Ventisette minuti di strofe, rime e citazioni. Neffa “sposta via la tenda” e ci invita ad affacciarci sul panorama del rap italiano – quel rap che sente e rispetta. Nella prima parte di Canerandagio, ci riaccompagna – con un’intro e nove featuring – in punta di penna, dentro i suoi suoni, le sue parole, il suo stile.
Già con Foglie Morte, insieme a Fibra, aveva lanciato un segnale: un ritorno pulito, elegante, senza urlare ma con peso, spazzando via anni di silenzio come polvere da una giacca vintage.

Produttore e protagonista di Canerandagio, Neffa raduna una nuova “ballotta” con Noyz Narcos, Franco126, Guè, Joshua, Izi, Fabri Fibra, M¥SS KETA, Frah Quintale, Gemitaiz, Joan Thiele, Lucariello, STE, Ele A, Francesca Michielin.
Una squadra dal “sangue misto” che lo accompagna con rispetto nei nove brani, dove i featuring non rubano la scena, ma la completano. Vecchi e nuovi “messaggeri” che lo affiancano con misura, lasciando spazio alla visione di Neffa. Nei testi, messaggi sussurrati, non sempre consolatori. I suoni sono profondi, da ascoltare e metabolizzare.
Canerandagio non cerca like: chiede attenzione. E pretende rispetto.



