Un evento tra i più attesi del settore artistico, l’asta delle opere d’arte di Michael Jackson, doveva tenersi il 3 agosto presso il King’s Auctions di Las Vegas. Tuttavia, la vendita si è bruscamente fermata all’ultimo istante, a causa di una dichiarazione di fallimento inaspettata. Jackson-Strong Alliance LLC, l’ente legato al possessore delle opere, ha infatti presentato domanda di protezione secondo il capitolo 11 del codice di fallimento presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti, Distretto Centrale della California.
La collezione d’arte, supervisionata da Sir Brett-Livingstone Strong, un artista nonché ex amico personale di Michael Jackson, doveva essere venduta per saldare un debito di $3.25 milioni dovuti alla società di Dallas, Vinson Investments. La collezione era composta da 120 pezzi classificati come “opere d’arte della collezione del museo” secondo l’atto di fallimento.
Tra le opere figura un doppio lavoro di Jackson intitolato Girasole (1998) e Presidente Jefferson (1994). Il documento di fallimento, presentato un giorno prima dell’asta prevista, elenca Vinson tra i 20 maggiori creditori, insieme alla celebre cantante Cher, con il nome completo di Cher Allman, cui è dovuto $1 milione, secondo quanto riportato nel documento stesso.
Ciò che ha scatenato il clamore è stata la tempistica del deposito della richiesta di fallimento. E’ stato presentato il giorno prima dell’asta alle 5:50 del pomeriggio, un’azione vista come un ultimo disperato tentativo di bloccare l’asta e conservare la collezione d’arte di Michael Jackson.
Secondo quanto riportato da un rappresentante di King’s, Strong avrebbe presentato la richiesta di fallimento per “ritardare una volta ancora dopo sette anni di contenzioso” auspicando di mantenere le opere. Una mossa non nuova per il gestore, che aveva utilizzato una tattica simile nel 2007 per far fronte a un debito di 40 milioni di dollari.
Da parte sua, l’avvocato di Strong, Brad Patterson, ha chiarito che non è l’avvocato del fallimento, aggiungendo inoltre che “non risponde a sfoghi basati su dati non veritieri”. Il legale ha poi affermato di aspettarsi un processo celere e il pieno pagamento dei creditori.
Dinanzi a queste vicissitudini, sorge un interesse comprensibile su quale sarà il destino delle opere d’arte di Jackson. Secondo un rappresentante di King’s, verrà fissata una nuova data per l’asta. Si è quindi sollevata una questione sulla veridicità delle opere, con l’intervento di un rappresentante che ha messo in dubbio l’autenticità dei disegni attribuiti a Jackson.
Resta ora da vedere come evolverà la situazione, dinnanzi a questo improvviso cambio di scenario. Una cosa è certa, l’asta delle opere d’arte di Michael Jackson, prevista e poi bloccata, ha indubbiamente alimentato il dibattito sul valore e la rilevanza artistica delle sue creazioni. Gli appassionati d’arte e fan del Re del Pop, attendono con ansia il prossimo capitolo di questa vicenda.



