Audaci per davvero: la nuova 21 Gallery a Padova tra avanguardie e ribellione

Quella di 21 Gallery è la storia di una visione ambiziosa che affonda le sue radici in Veneto e porta i nomi dei suoi due fondatori: Alessandro Benetton e Davide Vanin. È il 2021 quando la galleria apre la sua prima sede a Villorba (TV), all’interno del TAD – Treviso Art District, con una missione ben precisa: instaurare un dialogo tra arte e territorio, stimolando un rapporto sempre più stretto tra cultura e impresa a livello nazionale e internazionale.

Da qui, il progetto di 21 Gallery spicca il volo grazie anche ai finanziamenti di Ernesto Fürstenberg Fassio, direttore di Banca Ifis e all’apertura di un nuovo spazio espositivo a Padova in via San Francesco 34, diretto dalla gallerista Elena Comin.

Veduta della mostra AUDACI 21Gallery Padova 2025 Foto Giacomo Bianco

AUDACI. Dalle avanguardie storiche agli artisti mascherati, l’arte del libero pensiero”, la prima mostra della sede padovana di 21 Gallery, curata da Cesare Biasini Selvaggi, è visibile fino al 30 agosto. Sono esposti quasi una trentina di artisti, dalle avanguardie del XX secolo fino al XXI, accomunati dall’essere ‘temerari’, ovvero portatori di libero pensiero mai piegati a volontà esterne, dei veri esempi di resistenza artistica e sociale. Un omaggio che si intreccia con la città di Padova, storicamente votata alla conoscenza e alla cultura. 

Veduta della mostra AUDACI 21Gallery Padova 2025 Foto Giacomo Biancopg

Attraverso dipinti, sculture e fotografie, il percorso espositivo valorizza l’unicità di ogni artista, senza opprimerla. Spiccano, tra le opere, ‘Sometimes Life Is Really, Really, Really Dark’ di Damien Hirst, posta accanto alla fotografia ‘Sad Clown’ di Marina Abramović, due lavori esteticamente diversi ma accomunati dalle stesse vibrazioni anticonformiste. Inoltre, non mancano i grandi maestri del passato come Giacomo Balla, Giorgio de Chirico e Lucio Fontana, da ammirare insieme ad artisti emergenti come Gonzalo Borondo con il suo “Cristo gif”, un’ opera luminosa che cattura lo sguardo dei passanti, e la street artist Laika, soprannominata la ‘Banksy italiana’, che denuncia la guerra con la sua intensa opera ‘Portrait Against War’.

Veduta della mostra AUDACI 21Gallery Padova 2025 Foto Giacomo Bianco

Ultimo, ma non per importanza, il contesto in cui queste opere sono esposte, Palazzo Colonne, edificio storico di Padova riadattato a galleria d’arte dal collettivo Fosbury Architecture – già noto per collaborazioni con La Biennale di Venezia, Palazzo Grassi e La Triennale di Milano. Lo spazio si presenta come un elegante white cube, arricchito nella prima sala dalla presenza di due colonne in onice nero di epoca romana, mentre, particolarmente ingegnosa è la soluzione ‘mobile’ dell’ultima sala, dove una tenda bianca permette di oscurare momentaneamente le finestre, ampliando così la superficie espositiva.

La mostra ‘Audaci’ è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale, redatto in italiano e inglese con prefazione di Elena Comin e una preziosa, inedita intervista a Laika. Parafrasando Cesare Biasini Selvaggi, questa mostra è dedicata a chi, scegliendo di essere audace, ha rischiato la prigionia, l’esilio e perfino la propria vita per amore e convinzione del proprio credo, un messaggio potente che invita ognuno di noi a chiedersi: ‘Siamo capaci di essere audaci?’

Newsletter

Follow us

Scelti per te

In Slovenia c’è una mostra dove L’urlo di Munch e La grande onda di Hokusai si possono toccare

C'è una mostra in Slovenia dove L’urlo di Munch si può scomporre in più parti, dove La grande onda di Hokusai ha una superficie tridimensionale da esplorare con le mani e dove diciassette artisti contemporanei hanno reinterpretato il proprio linguaggio per comunicare attraverso il senso del tatto: "Tactile Gallery. Art Beyond the Visible"

Joseph Kosuth e i 28 metri di neon al Museo del Novecento

La nuova installazione permanente realizzata dall'artista americano per il Museo del Novecento - una scritta al neon di ventotto metri intitolata Vedere le cose - non si limita ad aggiungere un'opera alla collezione del museo, ma modifica piuttosto il modo in cui ci rapportiamo allo spazio che la ospita e, soprattutto, alla città che la circonda

Infinito Cabinet: miti, oggetti e narrazioni nella Wunderkammer di Maria Cristina Crespo

Tra gli eventi collaterali di una Biennale Arte che sussurra e riverbera l'intima bellezza delle espressioni corali, Infinito Cabinet di Maria Cristina Crespo, organizzato da Eclettica Cultura dell'Arte e a cura di Giusy Caroppo, racconta le infinite storie dell'essere umano. Miti, leggende e narrazioni si intrecciano, tra realtà e finzione, tra passato e presente, tra opera e oggetto, all'interno di uno spazio raccolto, saturo ed eterogeneo, creando una Wunderkammer di storie e simboli.
Sofia Nante
Sofia Nante
Laureata in lingue moderne e successivamente in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali a Venezia, Sofia Nante lavora da anni alla promozione dell’arte, della cultura e del design contemporaneo lavorando per gallerie d’arte sia in Italia che all’estero. Attualmente collabora all’ organizzazione di festival in ambito artistico e cinematografico.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui