Biennale di Venezia: ecco il nuovo Padiglione Centrale completamente riqualificato

É stato presentato oggi ai Giardini della Biennale il Padiglione Centrale completamente riqualificato, uno degli interventi più rilevanti degli ultimi anni nel sistema infrastrutturale della Biennale di Venezia. Realizzato grazie ai fondi del Ministero della Cultura nell’ambito del PNC–PNRR, il progetto si inserisce nel programma “Grandi Attrattori Beni Culturali” e rappresenta un passaggio strategico nella trasformazione dell’istituzione in un polo permanente di eccellenza internazionale.

Con un investimento complessivo di 31 milioni di euro e un cantiere concluso in soli 16 mesi, l’intervento restituisce centralità a uno degli edifici simbolo della Biennale, affrontando in modo radicale la complessità di una struttura segnata da stratificazioni storiche e interventi successivi. Più che un restauro, il progetto si configura come una vera e propria riscrittura dell’organismo architettonico, capace di restituire ordine, leggibilità e coerenza spaziale.

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Il cuore del nuovo assetto è rappresentato dalla riorganizzazione degli spazi espositivi, concepiti come ambienti neutri e flessibili, veri e propri white box in grado di accogliere allestimenti temporanei. Il percorso si articola a partire dalla Sala Chini, che assume il ruolo di snodo distributivo centrale, mentre attorno si sviluppa una corona di spazi dedicati ai servizi – bookshop, caffetteria, didattica – chiaramente distinti dalle aree espositive.

Un elemento fondamentale del progetto è l’integrazione totale degli impianti tecnici all’interno dell’architettura. Tutti i sistemi – illuminazione, ventilazione, oscuramento – sono nascosti dietro le nuove pareti e nella copertura, liberando gli spazi da qualsiasi interferenza visiva. I nuovi lucernari, realizzati con vetro fotovoltaico e diffondente, garantiscono una luce naturale uniforme e contribuiscono alla produzione energetica, mentre moduli apribili e tende motorizzate consentono il controllo climatico e luminoso.

Accanto alla ridefinizione degli spazi, il progetto affronta il tema della memoria con un approccio selettivo e non conservativo. Vengono restaurati e valorizzati elementi significativi, come gli infissi progettati da Carlo Scarpa, mentre la Sala Brenno del Giudice viene reinterpretata secondo il disegno originario della caffetteria del 1928. Allo stesso tempo, vengono eliminate le superfetazioni e gli elementi incongrui, restituendo all’edificio una nuova unità architettonica.

Questa scelta definisce un passaggio chiave: il progetto non si limita a preservare, ma reinventa criticamente il Padiglione. Attraverso un approccio stratigrafico, la storia dell’edificio viene riletta e ricomposta, dimostrando come il riuso possa essere un atto creativo capace di rispondere alle esigenze contemporanee senza rinunciare alla memoria.

Sala-Brenno_-Marco-Cappelletti-Studio-Courtesy-La-Biennale-di-Venezia

Tra gli interventi più riconoscibili emergono le nuove altane, strutture leggere ispirate alla tradizione veneziana, collocate in corrispondenza della caffetteria e della sala polifunzionale. Realizzate in legno lamellare carbonizzato e pannelli X-LAM, queste architetture introducono un elemento di apertura verso il paesaggio dei Giardini, stabilendo un dialogo diretto con il contesto senza alterare l’equilibrio dell’edificio.

La sostenibilità rappresenta un altro asse centrale del progetto. Il Padiglione è stato concepito per ottenere la certificazione LEED® livello Gold, attraverso strategie integrate che includono il risparmio energetico e idrico, la riduzione delle emissioni e l’utilizzo responsabile dei materiali. In questo senso, l’architettura non è solo forma, ma sistema performativo che risponde a criteri ambientali avanzati.

Il Padiglione Centrale, costruito tra il 1894 e il 1895 come Palazzo Pro Arte, ha attraversato nel corso del Novecento numerose trasformazioni, diventando progressivamente il fulcro della Biennale. La sua funzione si è evoluta fino a diventare sede della mostra internazionale curata, consolidando il proprio ruolo come cuore concettuale dell’intera manifestazione.

Con la riqualificazione presentata oggi, questo ruolo viene ulteriormente rafforzato. Il Padiglione si prepara ad accogliere la mostra “In Minor Keys” curata da Koyo Kouoh, in apertura il 9 maggio 2026, segnando l’inizio di una nuova fase in cui architettura, curatela e infrastruttura si integrano in un sistema coerente.

L’intervento non rappresenta solo un aggiornamento funzionale, ma una presa di posizione sul futuro delle istituzioni culturali: spazi flessibili, sostenibili e capaci di adattarsi a linguaggi in continua evoluzione. In questo senso, il nuovo Padiglione Centrale si propone come modello di riferimento, in cui la tradizione viene riletta attraverso strumenti contemporanei, restituendo alla Biennale un dispositivo architettonico all’altezza della sua dimensione internazionale.

Poster for Gianfranco Meggiato's 'in ITINERE' exhibition in San Quirico d’Orcia, July 25–Nov 1, 2026, featuring white abstract sculptures on a grassy hill.
Poster featuring an illustrated man wearing a cap and white sunglasses, blowing a large pink bubble, with a pink polka-dot background and bold title text above.

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