In occasione dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma dal 6 al 22 febbraio, il CONI sceglie di raccontare l’Italia non solo come Paese ospitante, ma come matrice culturale capace di ispirare il mondo.
Il fulcro da cui tutto si genera è Casa Italia, progetto simbolo che racchiude la narrazione dei territori attraversati dai giochi utilizzando il linguaggio dell’arte e del design, scegliendo come tema guida Musa: archetipo di ispirazione, custodia della memoria e principio generativo dell’arte, dello sport e del pensiero.
La scelta di questo tema nasce dalla volontà di riconoscere all’Italia un ruolo storico e simbolico unico: quello di luogo capace di ispirare. Nell’immaginario classico le Muse sono custodi della memoria e, al tempo stesso, motore dell’innovazione; proteggono le arti, il pensiero e la disciplina del corpo, tenendo insieme dimensione estetica e formazione umana. In questa prospettiva, l’Italia si propone come Musa contemporanea, territorio complesso e stratificato che, attraverso la propria storia, i paesaggi e la pluralità culturale, continua a stimolare visioni e pratiche creative.

Il progetto si sviluppa in tre sedi principali – Triennale Milano, Centro di Preparazione Olimpica Aquagranda di Livigno e Galleria Farsetti di Cortina d’Ampezzo – a testimonianza della biodiversità dei paesaggi italiani e la pluralità dei linguaggi contemporanei. Tre luoghi diversi, uniti da una visione coerente che intreccia sport, arti visive, architettura temporanea e interior design, restituendo l’immagine di un’Italia capace di farsi Musa per culture e sensibilità differenti.
Alla Triennale Milano il percorso espositivo si articola in nove sezioni, ciascuna dedicata a una Musa ispiratrice: dal linguaggio alla memoria, dalla natura allo sport. Un racconto articolato che mette in dialogo arte moderna e contemporanea attraverso opere e installazioni di artisti internazionali e italiani di diverse generazioni. Dai maestri del Novecento come Giorgio de Chirico, Cy Twombly, Sol LeWitt, Jannis Kounellis, Mario Merz e Robert Rauschenberg, alle voci contemporanee di JR, William Kentridge, Shirin Neshat, Ugo Rondinone, Anri Sala, Vik Muniz, Thomas Struth e Hiroshi Sugimoto, che insieme costruiscono un atlante visivo in cui l’Italia emerge come luogo di attraversamento e ispirazione.
Presso gli spazi della Galleria Farsetti di Cortina d’Ampezzo la selezione si fa concentrata e meditativa, mettendo in relazione maestri del Novecento e artisti contemporanei. Qui dialogano figure come Giacomo Balla, Massimo Campigli, Mario Ceroli, Filippo de Pisis, Jean Fautrier, Joseph Kosuth, Hermann Nitsch, Ottone Rosai, David Tremlett e Ben Vautier, in un percorso che riflette sul rapporto tra identità, territorio e pluralità culturale, con la montagna come orizzonte simbolico.
Questo articolo fa parte del primo numero di Artuu Paper, per continuare a leggerlo abbonati al magazine cliccando qui sotto


