Esplorare l’arte è viaggiare attraverso una miriade di forme e mezzi, è cadere in una serie di tunnel dov’è possibile apprezzare l’innovazione e la creatività. La convergenza di questi ambiti, arti e ottica, può sembrare alquanto singolare, ma l’iscrizione di Etnia Barcelona a questa dinamica è quanto di più autentico e stimolante nel panorama artistico contemporaneo.
Il 20 giugno, Etnia Barcelona, un distinto brand indipendente di occhiali proveniente da Barcellona, ha unito le forze con Moi Aussi, un hub creativo lanciato nel 2020 da Andrea Zampol D’Ortia. La sinergia ha portato alla creazione di un spazio sorprendente dove gli artisti possono sperimentare, esprimere le loro idee e le visioni creative mediante un mezzo non convenzionale, scoprendo nuovi sentieri nel loro percorso artistico.
Il progetto Moi Aussi presenta una prospettiva visionaria su un oggetto di uso comune, superando i confini del suo utilizzo quotidiano e creando un affascinante spazio per l’arte. Questa interessante fusione di arte e ottica ha permesso di creare un’interessante reinterpretazione dell’oggetto “occhiali”, un prodotto di uso quotidiano reso speciale e unico grazie alla genialità dei vari artisti.
Andrea Zampol D’Ortia e il suo team hanno selezionato artisti provenienti da diversi background e livelli di esperienza. Essi sono stati chiamati a operare in uno spazio atipico, tuttavia con un’ampia libertà creativa, limitata solo dai loro “tela” – vari modelli di occhiali forniti da Moi Aussi. Attraverso questo processo, gli artisti in residenza possono presentare le loro storie e giocare con le forme; alcune volte creando un commento metatestuale, altre volte semplicemente testando i limiti del loro mezzo e della propria creatività.
Ad oggi, il progetto conta oltre cinquanta artisti che presentano le loro opere straordinarie e inimitabili. Per citarne alcuni, Greta Pllana ha impresso la sua energia e creatività in una paio di occhiali che fanno diventare chiunque li indossi una tela vivente. Rosa Mundi, invece, ha scelto di raccontare una storia di prigionieri attraverso le lenti, mentre la creazione di Peter Bracke è un omaggio alla Santa Lucia.
Eventi come questo sono fondamentali per rinfrescare il panorama artistico contemporaneo, forzando i confini della creatività e testando il potenziale dei media inaspettati. L’arte attraverso una nuova lente, infatti, è un passo audace verso l’apertura di nuove vie di espressione artistica e un invito a sperimentare. Rappresenta un viaggio artistico che colpisce lo spettatore in un modo diverso dal solito, offrendo un’esperienza immersiva e interattiva. L’arte, in questo caso, si fonde con l’artefatto quotidiano, con il risultato di un oggetto unico, unico e affascinante.
In conclusione, Moi Aussi dimostra che l’arte può trovare la propria casa anche in spazi inconsueti. L’ingegnosità dell’iniziativa è un monito per gli artisti di esplorare sempre nuovi terreni, sfidando le convenzioni e utilizzando un linguaggio artistico unico. Questa nuova prospettiva sull’arte non solo stimola la creatività, ma raggiunge anche un ampio pubblico, promuovendo la diffusione di messaggi potenti e coinvolgenti attraverso l’arte.


