucleo di sculture della serie Clockworks firmate dalle artiste svizzere Michèle Graf (1987) e Selina Grüter (1991). Le opere, composte da ingranaggi smontati di orologi, fotocamere e calcolatrici, si trasformano in sculture cinetiche, evocando il tempo come processo in costante mutazione.

Nella sezione Feature, M77 Gallery propone il lavoro pionieristico di due protagoniste della scena milanese: Nanda Vigo (1936) e Grazia Varisco (1937), con opere degli anni Sessanta dal valore storico e museale.

Alfonso Artiaco riunisce una selezione di artisti tra i più rappresentativi della sua galleria: Giulio Paolini, Carl Andre, Jannis Kounellis, Sol LeWitt, Gilbert & George, Liam Gillick, Ann Veronica Janssens, Ugo Rondinone, Anri Sala, Jana Schroeder, accanto ai più giovani Paolo Bini, Diego Cibelli e Veronica Bisesti.

Cardi Gallery partecipa ad Art Basel Unlimited con il ciclo completo dei Testimoni di Mimmo Paladino, esposto per la prima volta integralmente al di fuori dell’Italia.

Franco Noero presenta due opere di Francesco Vezzoli e dedica lo spazio Kabinett a cinque tele di Pier Paolo Calzolari. A completare la proposta: opere di Hassan Sharif, due sculture in marmo di Anna Boghiguian, e lavori di Lara Favaretto, Eric N. Mack, Robert Mapplethorpe e Gabriel Kuri.

Protagonisti dello stand di Galleria Continua saranno Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren, Shilpa Gupta e Arcangelo Sassolino, con tre grandi progetti anche nella sezione Unlimited, firmati dagli stessi artisti.

Galleria dello Scudo (Verona) costruisce la sua proposta intorno a maestri italiani del Novecento: Giorgio de Chirico, Carla Accardi, Antonio Sanfilippo, Afro, Tancredi, e due importanti opere di Emilio Vedova, una grande tela del 1960 e un tondo del 1987.

Nella Hall 2.0, Gio Marconi esporrà opere di Mimmo Rotella, Mario Schifano, Louise Nevelson, Lucio Fontana, Man Ray, Lee Ufan, affiancati da Alex Da Corte, Allison Katz, Tai Shani e Patrizio Di Massimo. Nella sezione Unlimited, la galleria propone Intolerance (1974), trittico tra i più emblematici di Valerio Adami.

Lia Rumma punta su tre grandi nomi: William Kentridge, Gian Maria Tosatti e Joseph Kosuth. Massimo Minini, veterano della fiera dal 1977, presenta un dialogo tra Alessandro Mendini e Peter Halley.

MASSIMODECARLO conferma la sua vocazione internazionale con opere di McArthur Binion, Jennifer Guidi, Elmgreen & Dragset, Jamian Juliano-Villani, Ludovic Nkoth, Maurizio Cattelan, oltre a lavori di Boetti e Gnoli provenienti dal mercato secondario.

Tra i protagonisti del mercato storico, Tornabuoni Art espone la rara e monumentale Integrazione Plastica (1971) di Paolo Scheggi, un Sacco di Burri, e opere di Fontana e Parmiggiani.

Mazzoleni presenta una potente selezione del Novecento italiano: de Chirico, Fontana, Burri, Manzoni, Melotti, Bonalumi e Salvo. Tucci Russo riunisce opere di Daniel Buren, Giuseppe Penone, Giulio Paolini e Tony Cragg. Tra le gallerie romane, Magazzino propone un suggestivo confronto tra passato e presente con Vesuvius (1985) di Andy Warhol, Vestito Terremoto di Joseph Beuys, e opere di Elisabetta Benassi, Mircea Cantor, Antonio Biasiucci e Namsal Siedlecki.

Lorcan O’Neill dedica una parete a Tracey Emin, con due dipinti e una grande opera su carta, e un’altra a Giorgio Griffa.

Nonostante le evidenti tensioni che attraversano il contesto globale, il clima è positivo. Art Basel rappresenta un nuovo banco di prova per un mercato dell’arte instabile e imprevedibile. Le ultime aste non hanno dato segnali rassicuranti. Questa fiera sarà l’ultima occasione, prima della pausa estiva, per capire se il sistema è pronto a risollevarsi.

Sarà quella buona? Ne riparleremo tra sette giorni.

CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

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Andrea Cacàci
Andrea Cacàci
Art dealer e gallery manager presso la Galleria 1/9unosunove di Roma. Laureato in Storia dell’Arte all’Università “La Sapienza” di Roma e con un master in Art Management presso la Luiss BS. Ha sempre dedicato un’attenzione particolare all’arte contemporanea e ultra contemporanea, alle sue dinamiche e al punto d’incontro tra arte ed economia.

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