Art for Tomorrow: dopo Milano, un programma in due atti tra Atene e Doha

Prosegue l’attività di Art for Tomorrow, che dopo tappe europee come Milano consolida un calendario articolato tra Atene e Doha per connettere pratica artistica, istituzioni e pubblico. Il 20 settembre 2025 gli Art for Tomorrow Talks powered by TATOÏ Club entrano nel palinsesto di Art Athina al Zappeion Mansion (Aigli Upstairs), dalle 15:00 alle 18:00, con due appuntamenti focalizzati su temi strutturali: “Collecting for Social Impact” e “The Future of the Museum: Local Roots for Global Institutions?”.

L’impostazione è dichiaratamente operativa: dialogo tra collezionismo, filantropia e governance museale, con la volontà di far emergere modelli replicabili e casi concreti. La curatela congiunta di Marilena Koutsoukou (Art Athina) e Kim Conniff Taber (Editorial Director, Art for Tomorrow) organizza un tavolo di lavoro che mette insieme mercato, fondazioni e istituzioni: tra gli speaker confermati figurano Vincenzo de Bellis (Chief Artistic Officer, Global Director of Art Basel Fairs), Durjoy Rahman (Founder, Durjoy Bangladesh Foundation), Mareva Grabowski-Mitsotakis (Founder, Endeavor Greece; Co-Founder, Zeus + Dione) e Wim Pijbes (storico dell’arte; Director, Droom en Daad). Altri nomi saranno resi noti nelle prossime comunicazioni.

Il secondo atto è la conferenza internazionale di Doha (aprile 2026), in partnership con Doha Design Week. Lì il baricentro si sposta su equità, sostenibilità e sviluppo dei territori, con un formato che alterna sessioni plenarie, tavole rotonde e momenti di networking, per mettere in relazione artisti, policy maker e direzioni museali. La scelta di Doha conferma l’attenzione di Art for Tomorrow verso ecosistemi culturali in crescita, capaci di ospitare intersezioni tra creatività, progettazione e pubblico.

Il programma si innesta nella missione della Democracy & Culture Foundation (DCF), che lavora all’incrocio fra arte, democrazia e partecipazione civica. In questo quadro, il Creativity for Social Change Award — in collaborazione con Moleskine Foundation — resta un pilastro: premio da €10.000, co-curatela di una sessione alla conferenza successiva e accesso a una rete internazionale di professionisti dell’innovazione sociale. Un impianto pensato per abilitare pratiche e non limitarsi al riconoscimento simbolico, creando continuità tra selezione, visibilità e applicazione sul campo.

In parallelo, la piattaforma mantiene un canale di disseminazione: è disponibile un report del Community Arts Network e una libreria video di panel e workshop delle edizioni precedenti sul canale YouTube di Art for Tomorrow, utile come archivio di contenuti per operatori e studiosi. Si tratta di materiali che accompagnano gli eventi dal vivo con una documentazione accessibile, favorendo una fruizione on demand e la circolazione dei saperi oltre i confini temporali dei singoli appuntamenti.

Nel complesso, il programma 2025–2026 intreccia formati snelli (i Talks di Atene) e un vertice internazionale (Doha), tenendo al centro l’impatto sociale della creatività, le strategie di prossimità dei musei globali e il ruolo delle reti nella crescita di progetti culturali. Informazioni su iscrizioni, logistica e nuovi relatori saranno diffuse tramite i canali ufficiali di Art for Tomorrow, Art Athina e Doha Design Week. Con questa traiettoria, Art for Tomorrow continua a strutturare un’agenda di lavoro che mette in relazione pratiche artistiche, politiche culturali e coinvolgimento dei pubblici in una prospettiva internazionale.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Arte visibile 24 ore su 24: Bart Dirks e Roeland Merks raccontano De Spelonk, una galleria all’Aia

De Spelonk è una “galleria di strada” situata al piano terra dell’abitazione di Bart Dirks e Roeland Merks, nel cuore della città olandese dell’Aia. Uno spazio espositivo atipico, visibile 24 ore su 24 dalla strada attraverso due finestre, in cui artisti visivi sono invitati a realizzare installazioni site-specific pensate per dialogare direttamente con il contesto urbano e con il passante.

Fotografare l’hip hop prima che diventasse industria: l’eredità di Ricky Powell raccontata dalla gallerista Giorgia Borneto

Ci sono figure che, pur restando dietro l’obiettivo, hanno contribuito a definire l’immaginario dell’hip hop più di molti protagonisti della scena. Per me una di queste è Ricky Powell, fotografo newyorkese scomparso da pochi anni, la cui opera è diventata un archivio essenziale della cultura urbana.

Alessandro Guerriero e Alchimia: perché il design può essere ancora un atto culturale e non solo una forma

All’ADI Design Museum di Milano è in corso fino al 22 gennaio 2026 “Alchimia. La rivoluzione del design italiano”, una grande retrospettiva dedicata allo Studio Alchimia, protagonista tra i più radicali e influenti del design italiano del secondo Novecento.

Artuu Newsletter

Scelti per te

Ironia ribelle. Clemen Parrocchetti e la sovversione del domesticoa Palazzo Medici Riccardi

L’ironia è, già di per sé, un elemento di contrapposto tra la realtà di quanto si dice e le parole che si usano per comunicarla; è una figura retorica che presuppone ribellione, intelligenza, senso dell’umorismo. Accostare a questo concetto l’aggettivo “ribelle” ne amplifica il significato, creando una situazione superlativa, dove il senso dell’ironia è dilatato, assolutizzato.

Il sacro che la critica non ha voluto vedere: Valerio Adami a Foligno

C’è una linea apparentemente sommersa che attraversa l’intera opera di Valerio Adami, una corrente profonda e costante che la critica, per lungo tempo, ha preferito leggere come marginale o addirittura assente:

La gestualità come linguaggio d’emancipazione femminile. VALIE EXPORT e Ketty La Rocca da Thaddaeus Ropac

EXPORT e La Rocca condividono ideologie e approcci comuni nonostante le due artiste non si siano mai incontrate. Sta qui la forza del progetto curatoriale di Andrea Maurer e Alberto Salvadori alla galleria milanese Thaddaeus Ropac

Seguici su Instagram ogni giorno