L’idea di autorità è nell’occhio del ciclone dei dibattiti contemporanei, tesa tra un eclissi semantica e l’urgenza di una rifondazione. Qualcuno, a riguardo, ha scritto pagine memorabili e di straordinaria attualità che oggi approdano in biblioteca sotto forma di un elegante volume della collana Treccani Libri.
Stiamo parlando di “Autorità”, il saggio fondamentale che Augusto Del Noce, filosofo e politologo di vaglia, redasse nel 1975 per l’Enciclopedia del Novecento. Un’opera che fonde con intelligenza e competenza svariate discipline – politica, filosofia, sociologia – e che traccia un ritratto quanto mai probante e vibrante dell’idea di autorità nella contemporaneità.
Nel testo, Del Noce parte proprio dal concetto di autorità, interpretabile come guida o “direzione” da un’accezione etimologica che deriva da “augere”, ovvero “far crescere”. In questa visione, l’autorità non è sottomissione, oppressione o costrizione, bensì un principio superiore che guida nell’edificazione dell’umanità.
Ciò porta Del Noce, con sguardo lungimirante e critico, a mettere in evidenza come l’attuale sensibilità abbia distorto il concetto di autorità, assimilandolo erroneamente a quello di repressione. Tale interpretazione, afferma Del Noce, è ciò che arresta la crescita, ponendosi in antitesi totale con la reale semantica di “auctoritas”.
Ecco allora che l’affievolimento dell’autorità come guida si riflette – come sottolinea Bray nella prefazione – nelle strutture base della vita collettiva: famiglia, scuola e istituzioni politiche. Questo a discapito della partecipazione individuale alla vita di comunità, resa sempre più alea a causa dei processi di delegittimazione e privazione di autorevolezza.
Nonostante ciò, la speranza non è persa. Reading “Autorità” arriva a noi come una sorta di bussola. Il libro svolge una riflessione critica sui fenomeni storici del mondo occidentale, quelli che hanno scandito il corso del ‘900 – rivoluzioni, guerre mondiali, totalitarismi – senza rinunciare ad una disanima filosofica avvalendosi di eminenti figure di pensatori come Weber, Guènon, Arendt, Weil, Adorno.
Lo scopo? Non solo comprendere, ma cercare soluzioni nell’aspro accavallarsi di crisi, nel primato del benessere e della libertà che ha finito per annacquare i valori tradizionali. Proprio per questo “Autorità” non è solo un libro, ma un viaggio erudito tra le pieghe profonde della nostra società e un monito edificante al rinnovamento. Come conclude Bray, la rilettura di “Autorità” rappresenta un’esperienza “ricca di riferimenti e spunti di riflessione più che mai attuali”.
Ne risulta un testo di notevole raffinatezza e rigore intellettuale, un’opera fondamentale per chiunque s’interroghi sul concetto di autorità e sul suo ruolo nel mondo contemporaneo. E’ in definitiva, una lente di ingrandimento su un concetto complesso e controverso che, nonostante tutto, resta una componente irrinunciabile del “motore” della nostra società.


