Arte Fiera Bologna 2026: numeri in crescita, collezionisti più cauti e un mercato sempre più selettivo

Iniziata e finita in un batter d’occhio la 49esima edizione di Artefiera. Da giovedì 5 a domenica 8 febbraio (apertura al pubblico dal venerdì) gallerie provenienti da tutta la penisola (e non solo) hanno animato i padiglioni 25 e 26 del cosiddetto “Fiera District” bolognese, progettato da Kenzo Tange sul finire degli anni ‘60. Una miscela di ansia e cauto ottimismo aleggiava durante i giorni di allestimento, soprattutto tra i galleristi ansiosi di vedere l’esordio di Davide Ferri (affiancato da Enea Righi) alla direzione della fiera.

La prima, in ordine di calendario, delle fiere italiane “di grido”, ha visto la partecipazione di 201 espositori (in aumento rispetto alla precedente edizione) ed oltre 50mila presenze (in calo) che hanno animato non solo la fiera, ma l’intera città emiliana. L’edizione conclusasi ieri era suddivisa in ben sette sezioni: Main Section, Fotografia e dintorni, Multipli, Pittura XXI, Prospettiva, Ventesimo+, Editoria e Istituzioni. Probabilmente troppe.

La Main Section ha visto la partecipazione di tutti i player più importanti del mercato italiano, da Galleria Continua a Franco Noero, da Mazzoleni a Tornabuoni. Le sezioni curate delle fiere d’arte sono spesso un punto focale per collezionisti e curatori: questo sembra essere il caso di Pittura XXI, curata per la prima volta da Ilaria Gianni, e dedicata a pittori emergenti (nati dopo il 2000) italiani ed internazionali.

Una solida affluenza di collezionisti nostrani ha almeno in parte alleviato le ansie che gli addetti ai lavori avevano in vista di questa edizione. I primi risultati potrebbero anche rafforzare la fiducia nello status della città come uno dei principali poli artistici della Penisola. Mazzoleni ha segnalato diverse vendite, tra cui nuovi lavori di David Raimondo e Andrea Francolino venduti intorno ai 15 mila euro, due opere di Marinella Senatore e un lavoro di Iran do Espirito Santo.

La romana 1/9unosunove ha portato uno stand colorato ed eterogeneo, con un range di prezzi molto ampio. Si partiva dal migliaio di euro per le tele piccole del giovanissimo pittore siciliano Giovanni Bongiovanni (che ha registrato il tutto esaurito) ai 250mila euro per una tela degli anni ’60 di Sergio Lombardo. Vendite anche per opere di Luca Grimaldi e di Pietro Moretti.

Lo stand della bolognese P420 è stato affollato durante tutto l’arco della fiera. Dalla galleria sono più che soddisfatti grazie a rapide e trasversali trattative sul fronte Rodrigo Hernàndez, Xian Kim, Riccardo Baruzzi, Shafei Sia, Alessandro Pessoli e Filippo de Pisis. Dep Art Gallery, che ha sede a Milano con uno spazio a Ceglie Messapica, ha avuto un’ottima fiera avendo venduto un acquerello di Adami a 9.5 mila euro, una piccola tela di Scanavino a 9500 euro, Regine Schumann 8000 euro, Miller a 9.450 euro ed Ullrich a circa 7mila euro.

Prima volta in fiera per Romero Paprocki. La giovane galleria parigina ha portato un piccolo, ma frizzante, gruppo di giovani artisti italiani. Mentre i galleristi erano concordi nel dire che l’energia era alta e che era presente un’ampia gamma di collezionisti seri provenienti da tutta Italia, erano altrettanto concordi nel sottolineare l’evidente mancanza della compagine straniera, decimata rispetto alle scorse edizioni.

Tuttavia, nelle dichiarazioni dei mercanti di circa una dozzina di gallerie di piccole e medie dimensioni, si percepiva una qualche insoddisfazione per le vendite, soprattutto dopo una preview alquanto “moscia”. I collezionisti sono sempre più conservativi e più selettivi rispetto al lustro scorso, e fanno maggiore fatica a superare la barriera psicologica dei 5mila euro. Prima, potevano acquistare due, tre o quattro opere. Ora vogliono/possono acquistarne una, assicurandosi l’opera di miglior qualità.

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Andrea Cacàci
Andrea Cacàci
Art dealer e gallery manager presso la Galleria 1/9unosunove di Roma. Laureato in Storia dell’Arte all’Università “La Sapienza” di Roma e con un master in Art Management presso la Luiss BS. Ha sempre dedicato un’attenzione particolare all’arte contemporanea e ultra contemporanea, alle sue dinamiche e al punto d’incontro tra arte ed economia.

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