Con l’ottava edizione di ARTEPARCO, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise si conferma come uno dei laboratori più significativi in Italia per la sperimentazione tra arte contemporanea e paesaggio naturale. Anche quest’anno, il progetto prosegue il suo percorso di valorizzazione del territorio attraverso installazioni site-specific pensate in ascolto del contesto e non in competizione con esso. Protagonista di questa edizione è Velasco Vitali, artista di rilievo nel panorama italiano, che firma l’opera Stasis, un intervento scultoreo che unisce suggestione ambientale e riflessione simbolica.
Collocata nel cuore delle Foreste Vetuste, dichiarate patrimonio UNESCO per l’integrità ecologica e la biodiversità, l’opera si struttura attorno a un elemento primario e potente: il tronco di una quercia trasformato in colonna naturale, su cui si erge la figura di un lupo appenninico, emblema stesso del Parco. La composizione non è solo un omaggio alla fauna locale, ma una metafora della condizione umana, un invito a riflettere sul rapporto tra immobilità apparente e tensione interiore, tra permanenza e trasformazione.
Il titolo Stasis rimanda a un’idea di sospensione e raccoglimento. Il lupo, in cima alla colonna, richiama la postura degli stiliti, antichi asceti che vivevano sopra pilastri per lunghi periodi, fermi e in meditazione. Questa figura, pur isolata, non è mai scollegata: dialoga con il paesaggio, con il cielo, con i camminatori che si trovano a incontrarla lungo i sentieri. Il risultato è una presenza silenziosa ma potente, capace di innescare domande più che dare risposte.
La forza dell’intervento risiede anche nella sua capacità di agire a più livelli. Da un lato, è un segno visivo chiaro e riconoscibile, che si impone nel paesaggio senza alterarlo, quasi fosse sempre stato lì. Dall’altro, diventa un punto di partenza per un percorso di consapevolezza individuale e collettiva, una “colonna” mentale attorno a cui costruire una nuova geografia dello sguardo e dell’ascolto. Ogni spettatore è invitato a lasciare la propria impronta nel cammino, in senso fisico ma anche simbolico, diventando parte di un ecosistema culturale fatto di memoria, esperienza e responsabilità.
ARTEPARCO continua così la sua trasformazione in museo diffuso e itinerante, visibile solo a chi decide di attraversarlo. Lungo i sentieri C1 e C2, partendo da Pescasseroli, si possono ancora incontrare le opere delle precedenti edizioni, firmate da artisti diversi per poetica e linguaggio ma accomunati da una stessa attitudine al rispetto e all’ascolto: Marcantonio, Matteo Fato, Alessandro Pavone, Sissi, Valerio Berruti, Accademia di Aracne, megx.



