Dal 10 luglio al 3 novembre 2025, i borghi toscani di Bolgheri, Castagneto Carducci e Casale Marittimo ospiteranno Arte diffusa sulla costa toscana, un progetto monografico interamente dedicato a Giuseppe Bergomi, ideato e curato da Paola Maria Formenti. Le sue sculture verranno disposte lungo il tessuto urbano e naturale, trasformando l’intero territorio in un unico percorso visivo in cui paesaggio, architettura e ricerca formale si intersecheranno.
Le opere di Bergomi dialogheranno con questi luoghi senza forzature, proseguendo una ricerca che da anni lo vedrà affrontare la scultura classica non come repertorio decorativo, ma come struttura linguistica da sottoporre a verifica. La sua frequentazione del linguaggio classico non verrà mai tradotta in citazione diretta: piuttosto, la tradizione antica sarà rielaborata in forme asciutte, essenziali, dove il corpo umano continuerà ad essere il centro della riflessione plastica.
Le figure scolpite appariranno sospese, trattenute nella soglia tra moto e stasi, come in attesa di un gesto che non si compirà mai. Saranno corpi che conserveranno la loro carica potenziale senza sfociare nell’azione esplicita, lasciando allo spettatore uno spazio aperto di lettura emotiva. In questa dimensione di possibilità trattenute, si definirà la tensione principale del lavoro di Bergomi.
Il percorso si articolerà attraverso un itinerario a tappe distribuito nei tre centri storici. A Castagneto Carducci, lungo i vicoli e le piazze, il pubblico incontrerà il primo nucleo espositivo. Qui verranno presentate opere come Ellisse e Cronografia di un corpo, in cui il gioco tra geometria e volume corporeo assumerà una forte carica dinamica. In Piazzale Belvedere, troverà posto Grande coppia su parallelepipedo, mentre nella storica Piazza della Gogna sarà collocata Cubo con figure che guardano in alto, una delle opere più emblematiche della sua recente produzione.

Nel cuore del borgo, davanti al Municipio, verrà allestita Geometrie descrittive 3, in cui due figure — una seduta, l’altra in piedi — costruiranno un rapporto calibrato di tensione spaziale. La combinazione di bronzo, ferro e corten accentuerà il dialogo tra matericità e astrazione. All’interno di Palazzo Espinassi Moratti, sotto le strette volte medievali, si potrà osservare Africa con violoncello, opera monumentale presentata in origine alla Biennale di Venezia del 2011, affiancata da una serie di piccole figure che riprenderanno lo stesso tema plastico in scala ridotta.
Il progetto proseguirà a Bolgheri, dove, sul sagrato della chiesa, verrà esposta la nuova Stele con annunciazione. In questa scultura site-specific, il corten e il bronzo definiranno una struttura verticale in cui convivranno due registri iconografici: da un lato, l’altorilievo dell’Annunciazione; sul retro, un piccolo Golgota. Il risultato sarà un equilibrio essenziale tra l’iconografia religiosa e la severità geometrica del supporto materico.

A Casale Marittimo, il visitatore si muoverà attraverso i vicoli stretti del borgo fino a raggiungere la Canonica, dove si troveranno le opere Ilaria e Valentina e Cubo con figure. Il percorso continuerà verso Piazza del Popolo e l’Oratorio di San Sebastiano, dove verrà allestita Colazione a letto, una delle opere più intime del ciclo, che raffigurerà lo stesso artista con la moglie, le figlie e le nipoti, costruendo una grande zattera familiare che diventerà allegoria di generazioni e trasmissione dell’esperienza umana. L’itinerario si concluderà al Coppaio, in una piazza panoramica aperta verso la campagna e il mare, dove sarà collocata Piccola coppia su parallelepipedo.
In questo percorso, Bergomi continuerà a proporre il suo confronto rigoroso con la forma e il corpo. Le sue sculture non racconteranno storie, ma esporranno presenze in attesa, corpi che abiteranno lo spazio senza occupare la narrazione. Ogni gesto sarà sospeso. Ogni movimento resterà possibile, ma non compiuto. La materia bronzea, trattata con attenzione al peso e alla tensione, manterrà visibile questa condizione instabile.

Il rapporto di Bergomi con la classicità continuerà a muoversi su un terreno misurato: non ci sarà esibizione di memoria, ma un confronto serrato con l’essenza strutturale della forma umana. Le sue figure conserveranno quella tensione verso l’invisibile, in cui il corpo sarà attraversato dalla memoria, sospeso tra presenza e ricordo.
L’intero progetto non si limiterà a una distribuzione scenografica delle opere nei borghi, ma attiverà un rapporto di coabitazione reale tra le sculture e il territorio, dove ogni luogo diventerà parte integrante della composizione. La scelta curatoriale eviterà l’accentramento per favorire un modello di dispersione controllata, rispettoso delle proporzioni e dei ritmi architettonici dei centri storici.


