Blueprint: Frank Gehry’s Dream House Really Pissed Off His Neighbors

Blueprint: la casa dei sogni di Frank Gehry ha davvero fatto infuriare i suoi vicini. Immagina di abitare in un quartiere tranquillo e ordinato di Santa Monica, Los Angeles, quando all’improvviso la tua quiete viene sconvolta dalla costruzione di un’opera d’architettura audace e controversa. Inaspettatamente, il tuo vicino di casa non è un architetto qualunque, bensì Frank Gehry, uno dei più grandi nomi dell’architettura contemporanea.

Gehry ha acquistato una modesta casa rosa, un bungalow degli anni ’20, e ha deciso di trasformarla in un’opera d’arte, senza però demolirla completamente, piuttosto costruendo attorno ad essa. Usando materiali a basso costo come vetro, compensato e metallo corrugato, Gehry ha dato vita alla sua “casa dei sogni:, chiamata ufficialmente “Frank and Berta Gehry Residence”.

Lo stile iconoclastico di Gehry non è passato inosservato. Ma nonostante la sua fama e il rispetto di cui gode nel mondo dell’arte e dell’architettura, la sua audace intrusione nel paesaggio suburbano ha suscitato non poco scompiglio tra i suoi vicini. “I vicini si sono davvero arrabbiati,” ha ricordato l’architetto di 95 anni in un’intervista pubblicata su Dezeen nel 2021.

Infatti, la sua casa spiccava come un dito in mezzo a un quartiere dagli edifici tradizionali e ordinati. Uno dei vicini, un avvocato, ha minacciato di fare causa alla città per cercare di far abbattere l’edificio. Nonostante la minaccia, Gehry ha continuato la costruzione secondo i suoi piani.

Questo non significa che il design di Gehry fosse del tutto casuale, anche se a molti dei suoi vicini poteva sembrare così. Ignorando le convenzioni, ha utilizzato il metallo zincato ed il legno, quest’ultimo ispirato alla sua apprezzamento per l’architettura tradizionale giapponese.

La casa di Gehry, oggi riconosciuta come un’opera d’arte, non ha smesso di attirare l’attenzione. Il giudizio della giuria del premio Pritzker nel 1989 ha definito il suo lavoro come “a volte controverso, ma sempre arrestante” e ha lodato il suo spirito inquieto, capace di coniugare l’architettura contemporanea con i valori ambivalenti della società.

Gehry ha trascorso la maggior parte della sua vita adulta a Santa Monica. Col tempo, i suoi vicini si sono abituati al suo iniziale design sconcertante. Anche l’avvocato che minacciò la causa non è riuscito a far abbattere la casa di Gehry. Anzi, pare che alla fine abbia ristrutturato la sua casa in uno stile simile.

Oggi la famiglia Gehry deve affrontare più spesso le orde di turisti e studenti di architettura che si accalcano sul suo prato, piuttosto che le lamentele dei vicini. In fin dei conti, Frank Gehry ha avuto l’ultima risata.

Buttando uno sguardo agli edifici più ambiziosi del mondo, tutti abbiamo iniziato con un piano modesto. In Blueprint, esploriamo le basi delle case dei sogni e degli edifici iconici per comprendere come architetti e designer li hanno portati in vita. Un piccolo promemoria che nessun sogno è troppo grande, nemmeno quello di uno dei più famosi architetti del nostro tempo, Frank Gehry.

Newsletter

Follow us

Scelti per te

L’impercettibile presenza di Lorena Bucur incornicia la vetrina di Platea a Lodi

Lorena Bucur (Cremona, 1996) lavora su ciò che esiste. Interviene nello spazio con discrezione, quasi come se l'opera fosse sempre stata lì, attaccata alle pareti, mostrando le imperfezioni e i paesaggi frantumati nell'incontro con la materia. La stessa frammentazione delle immagini impresse nella memoria è soggetta a propria temporalità tra dimenticanza, spazi vuoti e oblio.

Gibellina Photoroad 2026: Jacopo Di Cera porta Between nel cuore del Grande Cretto

Dal 4 luglio al 6 settembre 2026, negli spazi del Museo delle Trame Mediterranee / Fondazione Orestiadi, Jacopo Di Cera presenta Between, videoinstallazione a cura di Arianna Catania, realizzata in occasione di Gibellina Photoroad 2026. Il festival internazionale di fotografia open air e site-specific, ideato e diretto dalla stessa Catania, celebra quest’anno il suo decennale all’interno del programma di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, confermando la città siciliana come uno dei luoghi più intensi in cui fotografia, spazio pubblico, architettura e partecipazione collettiva si incontrano.

Mare d’Arte Festival 2026 porta Milano Marittima oltre l’estate: arte pubblica, visioni urbane e il sogno della città-giardino

Una città-giardino immaginata, disegnata, costruita come relazione tra mare, pineta, architettura e vita moderna. È da questa origine che riparte Mare d’Arte Festival 2026, seconda edizione dell’hub culturale a cielo aperto in programma dal 3 al 12 luglio, con un’estensione che accompagnerà la città fino a settembre.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui