Arte e Board Games. Un possibile ulteriore uso delle aule studio di Roma

Il 2024 è stato per Roma l’anno in cui alcuni tra i più importanti musei della Capitale, facendosi carico dell’annoso problema di mancanza di strutture e servizi adeguati per la fascia di età giovanile, hanno messo a disposizione alcuni dei loro spazi destinandoli ad aule studio.

Nell’arco di pochi mesi, su proposta dell’assessore alla Cultura di Roma Capitale Miguel Gotor e con il coordinamento dell’Istituzione di Biblioteche di Roma, sono state inaugurate aule e spazi polifunzionali a Palazzo Braschi, alla Pelanda al Mattatoio di Testaccio, al Macro, a Palazzo delle Esposizioni e in altri ambienti come il Mercato Trionfale o il centro Giovani di Trastevere, con l’obiettivo di fare in modo che in un futuro prossimo ogni municipio abbia uno spazio dedicato, attrezzato e accessibile anche nelle ore serali o festive. 

Sarebbe ancora più interessante se i Musei abbracciassero una prospettiva diversa e da contenitori passivi promuovessero in questi spazi la possibilità di utilizzare strumenti educativi e modalità di apprendimento non tradizionali come quelle dei Board games

Molti sono infatti i benefici legati a questo tipo di attività ludica e inclusiva che permette di ampliare le conoscenze, migliorare le interazioni sociali, sviluppare empatia, capacità di collaborazione e migliorare le competenze comunicative, con ricadute interessanti anche nel contrasto alla povertà educativa e all’analfabetismo funzionale.

È, quello dei giochi da tavolo, un mercato in continua espansione: per il 2025 si stima in 5,04 miliardi di dollari il suo valore globale, ed è un settore, quello ludico, che riesce spesso ad intercettare e coinvolgere fette di popolazione come le persone con autismo o con altre patologie neuro-cognitive. 

Ad interfacciarsi coi musei e con le loro attività, in questo ambito, troviamo tanti giochi già in commercio ispirati all’arte, tra questi ad esempio The Gallerist. The art of strategy, di Vital Lacerta, che pubblicato nel 2015 da Eagle-Gryphon Games, ha avuto un grande successo di critica e pubblico tra i giochi di strategia per adulti. 

Tramite questo gioco si indossano i panni di un gallerista d’arte che deve promuovere artisti, acquistare e vendere opere d’arte, esporle nella propria galleria e costruire la propria reputazione internazionale, guadagnando denaro e punti prestigio in base alla fama dell’artista e alla domanda di mercato. 

Le azioni dei giocatori possono influenzarsi a vicenda, tirando in ballo la capacità di adattamento alle mosse degli avversari che possono anche loro scoprire nuovi artisti, commissionare opere d’arte, esporle al museo, venderle ai collezionisti, chiamare la stampa e partecipare ad aste, modificando continuamente la pianificazione personale e facendo appello a skills strategiche necessarie nella vita di tutti i giorni. 

Naturalmente non tutti i giochi siano così complessi, un ampio ventaglio di titoli di soggetto artistico è a disposizione e ci permette anche di abbandonare il ruolo di mercanti per passare a quello degli artisti. È il caso di Fresko, ideato da Marco Ruskowski e Marcel Süßelbeck e pubblicato nel 2010 da Queen Games, dove in un’atmosfera rinascimentale si diventa pittori alle prese con l’affresco della volta della cattedrale che il vescovo vuole restaurare. Si tratta di valutare e decidere a che ora iniziare a lavorare, come assumere e gestire gli assistenti e i loro turni, come acquistare e preparare i colori e quando andare in chiesa a completare parti di affresco, per raggiungere l’obiettivo finale del gioco. 

Infine occorre dire che ci sono tutta una serie di giochi ancora meno impegnativi, che ci permettono di rilassarci e dare spazio alla nostra creatività inventando e immaginando di volta in volta anche le regole stesse del gioco, come ad esempio Make Your Own Mondrian. A Modern Art Puzzle (2019), ideato da Henry Carroll e edito da Laurence King Publishing, in cui l’idea del puzzle viene decostruita per dare ad ognuno dei 57 pezzi ispirati agli elementi geometrici dei dipinti di Piet Mondrian, infinite possibilità di abbinamento e altrettante di utilizzo nel gioco, al fine di creare nuove inedite composizioni. 

Quale migliore luogo quindi, se non quello dei musei, per promuovere un tipo di apprendimento informale e ludico a supporto della scuola e della società tutta?

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Marcella Colacino
Marcella Colacino
Marcella Colacino si è laureata in Lettere indirizzo Storia dell’arte alla Sapienza di Roma, si è poi specializzata presso l’Università della Tuscia in Conservazione dei beni culturali per poi proseguire il suo percorso professionale con il dottorato in ‘Reggio Childhood studies’ del Dipartimento di Educazione e Scienze Umane dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Guida turistica abilitata, educatrice museale e docente di sostegno nelle scuole superiori, si interessa soprattutto di di didattica museale e inclusione sociale nei musei e nei luoghi della cultura, ma anche di valutazione dell’inclusione, e di inclusione come educazione alla complessità, campi su cui ha all’attivo diverse pubblicazioni.

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