Quella di 21 Gallery è la storia di una visione ambiziosa che affonda le sue radici in Veneto e porta i nomi dei suoi due fondatori: Alessandro Benetton e Davide Vanin. È il 2021 quando la galleria apre la sua prima sede a Villorba (TV), all’interno del TAD – Treviso Art District, con una missione ben precisa: instaurare un dialogo tra arte e territorio, stimolando un rapporto sempre più stretto tra cultura e impresa a livello nazionale e internazionale.
Da qui, il progetto di 21 Gallery spicca il volo grazie anche ai finanziamenti di Ernesto Fürstenberg Fassio, direttore di Banca Ifis e all’apertura di un nuovo spazio espositivo a Padova in via San Francesco 34, diretto dalla gallerista Elena Comin.

“AUDACI. Dalle avanguardie storiche agli artisti mascherati, l’arte del libero pensiero”, la prima mostra della sede padovana di 21 Gallery, curata da Cesare Biasini Selvaggi, è visibile fino al 30 agosto. Sono esposti quasi una trentina di artisti, dalle avanguardie del XX secolo fino al XXI, accomunati dall’essere ‘temerari’, ovvero portatori di libero pensiero mai piegati a volontà esterne, dei veri esempi di resistenza artistica e sociale. Un omaggio che si intreccia con la città di Padova, storicamente votata alla conoscenza e alla cultura.

Attraverso dipinti, sculture e fotografie, il percorso espositivo valorizza l’unicità di ogni artista, senza opprimerla. Spiccano, tra le opere, ‘Sometimes Life Is Really, Really, Really Dark’ di Damien Hirst, posta accanto alla fotografia ‘Sad Clown’ di Marina Abramović, due lavori esteticamente diversi ma accomunati dalle stesse vibrazioni anticonformiste. Inoltre, non mancano i grandi maestri del passato come Giacomo Balla, Giorgio de Chirico e Lucio Fontana, da ammirare insieme ad artisti emergenti come Gonzalo Borondo con il suo “Cristo gif”, un’ opera luminosa che cattura lo sguardo dei passanti, e la street artist Laika, soprannominata la ‘Banksy italiana’, che denuncia la guerra con la sua intensa opera ‘Portrait Against War’.

Ultimo, ma non per importanza, il contesto in cui queste opere sono esposte, Palazzo Colonne, edificio storico di Padova riadattato a galleria d’arte dal collettivo Fosbury Architecture – già noto per collaborazioni con La Biennale di Venezia, Palazzo Grassi e La Triennale di Milano. Lo spazio si presenta come un elegante white cube, arricchito nella prima sala dalla presenza di due colonne in onice nero di epoca romana, mentre, particolarmente ingegnosa è la soluzione ‘mobile’ dell’ultima sala, dove una tenda bianca permette di oscurare momentaneamente le finestre, ampliando così la superficie espositiva.
La mostra ‘Audaci’ è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, redatto in italiano e inglese con prefazione di Elena Comin e una preziosa, inedita intervista a Laika. Parafrasando Cesare Biasini Selvaggi, questa mostra è dedicata a chi, scegliendo di essere audace, ha rischiato la prigionia, l’esilio e perfino la propria vita per amore e convinzione del proprio credo, un messaggio potente che invita ognuno di noi a chiedersi: ‘Siamo capaci di essere audaci?’


