Carsten Höller torna a lavorare con uno dei dispositivi che più caratterizzano la sua ricerca: la giostra. L’artista tedesco ha appena installato una nuova opera pubblica, una grande struttura circolare specchiante e di colore rosa, collocata sulla pista di pattinaggio del Kulm Hotel di St. Moritz. L’intervento, visibile durante la stagione invernale, trasforma uno spazio dedicato allo sport e al tempo libero in un’esperienza artistica partecipativa.
La giostra si presenta come un carosello dalle superfici riflettenti, pensato non per la velocità o l’adrenalina, ma per un movimento lento e controllato. Chi vi sale entra in un sistema di riflessi che moltiplica corpi, gesti, paesaggio e luce naturale. Il risultato non è uno spettacolo da osservare a distanza, ma un ambiente da attraversare, in cui l’opera esiste solo nel momento in cui viene attivata dal pubblico.
L’uso del colore rosa e delle superfici specchianti non risponde a un intento decorativo. La scelta cromatica introduce una dimensione di straniamento, creando un contrasto netto con il bianco del ghiaccio e con il paesaggio montano circostante. La giostra si impone visivamente senza assumere una forma aggressiva o monumentale, mantenendo un equilibrio tra attrazione e ambiguità, tra familiarità e disorientamento.
Il lavoro si inserisce nella ricerca che Höller porta avanti da anni sul rapporto tra arte, scienza e percezione. Ex entomologo, l’artista utilizza spesso strutture ludiche come scivoli, tunnel e caroselli per indagare il comportamento umano, la fiducia, il controllo e la perdita di orientamento. Anche in questo caso, la giostra funziona come un dispositivo esperienziale, capace di trasformare un gesto semplice in un’esperienza complessa.
Il contesto di St. Moritz amplifica queste dinamiche. La pista di pattinaggio, luogo già legato al movimento circolare, diventa parte integrante dell’opera. Pattinatori, visitatori e ospiti condividono lo stesso spazio, senza una separazione netta tra chi guarda e chi partecipa. L’opera si costruisce attraverso una sovrapposizione di usi e comportamenti.
Dal punto di vista artistico, la giostra conferma l’interesse di Höller per un’arte che richiede una scelta attiva. Salire o non salire, muoversi o restare fermi, osservare o lasciarsi coinvolgere: ogni decisione modifica l’esperienza. L’opera non propone un messaggio univoco, ma una serie di possibilità aperte.
La presenza della musica, che accompagna il movimento del carosello, aggiunge un ulteriore livello sensoriale. Suono, movimento e riflesso si intrecciano in un ambiente che coinvolge il corpo prima ancora dello sguardo, lavorando sulla soglia tra piacere e leggera inquietudine.
Come in molti lavori di Höller, anche questa installazione mette in discussione il confine tra arte e intrattenimento. Accessibile e immediata, ma mai puramente ludica, la giostra utilizza il gioco come strumento per interrogare percezione, tempo e relazione con lo spazio. In un contesto simbolo del leisure, l’intervento introduce una pausa critica senza assumere toni dichiaratamente polemici.
La nuova installazione conferma così la capacità di Carsten Höller di trasformare dispositivi apparentemente semplici in strumenti complessi di esperienza e riflessione, chiedendo allo spettatore non evasione, ma attenzione e partecipazione.


