Art Bites: Alla scoperta della ‘Piccola Ballerina’ di Degas

L’unico modello tridimensionale che lo straordinario pittore francese Edgar Degas scelse di condividere con il mondo fu accolta dall’indignazione generale. Degas debuttò con la sua fusione verosimile di cera d’api, capelli umani e molto altro ancora, raffigurando la sua Piccola Ballerina di Quattordici Anni (1879-81) in occasione della mostra Impressionista del 1881 a Parigi. Il critico d’arte Paul Mantz stigmatizzò intensamente l’opera, definendo la figura una “fiore di depravazione precoce” affermando che “muove in avanti il viso, o meglio, il suo piccolo musetto – e questo termine è completamente corretto perché la piccola è l’inizio di un ratto”.

Nonostante le critiche, l’opera di Degas riuscì a conquistare il pubblico, soprattutto a partire dagli anni ’20. Ora, ci sono 27 repliche in bronzo e due in gesso della Piccola Ballerina diffuse in istituzioni e collezioni di tutto il mondo. L’originale, invece, risiede nella National Gallery of Art di Washington, D.C., custodito in una cassa di vetro.

Il severo giudizio di Mantz, che paragonava la figura ad un roditore, non era frutto di pura cattiveria. All’epoca, molte ragazze di estrazione umile affluivano ai balletti francesi per aiutare economicamente le proprie famiglie. Queste danzatrici, sperando in una carriera florente e in estimatori benestanti, erano chiamate colloquialmente “topi d’opera”. Ma la Piccola Ballerina di Degas non era un semplice topo d’opera: lei aveva un nome, Marie Van Goethem.

Figlia di un sarto e di una lavandaia, Marie Van Goethem viveva in un mondo di sacrifici ed umili paghe. La sorella maggiore Antoinette sosteneva la famiglia attraverso il lavoro più antico del mondo. La piccola Marie iniziò a danzare all’età di 11 anni, periodo in cui incontrò Degas.

Molti benefattori approfittavano della loro posizione per assillare le giovani ballerine dietro le quinte, comprando il loro affetto con promesse di una vita migliore. Degas, invece, usava il suo accesso privilegiato a Van Goethem per impiegarla come modella. Come osservato da Kimberly Jones, la curatrice di pittura francese del XIX secolo della National Gallery, “Pagava a Marie un giusto stipendio e, per quanto ne sappiamo, non abusò mai di lei”.

Marie venne allontanata dal mondo del balletto nel 1882, prima di poter affrontare l’esame di danza, a causa di un ritardo in una singola prova. Nessuno sa se fosse talentuosa. “Non sappiamo nemmeno quando o come Degas l’ha incontrata o perché lei, tra tutte, si sia distinta ai suoi occhi”, ha sottolineato Jones. “Dato il modo in cui la ritrae, mettendo in evidenza le sue membra sgraziate e la postura goffa, potrebbe essere stata la sua stranezza adolescenziale ad affascinarlo”.

Dopo aver lasciato il teatro, Marie Van Goethem sparì dalla vista del pubblico. Nessuno sa cosa le sia successo – anche se un musical del 2014 incentrato sulla sua storia termina con una nota di speranza. Si dice che la sorella minore Charlotte sia diventata una talentuosa ballerina. La storia dell’arte non è nemmeno sicura se Van Goethem sapesse di aver causato un tale scompiglio.

“Sembrerebbe improbabile se non impossibile che non ne avesse sentito parlare”, riflette Jones. “Lo scandalo viaggia sempre veloce.”

Questi succulenti bocconi d’arte portano alla luce fatti sorprendenti, aneddoti poco conosciuti o eventi curiosi della storia dell’arte. Queste deliziose chicche illuminano la vita di famosi artisti e decodificano le loro pratiche, mentre aggiungono nuovi strati di fascino a celebri capolavori.

CYFEST 17 poster announcing the International Media Art Festival: Natura Naturans—Human Beings, Nature, Landscape; May 8–Aug 31 at CREA Cantieri del Contemporaneo, Venice.

Newsletter

Follow us

Scelti per te

Da Erwin Wurm al Padiglione della Santa Sede: altri 3 luoghi imperdibili alla Biennale 2026

Oggi il nostro Venetian Journey ci porta in tre luoghi meno scontati, che vi suggeriamo di vedere in questa stagione espositiva a Venezia. Sono tre perle: un museo, una fondazione e un Padiglione (lo dichiariamo subito: per noi il più bello). Ma andiamo con ordine. 

Pinacoteca Agnelli e PISTA 500: i nuovi progetti di primavera tra visioni anticonformiste e riflessioni sulla contemporaneità

Uno sguardo anticonformista che ha anticipato la contemporaneità quello del fotografo Walter Pfeiffer (1946,Beggingen; Svizzera), così come lo era stato Amedeo Modigliani (1884, Livorno) con i tanti suoi nudi che ritraevano la pittrice Jeanne Hébuterne (musa e compagna di una vita, seppur breve), censurati alla sua prima mostra (chiusa prima di iniziare) alla galleria Berthe Weill di Parigi il 3 dicembre 1917. 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui