Dal 5 all’8 febbraio 2026 Bologna si trasforma in un grande palcoscenico dell’arte contemporanea con ART CITY Bologna, il programma culturale diffuso che accompagna Arte Fiera e coinvolge musei, fondazioni, palazzi storici e spazi non convenzionali della città. Con oltre 300 eventi tra mostre, installazioni, performance e talk, il calendario si presenta come una mappa ampia e articolata, non sempre facile da attraversare nella sua totalità.
Per questo abbiamo scelto di selezionare alcuni progetti particolarmente significativi, mostre che per chiarezza curatoriale, qualità delle opere e relazione con lo spazio riescono a restituire con maggiore efficacia il senso di questa edizione di ART CITY, offrendo al pubblico alcuni punti di orientamento all’interno di un programma estremamente denso.

IOCOSE – Pointing Nemo. Oltre lo spazio verso gli abissi
CUBO, museo d’impresa del Gruppo Unipol, dal 6 febbraio al 26 maggio 2026
CUBO affida a IOCOSE uno dei progetti più incisivi del suo programma, portando al centro una riflessione critica sull’immaginario della corsa allo spazio. Pointing Nemo. Oltre lo spazio verso gli abissi smonta le narrazioni di progresso e conquista tecnologica legate al fenomeno NewSpace, utilizzando il riferimento al punto più remoto dell’oceano come metafora di distanza, isolamento e costruzione ideologica del futuro. Un progetto che intreccia comunicazione, tecnologia e potere simbolico delle immagini, invitando a ripensare il modo in cui il futuro viene raccontato.

Marco Glaviano – Marco Glaviano a Bologna: Fashion Portraits
Palazzo Vassé | Deodato Arte, 4 febbraio 26 aprile
Dal 4 febbraio al 4 aprile 2026, Palazzo Vassé, all’interno della Galleria Cavour, ospita la grande mostra dedicata a Marco Glaviano, organizzata da Deodato Arte. L’esposizione riunisce quasi cento opere che ripercorrono la carriera di uno dei fotografi più influenti della moda e del lifestyle internazionale, autore capace di definire un’estetica riconoscibile tra anni Ottanta e Novanta. Tra ritratti iconici, polaroid e materiali d’archivio, la mostra restituisce una lettura ampia del suo lavoro e del ruolo centrale della fotografia nella costruzione dell’immaginario contemporaneo.

OPEN SPACE – Prima edizione
Palazzo Pallacini, 5-8 febbraio
A cura di Giulia Di Terlizzi
Per la prima volta, le sale affrescate di Palazzo Pallavicini diventano uno spazio espositivo interamente dedicato al confronto tra pratiche contemporanee e architettura storica. OPEN SPACE nasce come piattaforma aperta, pensata per mettere in dialogo visioni eterogenee e percorsi di ricerca differenti nel momento di massima intensità culturale della città. Il progetto riunisce opere presentate da gallerie italiane ed estere, affiancate da due Special Project di Franco Perrotti e Julian T, e da una serie di solo show dedicati a Fabrizio “Bicio” Cadoppi, Ilda75, Laura Pagliai, Loretta Merenda, Manuel Binda, Marilena Tesei, Massimo Amadesi, Silvia Ingoglia (Ginger), Tinamaria Marongiu, restituendo un panorama articolato della ricerca artistica contemporanea.

CODEX – L’eco del wireless diventa pensiero digitale
Ex Chiesa di San Mattia, 2-28 febbraio
L’Ex Chiesa di San Mattia accoglie CODEX, una mostra che mette in dialogo arte, tecnologia e pensiero contemporaneo partendo dal tema della comunicazione come infrastruttura culturale. Promossa dal Ministero della Cultura e curata dalla Fondazione Guglielmo Marconi con il Comitato Nazionale Marconi 150, la collettiva riunisce le opere di Quayola, Donatella Nicolini e del collettivo MaMà Dots. Tra linguaggio algoritmico e gesto pittorico, la mostra riflette su come l’immagine possa diventare spazio di responsabilità simbolica nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale.

John Giorno – The Performative Word
MAMbo, Sala delle Ciminiere, dal 5 febbraio al 3 maggio 2026
Per la prima volta in Italia, il MAMbo dedica una grande mostra istituzionale a John Giorno, figura centrale dell’avanguardia newyorkese tra poesia, performance, musica e attivismo. The Performative Word ripercorre oltre sessant’anni di ricerca, restituendo la complessità di un artista che ha trasformato la parola in gesto pubblico, politico e performativo. Tra opere, materiali d’archivio e installazioni sonore, la mostra mette in luce il modo in cui Giorno ha attraversato linguaggi e comunità, ridefinendo il confine tra arte e vita e riportando il linguaggio al centro dello spazio museale come esperienza viva, collettiva e radicale.

Fondazione Arte e Cooperazione – Mostra inaugurale
La cooperativa sociale Società Dolce apre al pubblico la propria sede trasformandola in uno spazio espositivo che racconta i valori della cooperazione attraverso l’arte. Venerdì 6 febbraio e sabato sono visitabili le opere permanenti di Giuseppe Stampone, Stefano Arienti ed Eugenio Tibaldi, insieme alle installazioni temporanee di Gabriele Picco e Davide Rivalta, e agli interventi di street art di Marco Réa e Daniele Tozzi. Le opere nascono da un lavoro condiviso con i soci della cooperativa, dando forma visiva ai valori di inclusione, partecipazione e solidarietà.

Il grado zero
Rifugi antiaerei della Montagnola – sede ExDynamo – 5 – 10 febbraio 2026
Per la prima volta i rifugi antiaerei della Montagnola si aprono al pubblico accogliendo un progetto site-specific di arte contemporanea. Il grado zero, firmato da Fabrizio Cabitza, Claudia De Luca e Gianluca Perrone, trasforma questi spazi di protezione e sopravvivenza in un percorso sensoriale che intreccia scultura, pittura e fotografia. Il bianco diventa principio generativo e soglia tra passato e presente, permettendo al pubblico di entrare in contatto diretto con una memoria collettiva ancora viva.



