Art for Tomorrow apre oggi alla Triennale: cultura, comunità e visioni per superare le disuguaglianze

Oggi, 13 maggio, la Triennale di Milano accoglie la prima giornata di Art for Tomorrow, il summit globale dedicato al ruolo della cultura nel rispondere alle sfide del nostro tempo. Dopo le edizioni in Qatar, Parigi e Atene, il forum promosso dalla Democracy & Culture Foundation sceglie Milano come nuova tappa di un percorso che guarda alla cultura non come ornamento, ma come strumento attivo di trasformazione sociale.

Il tema scelto per l’edizione 2025 – Overcoming, Together – richiama l’urgenza di superare fratture e disuguaglianze attraverso processi condivisi. Un invito a ripensare le istituzioni, le città, le pratiche artistiche a partire dalla relazione con le persone. A fare da cornice a questa riflessione, la 24ª Esposizione Internazionale della Triennale, che i partecipanti potranno visitare in anteprima oggi, dalle 13:30 alle 15:30, in forma autonoma e riservata.

L’apertura ufficiale è prevista per le 16:00, con i saluti di Achilles Tsaltas, presidente della Democracy & Culture Foundation, e Stefano Boeri, presidente della Triennale. Il primo incontro in programma, Going Deep: Community-Based Arts, affronta uno dei nodi più delicati della pratica artistica contemporanea: come intervenire nei territori senza imporre visioni, ma ascoltando bisogni reali? Sul palco, l’artista Alvaro Barrington, il fotogiornalista Alessandro Cinque, la visual artist Eneri (fondatrice della piattaforma Pixadora) e l’architetto Michele De Lucchi. La moderazione è affidata a Roslyn Sulcas del New York Times.

A seguire, alle 17:05, sarà protagonista Theaster Gates, artista e professore all’Università di Chicago, noto per i suoi progetti di rigenerazione urbana e sociale attraverso l’arte. In dialogo con Farah Nayeri, racconterà come memoria, spiritualità e spazio pubblico possano convergere in una nuova forma di urbanistica culturale.

La violoncellista e compositrice Okkyung Lee offrirà una breve performance, preludio al concerto in programma il 25 maggio sempre in Triennale. Un momento di sospensione tra parola e suono, pensato come parte integrante del dialogo sulla cultura del futuro.

Chiuderà la giornata il panel Culture for Tomorrow, con tre figure centrali nel panorama internazionale: Sheikha Al Mayassa bint Hamad Al Thani, presidente di Qatar Museums; Stefano Boeri; e l’architetto Lord Norman Foster. La conversazione sarà moderata da Scott Reyburn, firma del New York Times e di The Art Newspaper. Un confronto che metterà a fuoco le strategie culturali dei prossimi dieci anni, immaginando come la cultura possa attraversare crisi, conflitti e trasformazioni senza perdere la sua forza di connessione e visione.

Milano si apre così a una conversazione internazionale, che non celebra la cultura come icona, ma la interroga come infrastruttura viva della società. La domanda che resta, all’inizio di questo percorso, è semplice e radicale: da dove si riparte?

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