Beef 2 su Netflix porta il rancore dentro un country club di lusso

Chi temeva che la seconda stagione di Beef scivolasse nell’ombra lunga gettata dalla prima, può deporre le proprie riserve. Dopo un esordio che aveva squarciato il panorama seriale, tre Golden Globe, tra cui miglior miniserie, e i riconoscimenti individuali a Steven Yeun e Ali Wong, questa nuova stagione creata da Lee Sung Jin perNetflix, e interpretata da Oscar Isaac, Carey Mulligan, Cailee Spaeny e Charles Melton, si impone come un prodotto sontuoso nella forma, saldo nell’impianto, un’eccellenza che il grande pubblico, nella sua consueta distrazione, non ha ancora del tutto intercettato. 

Certe serate sembrano perfette dall’esterno e disastrose dall’interno. È il caso di Josh Martín, direttore generale del Monte Vista Point, un country club di lusso, che torna a casa da una serata di gala con i conti in rosso e un matrimonio che scricchiola pericolosamente. Quello che succede tra lui e sua moglie Lindsay, una volta chiusa la porta di casa, è tutto fuorché elegante: urla, oggetti in frantumi e una mazza da golf usata come strumento di sfogo contro quadri e vetri. Una scena domestica che esplode, rapida e violenta nel tono. Il problema è che quella scena ha dei testimoni. Ashley, addetta alla reception del club, e il suo fidanzato Austin si trovano lì quasi per caso. Arrivano nel momento sbagliato, vedono quello che vedono, e Ashley ha il riflesso di tirare fuori il telefono. Pochi secondi di video, sufficienti a far scattare l’allarme: convinti di assistere a una situazione di violenza, i due se ne vanno in fretta. 

Young woman with wavy brown hair in a softly lit kitchen, looking worried or contemplative.
Beef. Cailee Spaeny as Ashley Miller in episode 203 of Beef. Cr. Courtesy of Netflix © 2026

Il giorno dopo, la tensione si sposta al club. Josh capisce che qualcosa non va e si avvicina ad Ashley con quella cortesia di facciata che nasconde una minaccia. Austin, dal canto suo, va a controllare di persona come sta Lindsay, che liquida tutto con un sorriso e dice di stare bene. Nel frattempo, il club si prepara a ricevere la presidente Park, proprietaria miliardaria, e Josh deve tenere tutto sotto controllo. Proprio in quel momento la situazione personale di Ashley precipita verso ospedali e spese mediche improvvise. Quando lo racconta ad Austin, lui guarda il video sul telefono e inizia a fare i conti. La proposta che avanza è semplice, spietata e pericolosa: usare quelle immagini per costringere Josh a pagare.Beef 2 è una serie densa, edificata sul rancore, la diffidenza e l’inganno, capace di sovvertire prospettive e demolire qualsiasi certezza, persino quelle che sembravano granitiche.

Ogni episodio funziona come una trappola, ti convince di aver capito chi ha torto e chi ha ragione, poi ti strappa il terreno da sotto i piedi. I personaggi sono esseri umani intrappolati nelle versioni di sé stessi che gli altri hanno deciso di vedere, e di credere. Lo spettatore viene costretto a stare nell’ambiguità, a tollerarla, a scoprire che forse l’ambiguità è l’unico posto onesto da cui guardare le cose con una certa verosimiglianza. Oscar Isaac abita Josh Martín con quella sua capacità di sembrare sempre sul punto di dire la verità senza mai dirla davvero.

Woman outdoors with a brown dachshund in a green sweater; she pets a yellow toy and points a finger as if giving a cue or command.
Beef. Carey Mulligan as Lindsay Crane-Martin in episode 202 of Beef. Cr. Courtesy of Netflix © 2026

C’è qualcosa di viscerale nella sua recitazione, una corrente sottopelle che affiora solo nei momenti di massima pressione. Carey Mulligan costruisce Lindsay in modo differente, un personaggio per cui ogni sorriso è un argine, ogni gesto di cortesia una forma sofisticata di difesa, una persona che ha imparato a sopravvivere al proprio matrimonio come si sopravvive a un clima avverso. Quello che rende Beef qualcosa di più di una serie ben fatta è la sua ostinazione nel non risolvere le tensioni che genera. Non c’è catarsi o redenzione. C’è invece la sensazione costante che ogni equilibrio sia provvisorio, che ogni tregua stia per finire, che i personaggi siano sempre seduti sopra qualcosa di splendidamente e catastroficamente instabile.

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Lucia Tedesco
Lucia Tedesco
Giornalista, appassionata di cinema e tecnologia. Nel 2018 ho fondato un sito, Lost in Cinema

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