Arte in carcere per riqualificare spazi di relazione: Flavio Favelli all’ “Ucciardone”

Nell’area verde del carcere “Ucciardone” di Palermo è penetrata un po’ di gioia. Sabato 22 febbraio 2025 è stata inaugurata l’installazione site specific dell’artista Flavio Favelli, un’opera che è frutto di una co-progettazione portata avanti con operatori socio sanitari, docenti e studenti nell’ambito del progetto Spazio Acrobazie. Laboratorio produttivo e di riqualificazione attraverso la mediazione artistica a cura di Elisa Fusco e Antonio Leone.

Spazio Acrobazie è un’iniziativa esperienziale che vede coinvolto un gruppo di persone detenute in un processo ideativo e realizzativo di opere artistiche di vario genere, incontrando le diverse  forme e declinazioni dell’arte espressiva e recandosi anche a visitare installazioni e collezioni museali fuori dall’istituto di pena. 

Queste leve estetiche e valoriali hanno l’obiettivo aiutare le persone detenute coinvolgendo positivamente tutti i portatori d’interesse, favorendo cosí percorsi di reinserimento sociale e lavorativo. Tramite questa iniziativa è stato infatti sperimentato come con la pratica artistica sia possibile riqualificare spazi di relazione. 

Flavio Favelli, Area verde “Casa di Reclusione Calogero Di Bona – Ucciardone” Palermo 2024
container tagliati e dipinti 2,60 x 2,40, 12 metri / foto Fausto Brigantino 

L’opera di Flavio Favelli, che si inserisce all’interno questo contesto, consta di due container assemblati in un unico modulo abitabile per accogliere le persone detenute con le loro famiglie. Il nuovo spazio destinato agli incontri e alla cura delle relazioni affettive è stato inserito all’interno di un’area verde già esistente, questa è stata arredata con vivaci complementi d’arredo forniti dalle ditte di design Kartel e Alessi. Nel giardino emergono le sedute Doraff (dai termini inglesi dog e giraffe) della Alessi che, come grandi giocattoli, invitano i bambini a seguire quello che suggerisce la loro giocosa fantasia: una posizione richiama quella di un cane, sul quale ci si può sedere avendo anche un ripiano di appoggio, l’altra quella di una giraffa con un comodo e alto schienale.

I containers di Favelli sono caratterizzati da un disegno grafico in bianco e nero che riprende il motivo dazzle adottato per mimetizzare le navi da guerra durante primo conflitto mondiale.  In questo modo i due ambienti, appositamente pensati per accogliere le famiglie e i figli dei detenuti, vengono percepiti come un unico segno visivo. 

Flavio Favelli, Area verde “Casa di Reclusione Calogero Di Bona – Ucciardone” Palermo 2024
container tagliati e dipinti 2,60 x 2,40, 12 metri / foto Fausto Brigantino 

A proposito della scelta di utilizzare i container per l’installazione, durante l’inaugurazione,  l’artista ha dichiarato: “i container sono fatti per essere chiusi, forse sono un oggetto semplice, ma io li ho aperti e già questa azione è interessante, aprire delle finestre è stata per me un’azione simbolica”. Poi Ramzi, un giovane detenuto nato a Mazara del Vallo ma di origini tunisine, ci ha raggiunto per recitare una delle sue poesie. Questa volta ne ha dedicata una proprio all’installazione site specific di Favelli.

Questo è il carcere dell’Ucciardone 
ti presento un posto migliore 
grazie sempre al nostro Direttore 
che ha dato l’autorizzazione 
bianco e nero un bel colore 
non perdere la speranza per favore 
i container sono la soluzione 
e la verità per chi non lo sa 
oggi i colloqui li possiamo fare anche qua 
questo è il corso Spazio e Acrobazia 
dove puoi esprimere 
la tua poesia 
dai Prof facci 
una bella fotografia

Diffondere la cultura artistica come veicolo di riscatto culturale e sociale in vista del reinserimento nella società era lo scopo del progetto. Sembra che, in questo caso, i linguaggi dell’arte contemporanea siano riusciti ad “agganciare” le persone che vivono all’interno di un contesto difficile come quello del carcere. La formula proattiva del workshop con gli artisti si è dimostrata un dispositivo di relazione capace di generare ascolto e “cura”.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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Carola Arrivas Bajardi
Carola Arrivas Bajardi
Architetto, designer, dottore di ricerca sulla sostenibilità ambientale e insegnante di storia dell’arte. Scrive articoli di approfondimento su arte, design e architettura con l’intento di divulgare contenuti culturali in maniera semplice ma approfondita, cercando sempre di aggiungere un punto di vista diverso. La sua è una personalità eclettica che l'ha portata a fare cose diversissime tra loro: dopo il liceo classico si laurea in Architettura, vince una borsa di studio e si occupa di design a Londra, Roma e Milano, espone a New York nella mostra “Theatre of Italian Creativity”; tornata a Palermo consegue un PhD in ingegneria sul life cycle assesment, diventa LEED AP e vince il premio Mirna Terenziani; si abilita per insegnare disegno e storia dell’arte e scrive articoli di approfondimento. Grazie al suo percorso possiede una visione trasversale, mai settoriale, oggi più che mai necessaria per affrontare le complessità e le trasformazioni del mondo contemporaneo.

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